Home TvFiction«La compagnia del cigno», i giovani protagonisti ascoltano e suonano musica classica

«La compagnia del cigno», i giovani protagonisti ascoltano e suonano musica classica

Un gruppo di ragazzi, studenti al Conservatorio di Milano, è protagonista di una fiction che debutta su Raiuno con un doppio appuntamento, lunedì 7 e martedì 8 gennaio

Foto: I ragazzi de «La compagnia del cigno»: Leonardo Mazzarotto, Chiara Pia Aurora, Ario Nikolaus Sgroi, Emanuele Misuraca, Hildegard De Stefano, Fotinì Peluso e Francesco Tozzi

07 Gennaio 2019 | 11:36 di Giulia Ausani

Provate a immaginare una fiction su un gruppo di adolescenti appassionati di musica. Ora pensate al genere di musica che ascolterebbero: scommettiamo che pensereste al pop, al rock, magari al rap. E invece i giovani protagonisti de «La compagnia del cigno», la fiction che debutta su Raiuno con un doppio appuntamento (lunedì 7 e martedì 8 gennaio), ascoltano e suonano musica classica. Quando hanno le cuffiette nelle orecchie e muovono la testa a tempo, non lo fanno sulle note dell’ultimo successo di Taylor Swift, ma su una sinfonia di Brahms.

Adolescenti di talento

La fiction di Ivan Cotroneo ci porta infatti al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, dove sette ragazzi, molto diversi tra loro, si ritrovano controvoglia a esercitarsi insieme per decisione del loro severissimo direttore d’orchestra.

«Una sera ho assistito a un concerto di un quartetto d’archi tenuto da giovanissimi, e lì è scattata una molla» ci dice Ivan Cotroneo, che, oltre alla regia e al soggetto, ha anche firmato la sceneggiatura insieme con Monica Rametta. «Volevamo raccontare i ragazzi di oggi, non perché protagonisti di qualche articolo scandalistico, ma perché sono appassionati e hanno tante cose da insegnare a noi adulti, e volevamo mettere in scena il loro vero talento». E di talento i ragazzi de «La compagnia del cigno» ne hanno da vendere. Tutti sono veri musicisti del conservatorio, e solo due di loro hanno già lavorato come attori: Fotinì Peluso è stata protagonista della fiction «Romanzo famigliare», mentre Emanuele Misuraca ha recitato nel film «Come diventare grandi nonostante i genitori». Per gli altri invece questa è la prima esperienza come attori, ma non hanno avuto problemi: «Sono ragazzi fantastici, abituati ad andare al liceo e poi tornare a casa ed esercitarsi anche sette ore ogni giorno» racconta Alessio Boni, che nella fiction interpreta proprio il direttore d’orchestra, il Maestro Marioni, detto «il bastardo» per la sua severità e intransigenza.

Per la prima volta sul set

«Studiare qualche battuta per loro è stato facilissimo, e hanno portato sul set una spontaneità e un’energia incredibili» conclude Boni. I ragazzi de «La compagnia del cigno» non sono degli studenti pigri o demotivati. Anzi, la serie «mostra un lato dell’adolescenza molto positivo» aggiunge Anna Valle, che interpreta Irene, ex compagna di Marioni, che ha cambiato vita dopo che un evento drammatico ha spezzato la loro famiglia. «È un bel messaggio anche per i genitori, perché spesso rappresentiamo l’adolescenza con il caos tipico di quell’età, mentre è giusto mostrarne anche gli aspetti più disciplinati, incanalati in una passione come la musica».

Che fatica crescere!

Non pensate però che questi sette ragazzi abbiano vita facile, perché anche loro devono affrontare tutti i problemi della loro età. Matteo (Leonardo Mazzarotto), per esempio, si è appena trasferito a Milano da Amatrice, e fatica a superare i traumi del terremoto; Sofia (Chiara Pia Aurora) è una violoncellista eccezionale ma è timida e ha un rapporto difficile col suo corpo; Robbo (Ario Nikolaus Sgroi) assiste impotente alla crisi coniugale dei suoi genitori (a interpretare il padre è Giorgio Pasotti). Sono ragazzi che da soli rischiano di perdersi ma che grazie all’amicizia possono superare qualunque cosa, ed è proprio questo il messaggio della fiction: «Siamo delle singole unità, ma tutti insieme siamo una forza» sintetizza Cotroneo. «Invece di un eroe, qui c’è un gruppo di sette ragazzi feriti, che solo grazie all’unione e all’amicizia riescono ad andare avanti».

La musica è fondamentale

Accanto ai ragazzi e agli adulti, c’è un altro importante personaggio: la musica classica, che viene raccontata in una maniera quasi «pop». «Non è roba vecchia e antica» dice Boni. «La ascolteremo ancora per millenni perché è universale e può emozionare chiunque, dal Canada al Giappone». E lo sa bene un artista contemporaneo come Mika, autore della canzone della sigla, che prima di dedicarsi al pop ha studiato in uno dei più prestigiosi conservatori inglesi.

E chissà che «La compagnia del cigno» non avvicini tutti un po’ di più alla musica classica, che del resto può essere davvero apprezzata da chiunque. «Non serve essere colti per amare» conclude Boni. «E puoi amare la musica classica anche senza conoscerla a fondo, perché l’arte non arriva al cervello, ma al cuore».