Giusy Buscemi è una psicologa nei nuovi episodi di “Doc – Nelle tue mani”

«All’inizio ero intimorita, ma poi sul set mi sono trovata benissimo. Per entrare nella parte ho studiato tantissimo con un super esperto»

Doc 2
27 Gennaio 2022 alle 08:20

Ve la ricordate quando nel settembre del 2012 vinse il titolo di Miss Italia? Sono passati dieci anni e di cose ne sono cambiate, nella vita e nella carriera di Giusy Buscemi, che a 28 anni ha già recitato in numerose fiction, si è sposata con il regista Jan Michelini e ha avuto due bimbi. E ora, dopo averla apprezzata in fiction come “Don Matteo”, “Il paradiso delle signore”, “I Medici” e “Un passo dal cielo”, debutta nella seconda stagione di “Doc - Nelle tue mani” su Rai1, dove interpreta un nuovo personaggio: la psicologa Lucia Ferrari, specializzata in eventi post-traumatici da Covid.

Giusy, com’è stato entrare in un cast già così affiatato?
«Diciamo che sono entrata in punta di piedi, essendo un gruppo che lavora molto in sintonia in una serie bellissima, che ho seguito prima da super fan e poi da attrice. Ero un po’ timorosa all’inizio, ma sono stata accolta benissimo».

Chi l’ha aiutata a integrarsi?
«Sicuramente Luca Argentero, che è una sorta di “papà” per tutti gli attori, anche i più scalmanati. E poi i registi: è avvenuto tutto in modo molto naturale».

Suo marito ha diretto la prima stagione. Le ha dato qualche consiglio?
«In realtà no. Ero preoccupata più di piacere ai miei due registi e a fare bene quel che mi chiedevano loro!».

Ha fatto un provino?
«Ho lavorato più volte con la Lux Vide (che produce la fiction, ndr), per esempio in “Un passo dal cielo”. Mi hanno proposto loro di fare il provino per il ruolo della psicologa. Ho accettato volentieri. Quando il mio agente mi ha chiamata per dirmi che avevo ottenuto il ruolo, sapevo poco del personaggio ed ero curiosa di saperne di più. Poi gli sceneggiatori mi hanno spiegato tutti i dettagli».

Si è ispirata a una psicologa vera?
«Ho fatto degli incontri con lo psicologo e psicoterapeuta Marco Scicchitano, che ha provato a riassumermi anni di studio in poche sedute. Ho scoperto la complessità di questo mestiere. Sono partita dai suoi racconti e poi ho aggiunto il fatto che Lucia è una psicologa giovane, che non vede l’ora di mettere in pratica quello che ha studiato. Questo mi ha aiutato a definire meglio il personaggio».

Non ha attinto a esperienze personali?
«In realtà non mi è mai capitata come esperienza, ma non escludo niente nella vita. Mi sono avvicinata al ruolo da inesperta totale, cercando di capire anche come si potesse vestire una psicologa. Se, per esempio, dovesse indossare il camice oppure no. Alla fine in questa fiction Lucia lo usa. Tuttavia non vuole nascondere la propria personalità e, quando si toglie l’abito “da professionista”, sfoggia dei vestiti coloratissimi».

Come entra nella storia?
«Lucia, come me, lo fa in punta di piedi. La chiamano in ospedale per aiutare alcuni medici a superare certi nodi. Ma anche lei come donna avrà bisogno di essere aiutata».

A lei, invece, che cosa l’ha aiutata durante la pandemia?
«Per tutti è stato un periodo intenso. La cosa positiva nell’avere due bimbi piccoli (Caterina e Pietro, che hanno 3 e 2 anni, ndr) è che mi sono potuta “occupare di loro”, anziché dovermi “preoccupare per loro”. Questo mi ha salvato da momenti di ansia e dai pensieri. Vivere alla giornata fa dissipare molte paure. In quanto genitore sento poi la responsabilità di cercare di distrarli il più possibile da questo brutto periodo».

Cosa le ha insegnato Lucia?
«A essere meno egocentrici possibile, perché l’universo non gira sempre intorno a noi. A essere più gentili e rispettosi verso gli altri, perché ognuno ha la sua storia e il suo percorso. E a non giudicare dall’apparenza».

Il consiglio più utile che darà la Ferrari ai suoi pazienti?
«Di provare a impegnarsi a vivere nel presente, quindi a non proiettarsi troppo né sul passato, con i suoi sbagli, né sul futuro e sulle cose da fare».

Quindi neanche lei pensa troppo a cosa l’aspetta domani?
«In realtà ci sono dei progetti che si stanno decidendo in questi giorni. So che stanno scrivendo la nuova stagione di “Un passo dal cielo” e che quest’anno inizieranno le riprese. Avrò poco tempo per prendermi una pausa. Che poi, una mamma che lavora non va mai in pausa, anche (anzi, soprattutto) se sta a casa!».

Ma lei che mamma è?
«Poco apprensiva. Anzi, dicono che sono fin troppo naïf, ma non credo sia perché sono giovane. Mi sento una mamma che gioca e cresce con loro. È tutta una scoperta, un mondo che si apre, di esplorazioni continue. La cosa che imparo ogni giorno è lo stupore davanti alle cose: è l’insegnamento più grande che mi danno i miei bambini».

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