Home TvFictionGli splendidi vestiti rinascimentali di «I Medici – Lorenzo il Magnifico»

Gli splendidi vestiti rinascimentali di «I Medici – Lorenzo il Magnifico»

Alessandro Lai ha firmato gli straordinari costumi della serie in onda su Raiuno, secondo capitolo della saga dedicata alla celebre famiglia fiorentina

Foto: Alessandra Mastronardi a fianco di uno degli splendidi costumi de «I Medici - Lorenzo il Magnifico»

25 Ottobre 2018 | 15:03 di Stefania Zizzari

Un affresco rinascimentale sontuoso e curato nei minimi dettagli. I numeri sono quelli di un vero kolossal. «I Medici - Lorenzo il Magnifico», la serie in onda su Raiuno, secondo capitolo della saga dedicata alla celebre famiglia fiorentina, è una coproduzione internazionale (Lux Vide e Rai Fiction) da 25 milioni di euro e dalle grandi ambizioni.

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A cominciare dai costumi, firmati da Alessandro Lai. «Tutto è stato realizzato in Italia. Abiti, accessori e gioielli provengono da fabbriche e piccole botteghe artigiane del Lazio e della Toscana» spiega Lai, che ha fatto un enorme lavoro di preparazione e di ricerca storica durato sei mesi. «Ho cercato il rigore, senz’altro, ma con dei piccoli compromessi per venire incontro al fatto che gli attori sono tutti giovani e hanno un’attitudine e un movimento lontanissimi da quelli dei giovani di allora. Le scarpe delle donne, per esempio, nel Rinascimento erano basse, quasi maschili, mentre io ne ho fatte fare circa 800 paia su misura, prevedendo un plateau (rialzo, ndr) per slanciare la figura. E per la prima volta nessuna delle attrici su un set si è lamentata delle scarpe scomode!». Quanto ai costumi, ne sono stati realizzati appositamente circa 2.500 e un migliaio sono stati noleggiati. «Ci siamo rivolti alle più grandi sartorie italiane, come Tirelli» prosegue Lai. «Nel Rinascimento, le signore e i signori in tutta la loro vita possedevano solo quattro o cinque abiti. Quello che cambiavano erano le maniche: era lì che si concentrava lo sfarzo con ricami e tessuti preziosi».

Ma bisogna parlare anche di postura: «Nel Rinascimento» spiega Lai «le donne portavano una biancheria che nella parte alta sembrava un corsetto per dare regalità e verticalità al portamento. Addirittura le gonne avevano nell’orlo dei pesi, come zavorre, per costringere le signore a camminare lentamente, con la schiena tirata bene indietro. Noi ovviamente non siamo arrivati a tanto, ma alle attrici raccomandavo di fare attenzione a queste indicazioni».

Per quanto riguarda i tessuti utilizzati per gli abiti: «Abbiamo scelto panni di lana leggeri e velluti di seta tessuti a telaio. Lorenzo scelse il viola come colore di potere e di rappresentanza, ma nella serie Daniel Sharman veste spesso il blu perché si intona al colore degli occhi».