Giampaolo Morelli: «Girare Coliandro è una fatica pazzesca!»

Dal 15 settembre arrivano su Raidue i nuovi episodi del vulcanico ispettore

Giampaolo Morelli
4 Settembre 2021 alle 09:11

«Quando ritorna Coliandro? Ci state lavorando, vero?». Racconta Carlo Lucarelli, l’inventore del personaggio, che la domanda dei fan si fa più pressante ogni giorno che passa. «E il fan non è che lo chiede e basta, lo intima, lo ordina, con quel punto interrogativo, alla fine, che non è una domanda. È una minaccia».

Giampaolo Morelli, l’unico e vero Coliandro televisivo, conferma tutto: «Io ormai so che ho il preciso dovere di fornire agli spettatori una nuova stagione ogni tre, quattro anni al massimo. E visto che l’ultima è del 2018, ci siamo. Non potevamo più aspettare. Ed ecco quattro episodi nuovi di zecca».

Cosa vi siete inventati questa volta? Coliandro è cambiato? Magari viene promosso?
«Per carità! Non si cambia un “cult”. A rovinare certe serie tv è stata proprio la mania di far “evolvere“ il protagonista. Ma quale evolvere? Ma quale crescere? Coliandro è sempre il solito irruento, generoso, impacciato, bislacco detective “vecchia maniera”. A cambiare è la realtà intorno a lui e i casi che deve affrontare».

E le donne che incontra. In ogni puntata c’è una nuova guest star, e di solito Coliandro le conquista tutte.
«Più che altro gli piace immaginarlo. Ogni volta si innamora e si illude di fare innamorare, ma poi resta sempre solo. Le donne che incontra lo fanno precipitare in mondi più grandi di lui. Nicoletta Romanoff, per esempio, è un’affascinante esperta d’arte. Lui pensa di proteggerla, ma sarà lei a manipolarlo».

In un’altra storia Coliandro si innamora della figlia del capo, interpretata da Chiara Martegiani. Lui è felice?
«Figuriamoci... soprattutto quando se lo ritrova a cena. Ma a lei non importa, è una ragazza dolce ma molto emancipata».

Nell’episodio “Intrigo maltese” invece c’è Sabrina Impacciatore.
«E fa morire dal ridere perché interpreta una giornalista-detective straniera con cui Coliandro finirà per allearsi. Del resto i colleghi lo tengono sempre un po’ in disparte e allora lui deve scegliere se obbedire agli ordini o fare a modo suo, infrangendo le regole. Ovviamente alla fine fa a modo suo».

Rivedremo anche Cinno, l’hacker che ogni tanto dà una mano all’ispettore con i computer: come se la cava Coliandro con la tecnologia e il web? È un tipo “social”?
«Ma figuriamoci, a stento sa accendere un computer. Il massimo che può fare è una ricerchina su Google. Come la maggior parte di noi eh, non sentitevi troppo superiori! Comunque lui è un detective d’azione, si ispira più a Clint Eastwood che alla Scientifica».

Tra i cattivi ci sono “Cicciù e Papalli”, due sicari-fidanzatini sdolcinati, e persino un malvivente che si fa chiamare Don Lurio: ma dove li va a pescare Coliandro questi svitati? Capitano tutti a lui?
«Eppure prendiamo sempre spunto dalla cronaca. Per esempio, si parla delle infiltrazioni delle mafie dell’Est in Emilia. Poi Carlo Lucarelli colora i personaggi da par suo. Ognuno ha una forte personalità».

I suoi bambini guardano Coliandro? È educativo?
«Educativo non credo, ma “intrattenitivo” di sicuro. I miei sono ancora piccoli, ma forse il più grande, Gianmarco, che ha 8 anni, potrebbe cominciare ad apprezzarlo... altrimenti sarà per la prossima stagione!».

E ora che ha adempiuto i suoi “obblighi coliandreschi”, che farà?
«Sto lavorando al mio secondo film da regista. Si intitola “Falla girare”, è ambientato a Napoli ed è una storia sulle droghe leggere... in chiave di commedia. Ma adesso è presto per parlarne: prima voglio godermi le reazioni dei fan alla nuova serie. Me lo merito, il set di Coliandro è stato una faticaccia».

Perché?
«Ma perché era una scena d’azione dopo l’altra. Corri di su, picchia di qua, vieni picchiato di là... Coliandro tranquillo non lo vedrai mai. Coliandro è sempre in affanno. Quattro mesi di sparatorie, botte, corse: alla fine mi sento da ricovero. Per fortuna mi sostiene l’alimentazione: per calarmi meglio nell’ambientazione emiliana mangio solo tortellini e tagliatelle».

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