Giovanni Scifoni: «Anche sul set di “Doc” sono un… ornitorinco»

ha iniziato le riprese della 2a stagione della fiction con Luca Argentero. E in un libro spiega che...

Giovanni Scifoni
3 Giugno 2021 alle 09:51

Per il suo 45° compleanno, il 23 maggio, l’attore Giovanni Scifoni si è fatto due regali: ha pubblicato il suo primo libro “Senza offendere nessuno” (Mondadori) ed è tornato sul set di “Doc - Nelle tue mani” dove interpreta il migliore amico nonché psichiatra di Andrea Fanti (Luca Argentero).

Quale delle due cose la rende più felice?
«Per citare il libro… se lo dico offendo qualcuno! Sono cose diverse, il libro è stato faticosissimo, ci ho messo due anni per scriverlo. Sul set invece sei sempre un pochino ospite della creatività di qualcun altro».

Com’è stato ripartire con “Doc”?
«Intanto non ci sono più i registi con cui era nato tutto. Lasciarli è stato difficile. Ora abbiamo Beniamino Catena che ha una grande esperienza, ma è come avere un nuovo prof, per di più di latino! Ritrovare gli altri è stato fantastico, una gioia infinita anche perché ritrovarsi in quei luoghi dopo una pandemia mondiale, vestiti da dottori, è stato assurdo, bellissimo. Oggi (17 maggio, ndr) c’è stato il primo ciak e siamo entrati subito come treni nella storia. Anche per il mio personaggio ci saranno nuove dinamiche interessantissime. Dovremmo girare fino a ottobre, saranno 16 episodi. Presumo che andranno in onda la prossima primavera».

Comunque ha già fatto arrabbiare il suo collega Pierpaolo Spollon, che ringrazia nel libro, ma che non ha voluto nella prima foto di scena…
«Spollon deve stare zitto e ringraziare che ho accettato un suo consiglio, gli ho già fatto questo regalo (ride)!».

Che consiglio le ha dato?
«Mi ha fatto conoscere un gruppo musicale veneto, degli “scappati di casa”, i Los Massadores, che cantano una canzone putrida, maschilista che però mi ha fatto venire in mente un capitolo, il più divertente del libro: quello dedicato alla risata e a quanto sia sopravvalutata, soprattutto in amore. Perché non è vero che una donna si conquista facendola ridere!».

Ci spiega il titolo del libro, visto che, nonostante tutto, un amico si è già offeso?
«Venendo da una famiglia di persone buonissime, sono ossessionato dall’educazione per cui non bisogna mai mettere a disagio le persone. Crescendo però mi sono scontrato con un mondo in cui tutti si offendono e questo mi ha generato malesseri per cui mi sono reso conto che alla fine per sopravvivere devi scegliere un gruppo di appartenenza e offendere quello avversario. Chi invece è un ornitorinco come me, ossia chi non riesce a classificarsi sotto un’unica bandiera, si troverà sempre a disagio».

Nel suo libro racconta con leggerezza il fatto di essere un cattolico praticante. È una scelta difficile oggi?
«Sì perché essere cattolico praticante significa un’adesione completa, confrontarsi con il popolo dei fedeli, andarci a messa insieme, condividere le stesse cose. E condividere l’esperienza con un popolo è più complesso che viverla da soli».

Scrive che non c’è da fidarsi dei non invidiosi. Lei chi invidia?
«Un sacco di gente! Quelli più bravi e talentuosi di me, non gli attori che hanno successo, ma quelli che hanno successo e talento. Quelli che se lo meritano. L’invidia è il sentimento più umano di tutti e che ci rende anche deboli e fragili».

Scrive poi che: “Di attori bravi ce ne sono pochi. Bravi e sani di mente ancora meno”. Lei rientra tra questi?
«Magari! Lavoro per la sanità mentale, un percorso lungo che può durare tutta la vita, nasciamo tutti un po’ pazzi».

Tra le decine di fiction che ha fatto, per quale la gente la riconosce di più?
«“Squadra antimafia”. Da Frosinone in giù mi conoscono tutti. È incredibile. Sono come Lady Gaga! Quella fiction ha avuto un impatto sul pubblico impressionante. E poi “Doc”, chiaramente, e “Una pallottola nel cuore” con Proietti. Ma la cosa che mi piace di più è quando mi riconoscono per i video sulle storie dei santi che faccio su Facebook. È iniziato per caso due anni fa e oggi alcuni di questi video sono diventati virali e hanno milioni di visualizzazioni».

Questa estate tornerà al mare a Ladispoli dove, scrive: “Ho tanti ricordi e tutti brutti”?
«Lavorerò moltissimo per presentare il libro e per “Doc”. Sto anche scrivendo un format per una serie e una sceneggiatura per il cinema. Ladispoli rimane nel mio cuore, forse andrò alle Tremiti a fare una presentazione del libro e in vacanza qualche giorno. Ma ad agosto mi aspettano le Dolomiti, mi piace arrampicare».

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