Home TvFictionGabriella Pession presenta la nuova serie “Oltre la soglia”

Gabriella Pession presenta la nuova serie “Oltre la soglia”

«Finalmente un ruolo rock e “spettinato”» spiega l’attrice, che nella fiction è una neuropsichiatra infantile dal look molto aggressivo. Da mercoledì 6 novembre su Canale 5 in prima serata

Foto: Gabriella Pession nei panni della neuropsichiatra Tosca Navarro. Tra pochi giorni l’attrice inizierà a girare un film tratto dal libro autobiografico di Anna Pavignano, ex compagna di Massimo Troisi, “Da domani mi alzo tardi”  - Credit: © Luisa Cosentino

24 Ottobre 2019 | 9:00 di Solange Savagnone

Arriviamo a casa di Gabriella Pession, nel centro di Milano, durante un temporale. In soggiorno, su una parete, campeggia un grande televisore con l’immagine di un camino acceso. «Mi manca non averne uno vero» ci spiega con gli occhi che le brillano e il viso senza un filo di trucco.

È bellissima. Indossa un paio di jeans e un maglione rosso, irlandese come il marito, l’attore Richard Flood (si sono innamorati sul set della serie americana “Crossing Lines”), e il loro bimbo Giulio di 5 anni. Per casa spuntano tracce del piccolo: un puzzle («Lo facciamo assieme, la sera»), un disegno su un cavalletto e il modellino della supereroina Elastigirl del film “Gli Incredibili”. Sul lungo tavolo di vetro dove ci offre tè verde e lingue di gatto, prese per l’occasione nella pasticceria sotto casa, è appoggiato un grosso volume con le foto di suo papà Walter, scomparso tre anni fa. Mamma Laura invece c’è ancora e dopo la nostra chiacchierata pranzeranno insieme.

Proprio Elastigirl ci dà lo spunto per parlare della neuropsichiatra infantile Tosca Navarro, il ribelle personaggio che Gabriella interpreta nella nuova serie “Oltre la soglia”, sei puntate in onda dal 6 novembre su Canale 5. «È una specie di supereroina dei fumetti che va oltre le regole» spiega l’attrice «ed è impegnata in una durissima battaglia per salvare i ragazzi prima che superino la soglia della follia e non si possa fare più niente per loro, come è accaduto a lei».

Partiamo dall’immagine cupa di Tosca. Altro che camice bianco…
«Ha un look particolare, molto rock, un po’ alla Gianna Nannini, spettinata, con giacca di pelle e anelli. Volevo che l’abbigliamento rappresentasse una maschera dietro cui si nasconde, e che fosse aggressivo, ma sul serio.Anche perché da ragazzina Tosca era una metallara, con un vissuto pesante fatto di devianza e dipendenze».

Un bel trauma per chi l’ha ammirata in ben altri panni...
«In tv non mi avete mai vista così. Avendo dei tratti eleganti, mi hanno sempre vestita bene, come ne “La porta rossa”, o addirittura in abiti d’epoca come in “Rossella”. Nella realtà mi piace cambiare stile e adoro anche io gli anelli e i giubbotti di pelle».

Che cosa l’ha convinta di questo ruolo?
«Quando un anno e mezzo fa mi hanno parlato di Tosca me ne sono innamorata subito perché è un personaggio potentissimo. Volevo farla a tutti i costi. Per la prima volta la protagonista è una donna scomoda, ruvida e imperfetta, a volte perfino antipatica. Volevo passasse il messaggio che anche se si ha una malattia e si è vulnerabili, combattendo si può avere una vita piena di amore ed entusiasmo. Mentre sul web vediamo immagini di donne perfette e aberranti, questo personaggio è intriso di anima. Fa riflettere. Ognuno di noi ha avuto esperienze che ci hanno fatto soffrire o complicato l’esistenza. Tosca sa che la sua vita è compromessa, ma la sua missione è aiutare questi ragazzi a non andare “oltre la soglia”».

Da qui il titolo della serie.
«Lavorando con Stefano Vicari, neuropsichiatra infantile dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, con il quale mi sono confrontata, ho scoperto che le malattie psichiatriche posso essere tenute a bada e curate, se prese in tempo. Altrimenti possono cronicizzarsi. Questa è la “soglia” che i ragazzi non devono superare».

