“La fuggitiva”, Vittoria Puccini: «Io non ho mai corso così tanto in vita mia!»

È la protagonista della fiction su Raiuno: un thriller per girare il quale si è allenata parecchio...

Vittoria Puccini  Credit: © Assunta Servello
3 Aprile 2021 alle 09:08

«Mi può aspettare un attimo solo, per favore?» chiede Vittoria Puccini al telefono. Si sente una voce che dice: «Respiri... ferma... fatto!». In tempi come questi capita: intervista con tampone anti-Covid in diretta. «Le maglie si sono strette e, giustamente, i tamponi si fanno più spesso, così lavoriamo in sicurezza» sorride l’attrice.

Come è andata, è stato fastidioso?
«Beh, stavolta abbastanza. Ma dipende dalla mano di chi lo fa (sorride)».

Il prossimo tampone quando le tocca?
«Ne faccio tre a settimana: sui set è questa la regola».

Su quale set si trova adesso?
«È una serie per la Rai che si chiama “Non mi lasciare”. Abbiamo girato nove settimane a Venezia e da oggi proseguiamo per altre quattro settimane a Roma. A Venezia è stato bellissimo ma ora sono rientrata finalmente a casa! Interpreto un vice questore che indaga su crimini informatici».

Intanto, però, dal 5 aprile la vedremo su Raiuno nei panni della protagonista di un’altra fiction, “La fuggitiva”.
«Sono Arianna, un personaggio bellissimo, una donna forte: è stato divertente interpretarla. E anche faticoso perché ha richiesto un grande lavoro fisico: ci sono combattimenti, sparatorie, c’è molta azione e mi sono preparata con gli stunt per imparare le “coreografie”.Non parliamo di arti marziali ma proprio di combattimenti e di tecniche di difesa».

Accidenti: è un personaggio tosto!
«E anche sorprendente. Arianna ha una vita felice, è sposata con un uomo che ama, ha un bellissimo bambino che adora e che è tutta la sua vita. All’improvviso succede un evento drammatico e del tutto inaspettato che sconvolge questo meraviglioso equilibrio. Il marito viene ucciso in circostanze misteriose e lei, che è accusata di questo omicidio, prende il figlio e scappa».

Perché decide di scappare?
«Perché capisce che se viene messa in carcere non potrà dimostrare la sua innocenza e le toglieranno il figlio. Scappa e inizia a indagare per scoprire la verità e dimostrare così la sua innocenza».

Ha parlato di combattimenti e sparatorie...
«In questa fuga Arianna dovrà riutilizzare una serie di abilità che aveva imparato da ragazzina e a cui sperava di non dover più fare ricorso».

Quali abilità?
«I suoi genitori erano dei ricchi industriali. Quando aveva 10 anni la sua famiglia subì una rapina in casa, che finisce male. Sua mamma e suo papà vennnero uccisi, e il giardiniere, che era complice dei rapinatori, si pentì e per salvarla la portò a casa sua a Sarajevo, proprio nel momento in cui scoppiava la guerra. Arianna così deve imparare a difendersi, a combattere e quindi a sopravvivere alla guerra. Dopo sei anni riesce a tornare in Italia e col passare del tempo si ricostruisce una vita serena accanto al marito e al figlio. Finché, con l’omicidio del marito, è costretta a fare i conti con un passato che sperava di aver sepolto per sempre».

È il suo primo ruolo d’azione?
«Sì. È la prima volta che mi confronto con un ruolo che ha una fisicità così importante e centrale per la storia. È un “action thriller”. Ma c’è una bellissima parte sentimentale che racconta il rapporto con il figlio: tutto quello che fa, lo fa per lui. Per proteggerlo e per dimostrargli che è innocente e che con la morte del papà non c’entra niente. Arianna è una madre ferita che fa di tutto perché non le portino via il figlio. Nella sua fuga e nella ricerca della verità sarà affiancata da un giornalista, Marcello, interpretato da Eugenio Mastrandrea, che crede nella sua innocenza».

Ha corso parecchio durante le riprese?
«Eccome!».

Si è allenata per il fiato?
«Sì (ride). Quello in realtà ce l’ho sempre avuto. Certo, è stato faticoso. Ci sono state notti in cui, alla fine di una giornata piena di queste scene di azione, fisicamente sentivo la stanchezza. Ma mi sono divertita. Come pure nei travestimenti».

Quali travestimenti?
«Durante la fuga Arianna si camuffa e fa ricorso a diverse parrucche e a vari look: ogni volta mi sembrava di interpretare un personaggio diverso. Mora, bionda, rossa, riccia, liscia, capelli lunghi, capelli corti...».

Con quale look si piaceva di più?
«Con un caschetto rosso».

Ha preso spunto per decidere di cambiare taglio e colore anche nella vita?
«No... non mi ci vedo con quel rosso così deciso. Però, ora che ci penso, mi ha dato l’ispirazione per l’immagine del personaggio che sto interpretando: ho i capelli lisci, con i riflessi ramati, quasi rossi».

Nella vita le è mai venuta voglia di scappare e di “scomparire”?
«Mi succede tutte le volte che finisco un lavoro. Mi prendo una pausa e, quando è possibile, mi piace andare in posti solitari dove posso stare sola con me stessa e con le persone più care».

E dopo aver girato “La fuggitiva” dove è “scappata”?
«Da nessuna parte in realtà (ride). Ho cominciato subito a lavorare sulla nuova serie. Ma finita questa, proverò a staccare per un po’ e tornerò a fare “La fuggitiva”. Stavolta per davvero!».

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