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Dietro le quinte di «Il paradiso delle signore»

Benvenuti nei mitici anni Cinquanta! Siamo andati sui luoghi della fiction di Raiuno in costume, tra moto e auto d’epoca, ambienti reali e altri perfettamente ricostruiti

Foto: Giuseppe Zeno (39) sul set.

20 Gennaio 2016 | 10:20 di Stefania Zizzari

Ha incantato e fatto sognare sei milioni di telespettatori con le atmosfere eleganti e raffinate degli Anni 50: la fiction «Il paradiso delle signore»  sta per concludersi (lunedì e martedì prossimi andranno in onda le ultime puntate su Raiuno) ed è stata un successo. Al punto che già si sta pensando a un seguito.

Diretta da Monica Vullo e ispirata al romanzo di Émile Zola «Al paradiso delle signore» («Au bonheur des dames»), ha appassionato il pubblico televisivo  con  la storia d’amore tra i protagonisti Giuseppe Zeno (nella fiction è Pietro Mori), Giusy Buscemi, nei panni di Teresa Iorio, e Alessandro Tersigni in quelli di Vittorio Conti. E con l’intreccio delle vicende personali delle «Veneri», le commesse del grande magazzino. Belle, giovani, impeccabili nelle loro divise e ognuna con ambizioni, segreti, passioni e sogni da realizzare. Responsabile delle «Veneri» è Christiane Filangieri, che interpreta la severa signorina Clara Mantovani. Severa fino a un certo punto...

Le riprese della fiction sono cominciate lo scorso aprile e terminate a settembre. Sono stati coinvolti 126 attori e oltre 1.800 comparse. Sul set sono arrivate 70 tra auto e moto d’epoca. Sono circa una quarantina le location che hanno ospitato il set. In particolare Milano è senz’altro da considerare uno dei protagonisti della serie: nel capoluogo lombardo il cast ha «girato» in piazza Duomo, sui Navigli, alla Stazione Centrale, nella zona della Scala, dell’Arco della Pace e all’interno e all’esterno del Castello Sforzesco. Invece, il grande magazzino è stato ricostruito negli Studios di Roma. E sempre a Roma, all’interno di una struttura industriale dismessa degli Anni 50, sono stati allestiti i magazzini del «Paradiso» e i camerini delle «Veneri».