Come si è trovata con i giovani attori che interpretano i suoi pazienti?
«All’inizio ero preoccupata perché avevano un ruolo decisivo nella serie, ma mi sono ricreduta: sono eccezionali. Ho ritrovato anche Aurora Giovinazzo, che quasi dieci anni fa era una bimba e interpretava mia figlia in “Rossella”. Adoro stare con i ragazzi, più che con gli adulti, mentalmente ho 16 anni come loro. Mi sono divertita, mi hanno insegnato a usare i social. È stato un tuffo nell’adolescenza che non ho vissuto, perché da ragazzina praticavo pattinaggio su ghiaccio a livello agonistico e pensavo solo alle gare. Quando poi ho smesso per un infortunio (ma i pattini li ho sempre con me) ho iniziato subito a lavorare come attrice. Sono dovuta crescere in fretta».

Lei da ragazzina com’era?
«Ero molto allegra, solare, vivace, ma anche passionale e drammatica. Mi piaceva cantare, tanto che mamma mi regalò un karaoke. Non sono stata mai una ragazzina viziata o alla moda. A 15 anni con gli amici del liceo scrivevamo delle sceneggiature e giravamo dei microfilm comicissimi».

Nessun lato oscuro?
«Non ho mai abusato di niente, mai un eccesso, anche grazie allo sport che mi ha insegnato la disciplina. Per questo spero che mio figlio trovi il suo sport, anche se temo diventi un pilota perché ha un debole per gli autoscontri!».

Se si incontrasse da ragazzina cosa si consiglierebbe?
«Di divertirmi di più. Avrei voluto vivere con un po’ più di leggerezza, come ho fatto con i ragazzi del cast. Invece sono sempre stata molto seria».

E quella ragazzina oggi cosa le direbbe?
«Che non si aspettava che sarei diventata così, una mamma e una moglie. Sono molto casalinga e questa nuova dimensione mi piace. Gli adolescenti hanno sogni di onnipotenza, ma quando cresci ti accorgi che di onnipotente c’è solo il buon Dio e accetti anche le imperfezioni. Io, che ero tosta e perseverante, ho imparato ad apprezzare le piccole cose: cucinare il pesce, fare la spesa al mercato, i fiori fuori dalla finestra, il grillo che entra in casa, fare i puzzle, guardare i cartoni e disegnare con mio figlio».

Anche con gli uomini Tosca è un tipo tosto, molto libera e diretta.
«Io invece sono molto romantica e mio marito lo è ancora di più. Stiamo assieme da sette anni e siamo sposati da tre, ma mi emoziono ancora quando torna a casa. Anche se i miei si sono separati perché erano incompatibili, si sono amati follemente, e io ho vissuto l’amore in casa, così come i conflitti. L’amore da solo non basta, però, bisogna avere rispetto per i figli. Oggi, per esempio, se devo discutere con Richard, lo faccio lontano da Giulio. La stagione del matrimonio è la più serena della mia vita».

La storia e il cast di "Oltre la soglia"

Foto: l cast di "Oltre la soglia"

La serie “Oltre la soglia” è diretta da Monica Vullo e Riccardo Mosca, ed è stata ideata da Laura Ippoliti.

Ambientata nel reparto di psichiatria infantile di un ospedale romano (ricostruito nell’ex ospedale Forlanini), ha come protagonista Tosca Navarro (Gabriella Pession), neuropsichiatra e responsabile del reparto, che soffre a sua volta di schizofrenia. Tra i suo colleghi, solo Alessandro Agosti (Paolo Briguglia) è a conoscenza della situazione.

Oltre alle vicende dei giovani ricoverati, in ogni episodio si racconta la malattia di un paziente. Alcuni casi sono ispirati a storie vere, affrontate da Stefano Vicari, neuropsichiatra infantile e consulente della serie. Nel cast c’è anche Giorgio Marchesi, che interpreta il magistrato Di Muro.

Da segnalare, infine, la colonna sonora originale: ci sono canzoni di Achille Lauro, Coez, Gemitaiz e Tiziano Ferro. Mentre il brano “Starò bene”, scritto dalla band romana Nova Gorica, è il singolo scelto per il lancio promozionale della serie.