Home TvFictionGianMarco Tognazzi: «Se mi vedesse papà Ugo…»

GianMarco Tognazzi: «Se mi vedesse papà Ugo…»

Parla l’interprete di «I misteri di Laura»: «Mio padre è morto 25 anni fa, ma a me sembra ieri»

Foto: Gianmarco Tognazzi

05 Novembre 2015 | 14:59 di Tiziana Lupi

Negli ultimi anni lo abbiamo visto interpretare quasi esclusivamente personaggi negativi. Perciò ritrovare GianMarco Tognazzi nei panni di Iacopo Banti è davvero una sorpresa. Perché è vero che anche al vicequestore di «I misteri di Laura» i difetti non mancano, ma che volete che sia un marito fedifrago (che ha sì tradito la moglie, ma ora è pronto a fare qualsiasi cosa pur di tornare con lei e i loro tre figli) in confronto agli uomini meschini che GianMarco ci ha raccontato in fiction come «Maria Montessori», «David Copperfield» e «Il bosco»?

Il primo a stupirsi è proprio lui: «Vuole sapere la verità? Non ne potevo più di fare il cattivo. Da quando ho avuto una piccola parte nel film di Michele Placido “Romanzo Criminale”, mi offrono solo ruoli così. Ora, grazie a “I misteri di Laura”, sono tornato alla commedia, che poi è il genere con cui ho cominciato a fare questo mestiere. Speriamo di continuare su questa strada».

Eppure, GianMarco, la sua non è proprio una faccia da cattivo...
«Per questo ogni volta devo fare un lavoro di trasformazione quando costruisco il personaggio. Con Iacopo Banti, invece, una volta tanto mi sono divertito a lavorare sulle similitudini. Non siamo uguali, ma anch’io sono un uomo pieno di difetti e debolezze e, come lui, in passato ho sbagliato, sono scivolato ma poi ho avuto la volontà di recuperare».

Giallo, commedia e una buona dose di risate: «I misteri di Laura» ha tutti gli ingredienti per piacere al pubblico che ha premiato la prima puntata con quasi 4 milioni di ascolti, tanto che già si parla di una seconda stagione. Nel caso, lei ci sarà?
«Io credo che noi non dobbiamo avere la presunzione di sapere cosa può piacere al pubblico. Dobbiamo solo fare cose belle, alzando l’asticella della qualità e quella del gusto di chi guarda la televisione. Comunque “I misteri di Laura” è una bella serie e, se ci sarà una seconda stagione, ci sarò anch’io».

La prima puntata è andata in onda il 27 ottobre, lo stesso giorno in cui 25 anni fa è scomparso suo padre Ugo.
«Sembra ieri… Trovo che sia stata una fortunata coincidenza, mio padre si sarebbe divertito molto con questa fiction. Non a caso, quando se ne è andato nel 1990, stava girando qualcosa di molto simile. Si intitolava “Una famiglia in giallo” ed era una serie di telefilm in cui interpretava un commissario di polizia che risolve i casi con l’aiuto della moglie e del figlio. Papà è rimasto nel cuore della gente e spero che il mio lavoro serva per continuare a mantenere viva la sua memoria».

A proposito di memoria, lei ha anche recuperato la tradizione gastronomica di Ugo.
«Cinquant’anni fa mio padre disse la famosa frase: “Una volta c’era una nonna, una mamma, una campagna, un orto. Ricreiamoli, dipende da noi”. Già allora, con notevole anticipo rispetto ai tempi, sosteneva l’importanza di mangiare prodotti sani e genuini. Per questo si era trasferito a Velletri (a 42 chilometri da Roma, ndr) dove aveva creato “La Tognazza”, una vera e propria azienda agricola a uso della famiglia. Io sono tornato a vivere lì e, con il marchio “La Tognazza amata”, produco e vendo  vino, confetture, pasta, olio, passata di pomodoro. E quello che non proviene dalla nostra azienda è frutto di un’attenta selezione di produttori in tutta Italia».    

«Tapioco», «Antani», «Come se fosse»: i nomi dei suoi vini sono un omaggio al capolavoro di Mario Monicelli «Amici miei».
«Beh, credo che quei nomi siano nati lì, grazie al vino e alle cene che mio padre organizzava con  Monicelli e gli sceneggiatori Leo Benvenuti e Piero De Bernardi. Dunque perché non chiamare così i nostri vini?»

Da suo padre lei ha ereditato anche l’amore per il Milan.
«Una passione, fin da quando ero bambino. In questo periodo non ce la passiamo benissimo, ma trovo esagerati i titoli dei giornali che un giorno esaltano la squadra e il giorno dopo la buttano giù. Penso che Mihajlovic sia l’allenatore giusto per uscire dalla crisi. Certo, mi sarei aspettato una rinascita  più veloce, ma noi tifosi non perdiamo la speranza».