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Il Commissario Montalbano: Sonia Bergamasco è la nuova Livia

A partire dai due nuovi episodi, l'attrice interpreta la «storica» fidanzata di Salvo

29 Febbraio 2016 | 14:29 di Paolo Fiorelli

Lunedì 29 febbraio e lunedì 7 marzo andranno in onda su Rai1 i due nuovi episodi di «Il commissario Montalbano». Dopo l'attrice austriaca Katharina Bohm e la svedese Lina Perned, arriva Sonia Bergamasco a regalare intensità e spessore al personaggio della fidanzata di Salvo.

Sonia, lei come descrive la «sua» Livia?
«È una donna moderna, indipendente e piena di emozione. Una passionale del Nord che si incontra e scontra con un passionale del Sud».

E sono scintille. «Lo sai che sei uno st?.o, vero?» dice lei a Salvo. E lui abbozza: «Vagamente».
«Beh certo, la pianta sempre in asso per seguire le sue indagino! Ma poi fanno  pace. Livia e Salvo si somigliano troppo, forti e indipendenti». 

Zingaretti dice che Livia per Salvo è «come un Gps». L'unica persona da cui accetta consigli e anche scenate.
«È così. Ma tra loro non c'è soltanto una sensibilità comune, c'è anche tanta sensualità. Una tensione palpabile che li avvinghia al di là degli scontri».

È difficile interpretare un personaggio che ha già avuto il volto di altre due attrici?
«Sì. Ho cercato di entrare nel ruolo in punta di piedi, per non scombussolare il pubblico. Ma d'altra parte gli autori mi hanno spiegato che volevano un cambiamento, e questo mi ha fatto sentire più libera».

L'impatto col set siciliano com'è stato?
«Meraviglioso. Abbiamo girato tra aprile e giugno, quando il sole non è accecante, in una Sicilia pacifica e silenziosa che personalmente non conoscevo. Ogni dettaglio era curato in maniera maniacale eppure il clima era quello di una riunione di famiglia. La prossima primavera torneremo per girare due nuovi episodi. Non vedo l'ora».

Ci tolga una curiosità. Ma le celebri telefonate Livia-Salvo le girate davvero insieme? O ognuno per conto suo?
«Dipende. Questa volta è successo proprio così: io stavo ?fuori campo? e dialogavo con Luca. Altre volte si registra la parte con un assistente e poi il dialogo viene costruito al montaggio».

Lei ha cominciato a fare televisione con «La meglio gioventù» e da allora ha fatto la meglio ty, da «Tutti pazzi per amore» a «Montalbano».
«Ne sono orgogliosa, ormai la tv sperimenta quanto e più del cinema. Poi è istruttivo. Per esempio girare ?Una grande famiglia? è stato come seguire un seminario su tutti i conflitti e i guai che possono capitare in un nucleo familiare. Non che ne avessi bisogno per la mia, eh».

Al cinema è appena stata la terribile Sironi che tiranneggia Checco Zalone in «Quo vado?»?. Cos'è, si sta specializzando in donne supertoste?
«Ma no, povera Sironi, lei era la persecutrice che diventa perseguitata, è quello il lato comico del personaggio». 

Comunque, tra «Quo vado?»? e Montalbano, collezione megasuccessi. Ha capito il segreto?
«Credo di sì. Bisogna raccontare temi universali e che toccano tutti, ma con uno stile personale, inimitabile. Zalone e Camilleri fanno così».

Sembra facile?
«Non lo è».

La videointervista in alto è stata realizzata da Stefania Zizzari