Il mondo di “Lolita Lobosco” (dai tacchi ai panini al polpo)

La fiction di Rai1 con Luisa Ranieri sta spopolando. E noi di Sorrisi vi raccontiamo curiosità e segreti

20 Gennaio 2023 alle 08:21

Sta diventando un fenomeno (di ascolti e non solo) la serie di Rai1 “Le indagini di Lolita Lobosco”, interpretata da Luisa Ranieri e ambientata a Bari. Così abbiamo chiesto alla produzione di svelarci tutti i segreti di questa seconda stagione, a cominciare dalla sua genesi.

Come nasce un successo

Il personaggio di Lolita è caratterizzato proprio come nei romanzi di Gabriella Genisi da cui è tratta la serie: è una donna di successo, appariscente e con una vita sentimentale disfunzionale. Nella seconda stagione,però, non tutte le puntate sono state ispirate ai romanzi della scrittrice barese perché non sono abbastanza. Quindi, quando è stato possibile, il giallo è venuto da uno dei suoi racconti, altrimenti è stato scritto dagli sceneggiatori che hanno inventato anche tutte le storie orizzontali (ossia quelle private) dei personaggi. E la Genisi non è stata coinvolta nella sceneggiatura.

Le suole "silenziate"

Luisa Ranieri ha scelto i suoi look partendo dalle scarpe con il tacco che le proponeva la costumista, Chiara Ferrantini, che ha fatto un lavoro importante e accurato sul suo look. I tacchi sono centrali nella storia: non sono solo un vezzo, ma un oggetto che racconta il personaggio. Luisa cammina benissimo con queste scarpe e l’unico trucco per tenerle durante le riprese era... la sopportazione. Quando finiva una scena, oppure veniva ripresa soltanto in primo piano, metteva le pantofole. Spesso le scarpe avevano delle suole speciali per non fare rumore quando si girava, in modo che le battute risultassero limpide.

A scuola di pugliese

Luisa, che è molto portata per i dialetti, per imparare l’accento barese è stata seguita da un insegnante, Totò Onnis, un attore pugliese bravissimo che ha avuto anche una piccola parte nella prima stagione. Totò ha seguito tutto il cast ed era sempre presente sul set (in cuffia) durante le riprese per correggere la pronuncia e in caso di dubbi. Luisa si è preparata tantissimo quando doveva ancora girare la prima stagione. Nella seconda, invece, ha lavorato maggiormente sulle sfumature.

Galeotta fu una lettura di Luca Zingaretti

La serie è prodotta dalla Zocotoco, fondata da Luisa Ranieri insieme con il marito e collega Luca Zingaretti. L’idea è nata dallo stesso attore che ha proposto i romanzi di Gabriella Genisi al produttore Angelo Barbagallo il quale poi l’ha realizzata. Zingaretti ha seguito da produttore tutta la serie dal punto di vista editoriale, partecipando alle riunioni e qualche volta andando sul set, ma sempre con molta discrezione!

Un gioiello “al bacio”

Il ciondolo a forma di labbra che indossa sempre Lolita nasce nella prima stagione da un’idea di Luisa Ranieri e della costumista: è un regalo che il padre di Lolita le fa prima di morire. È stato trovato dalla produzione, non è stato disegnato apposta, ma ha avuto talmente tanto successo che molti gioiellieri lo ripropongono in diverse versioni.

Le musiche e la sigla

Le musiche, per lo più originali, sono di Santi Pulvirenti come la sigla. Le canzoni sono state scritte apposta per la serie, soprattutto quelle in inglese. In ogni puntata c’è però un brano storico italiano, come “Il cuore è uno zingaro” e “Il mondo”, per creare un piacevole contrasto con le musiche moderne della colonna sonora. Le immagini della sigla sono state girate tra una scena e l’altra. Sono “quadri” dove appaiono persone della troupe o gente comune di Bari Vecchia, cui si aggiungono immagini che piacevano al regista Luca Miniero come le orecchiette e il mare. Quelle di Lolita bimba con il padre, invece, sono state girate nel formato “superotto” dal direttore della fotografia Federico Angelucci per dare un effetto “antico”.

Lolì, fa caldo...

Le puntate non sono state girate seguendo l’ordine cronologico, ma per blocchi. Prima sono state realizzate tutte le scene dentro la questura, poi quelle in casa di Lolita e via così. A tenere tutto sotto controllo c’era la planner Elisa Becchere, che si occupava di gestire la cronologia delle riprese. Ma poi accadeva sempre qualche imprevisto, con così tante scene ambientate all’aperto, soggette quindi ai cambiamenti atmosferici e con tantissimi attori che avevano piccoli ruoli. Le riprese sono durate circa cinque mesi e si sono concluse nel luglio del 2022, con un caldo tremendo. Per fortuna a Bari, essendo sul mare, c’è sempre un po’ di brezza ma l’afa ha provato tutti, nonostante ventilatori, bottigliette d’acqua e sali minerali. Inoltre negli interni non si poteva tenere accesa l’aria condizionata (se non prima del ciak) perché faceva rumore quando si girava.

