Home TvFictionGiuseppe Zeno, il protagonista di «Scomparsa» è da poco diventato papà

04 Dicembre 2017 | 12:08

Giuseppe Zeno, il protagonista di «Scomparsa» è da poco diventato papà

In queste settimane in tv accanto a Vanessa Incontrada, parla della sua carriera. L’8 novembre è nata Angelica, e lui, in tournée con «Il sorpasso», fa di tutto per tornare a casa dalla nuova arrivata e da mamma Margareth Madè

 di Tiziana Lupi

Giuseppe Zeno, il protagonista di «Scomparsa» è da poco diventato papà

In queste settimane in tv accanto a Vanessa Incontrada, parla della sua carriera. L’8 novembre è nata Angelica, e lui, in tournée con «Il sorpasso», fa di tutto per tornare a casa dalla nuova arrivata e da mamma Margareth Madè

Foto: Giuseppe Zeno l’8 novembre è diventato papà di Angelica. La mamma è Margareth Madè

04 Dicembre 2017 | 12:08 di Tiziana Lupi

«Ormai dormo pochissimo. Finito lo spettacolo, faccio delle corse folli per essere presente a tutte le “prime volte”: la prima poppata, il primo bagnetto... Finora non me ne sono persa neanche una». A parlare così è il felice neopapà Giuseppe Zeno, in queste settimane in tv accanto a Vanessa Incontrada nella fiction Rai «Scomparsa». L’8 novembre è nata Angelica, e lui, in tournée con «Il sorpasso» (la versione teatrale dell’omonimo film di Dino Risi), fa di tutto per tornare a casa dalla nuova arrivata e da mamma Margareth Madè.

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«La felicità mi ha tolto il sonno»

La frase «i figli ti cambiano la vita» non è solo un modo di dire...
«Infatti. La vita cambia nel preciso istante in cui vedi tuo figlio per la prima volta. È solo un attimo ma è definitivo: senti dentro di te un senso di protezione assoluta verso quella creatura e sai che, da quel momento, tutto passerà in secondo piano rispetto a lei».

In «Scomparsa» lei è il poliziotto che indaga sulla sparizione di due ragazzine. E il rapporto tra genitori e figli è il tema portante.
«Oggi, purtroppo, viviamo in una società in cui non c’è il tempo per capire le esigenze degli adolescenti. Andiamo sempre più veloci, mentre dovremmo riappropriarci del nostro tempo e tornare a parlare con gli altri. Soprattutto con i figli».

La fiction è ambientata a San Benedetto del Tronto, sulla costa Adriatica. Con un papà pescatore e un diploma di Capitano di lungo corso, si sarà trovato a suo agio.
«È una cittadina ideale per lavorare. Io, poi, ho anche un ricordo personale, quando ero piccolo ci ho passato un paio di mesi. C’ero andato con mio padre per comprare un nuovo peschereccio».

«Il paradiso delle signore 2» si è concluso con il ferimento del suo personaggio: ci sarà la terza stagione?
«Mi crede se le dico che non lo so? So solo che si sta ragionando con gli sceneggiatori per capire se esiste la possibilità di una terza stagione che concluda la storia e non deluda il pubblico che ci ha seguito».

Lei la farebbe?
«Sì, sono affezionato a Pietro Mori, è un personaggio che mi ha dato tanto».

Di personaggi ne ha interpretati molti nella sua carriera. E non tutti, forse, sanno che ha avuto persino un ruolo nella serie Usa «I Soprano».
«Frequentavo la scuola di recitazione e, per alzare qualche soldo, feci il provino. Abbiamo girato a Napoli e a New York. Io seduto al trucco vicino a James Gandolfini (il celebre protagonista scomparso nel 2013, ndr), trattato alla pari! Pensai anche di trasferirmi, ma poi ci fu l’attacco alle Torri Gemelle e persi i contatti. Ma non mi pento di essere rimasto, sarei un ingrato se dicessi che lì le cose sarebbero potute andare meglio».

Poi ha recitato in «Incantesimo».
«Un lavoro importante. Mi ha permesso di imparare molti trucchi del mestiere e di cavarmela in un periodo economicamente difficile. Si passava dalla lira all’euro e io mi mantenevo lavorando in un ristorante di Trastevere, a Roma».

Dopo è arrivato «Un posto al sole» .
«Tre mesi nel ruolo di un pugile. Contrariamente ad alcuni miei colleghi che ne hanno preso le distanze, io non solo dico che mi sono divertito ma anche che è stata una bella palestra».

Con «Squadra antimafia» è iniziata la sua lunga collaborazione con la casa di produzione Taodue.
«Sono entrato nella serie in punta di piedi: non c’era più Claudio Gioè e arrivava Marco Bocci. Era una macchina più che rodata, ma è andata benissimo. Dopo sono venute “Il clan dei camorristi” e “Le mani dentro la città”, di cui mi sarebbe piaciuto girare una seconda stagione. Peccato non se ne sia fatto più nulla».