Home TvFiction“La cattedrale del mare”, una storia epica nella Barcellona del 1300

“La cattedrale del mare”, una storia epica nella Barcellona del 1300

Martedì 19 maggio in prima serata, parte su Canale 5 la fiction ambientata nel Medioevo e tratta dal bestseller di Ildefonso Falcones

Foto: Lo spagnolo Aitor Luna nei panni di Arnau, uno dei “bastaixos” che fra il 1329 e il 1383 costruirono la chiesa di Santa María del Mar a Barcellona

14 Maggio 2020 | 9:35 di Giusy Cascio

La lealtà dei servi verso i feudatari. Il sogno di vendetta degli umili nei confronti dei padroni tiranni. L’amore filiale, la passione bruciante, l’orgoglio ferito che si trasforma in eterna sete di giustizia. E un’ambientazione storica suggestiva: la Barcellona del 1300, tra guerre, carestie e pestilenze. Un mondo in cui accanto alla forte spiritualità si fa strada l’intolleranza religiosa.

C’è tutto questo e molto altro nella nuova serie tv “La cattedrale del mare”, al via il 19 maggio su Canale 5 in prima serata. La fiction è tratta dall’omonimo best seller di Ildefonso Falcones, pubblicato in Italia nel 2007, che ha venduto oltre 6 milioni di copie in 40 Paesi. «Nel Mediovevo tutto pareva inevitabile, il risultato di un disegno divino. La schiavitù e l’Inquisizione erano legittimi» spiega l’autore del romanzo, avvocato divorzista catalano e scrittore amatissimo nel nostro Paese. «Ma i sentimenti che racconto sono ancora attuali perché viviamo anche noi in un’epoca di forti ingiustizie sociali».

Coprodotta da Netflix, la serie tv è stata girata per l’80% in esterni in tutta la Spagna, tra Estremadura, Castilla-La Mancha, Castilla y León, Madrid, Aragona e Catalogna. Una produzione gigantesca, con un ricco cast tecnico che si è avvalso di 2.500 comparse e 2.000 costumi. Come il romanzo, la storia si divide in quattro parti: “Servi della gleba”, “Servi della nobiltà”, “Servi della passione” e “Servi del destino”, che vanno in onda in altrettante puntate.

Una storia epica
Il protagonista si chiama Arnau Estanyol (Aitor Luna, che ha interpretato Humberto Santamaría in “Velvet” e “Velvet Collection”) ed è un ragazzo molto dolce che vive a Ribera, il quartiere dei vasai di Barcellona. Dal padre Bernat, che ha lavorato come contadino in condizioni di schiavitù nelle terre del Signore di Bellera, Arnau eredita lo spirito di sacrificio e un neo sotto l’occhio, marchio di famiglia. Non ha mai conosciuto la madre, ma è devoto alla Vergine Maria, a cui rivolge le sue preghiere nei momenti difficili. Per questo, quando resta orfano del papà, il ragazzo entra nella confraternita dei “bastaixos”, gli scaricatori di porto che portano avanti un progetto epico: la costruzione della Basilica di Santa María del Mar.

Trama appassionante
Così inizia una vita tormentata fra l’amore impossibile per Aledis (l’attrice Andrea Duro, la Enriqueta di “Il segreto”), che lo desidera con tutte le sue forze, e le nozze combinate con Elionor (Silvia Abascal), la cortigiana che lo disprezza per via delle umili origini. Nulla però fermerà la scalata sociale di Arnau che, nato servo, riuscirà a diventare un eroe popolare, meritando i favori del re e i titoli di Barone e Console del Mare.

Come si viveva nella Barcellona del 1300?

La basilica di Santa María del Mar a Barcellona è dedicata alla Madonna che protegge i marinai. La costruirono i “bastaixos”, gli scaricatori dei cantieri navali che trasportavano sulle spalle le enormi pietre dalle cave in collina, sul Monte di Giove, fino alla piazza dove sorge l’edificio.

«Sono raffigurati nei bassorilievi del portale della chiesa, che non fu mai cattedrale della città, come il titolo della serie lascerebbe intuire» spiega Salvatore Marino, docente di Storia medievale all’Università di Barcellona. «C’è un altro errore nel libro di Falcones, dove si narra che nel Trecento si mangiassero fagioli e patate. Invece questi alimenti arrivarono in Spagna con i pomodori solo dopo la scoperta dell’America. All’epoca, il popolo mangiava pane integrale (quello bianco costava troppo), verdure, brodo, pollame e carne di maiale. In tempi di carestia, pesce fresco salato. Si beveva anche tanto vino rosso, quasi un litro al giorno. L’ospedale cittadino era la mensa urbana dei poveri: lì si mangiava e ci si curava. Un terreno fertile per la peste nera che, tra il 1347 e il 1353, ha mietuto 20 milioni di vittime in Europa».