Le camicie scollate

Anche nella prima stagione Lolita indossava camicie colorate e sexy. Ma nelle nuove puntate, grazie al lavoro della costumista, ha un’immagine ancora più bella ed elegante. Alcuni dei suoi tantissimi abiti sono di sartoria, altri sono stati presi già pronti.

Quanto è bella Bari

Gli esterni della casa di Lolita, incluso il terrazzo, sono di un palazzo che si trova nella piazza davanti alla Cattedrale di Bari, mentre gli interni sono stati girati a Roma. L’esterno del commissariato è Palazzo Palmieri di Monopoli, l’interno è stato ricostruito negli studi di Roma. Invece il bed & breakfast di Nunzia (Lunetta Savino) e Carmela (Giulia Fiume) si trova a Fasano (Brindisi), precisamente a Pezze di Greco. È una bellissima masseria, con gli interni originali. Una grande protagonista della serie è Bari, filmata a 360 gradi: periferia, centro, zona vecchia. È stata ripresa anche attraverso l’uso di un drone. Tra i luoghi più immortalati c’è la Cattedrale, che si trova nella piazza dove oltre alla casa di Lolita si trova il negozio di frutta e verdura di Trifone (Maurizio Donadoni). Questo è stato realizzato apposta: è una stanza minuscola, una specie di magazzino che non si vede quasi mai, mentre l’esterno, che è la parte più importante, è stato costruito. Un altro luogo che si vede spesso è il Castello Svevo di Bari, alle spalle della piazza della Cattedrale. Infine, c’è l’Abbazia di San Vito a Polignano a Mare (Bari), dove è stato ucciso il padre di Lolita.

Le due mini “Lolite”

Lolita da piccola è interpretata da Sofia Fagnano, mentre da adolescente ha il volto di Nicoletta Di Bisceglie. Sono entrambe pugliesi e il lavoro per trovarle è stato complicato perché doveva esserci somiglianza fisica con Luisa Ranieri e predisposizione alla recitazione. Infatti mentre Nicoletta è un’attrice, Sofia è alla sua prima esperienza: oltre a essere brava, non ha mai creato difficoltà sul set, anzi si è molto divertita. Si è tuffata in mare senza paura, ha girato sotto la pioggia e sempre con grande entusiasmo.

Da leccarsi i baffi...

La sera spesso Lolita beve un bicchiere di vino rosso in terrazzo, ma in realtà è uno sciroppo (per evitare effetti collaterali), così come il caffè, finto anche lui. Invece il cibo è vero, anche perché gli attori lo dovevano mangiare. Non c’era sul set un esperto di cucina pugliese, alcune ricette si trovano nei libri della Genisi, altre pietanze sono state scelte fra i piatti tipici. Tra questi ci sono i panini al polpo, gli “sporcamuss” (sono dei dolci), gli spaghetti all’assassina, protagonisti della prima stagione e diventati un cult della troupe, e lo “scammaro avvelenato” (una frittata di maccheroni protagonista del “giallo” al centro della seconda puntata). Questa ricetta ha una storia speciale: è di Nunzia, si trova nel romanzo omonimo della Genisi ed è stata preparata da una signora pugliese proprietaria di una salumeria che spesso cucinava i piatti che vedete nella serie. Finite le riprese, gli avanzi venivano mangiati dalla troupe. Anche freddi.

Veloce come il vento

L’auto d’epoca di Lolita è una Bianchina perfettamente funzionante, controllatissima, di un privato pugliese che l’affitta. Stando ai resoconti della produzione, Luisa poteva fare il pilota di Formula 1 perché sa guidare bene tutto: nella prima stagione ha manovrato perfettamente una moto d’acqua senza che nessuno glielo insegnasse. Per andare velocissima in auto, come nei romanzi, si potevano usare degli effetti speciali ma non ce n’è stato bisogno: Luisa, ci assicurano, guidava «come una scheggia»!

Dove li abbiamo visti?

Il fidanzato di Lolita, Danilo Martini, è interpretato da Filippo Scicchitano, diventato famoso nel 2011 grazie al suo primo film “Scialla! (Stai sereno)”. Tra i suoi lavori più recenti c’è la serie “Le fate ignoranti” di Ferzan Ozpetek, che lo aveva già voluto nel film “Allacciate le cinture”. Il braccio destro di Lolita, Antonio Forte, è invece interpretato da Giovanni Ludeno, appena visto in “Vincenzo Malinconico, avvocato d’insuccesso”. Ha esordito al cinema nel film “Gomorra” di Matteo Garrone (2008) e ha avuto anche un piccolo ruolo nella serie “1994”.

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