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“L’amica geniale”, Giovanni Amura interpreta Stefano Carracci

Ha 28 anni, è nato a Vico Equense ed è cresciuto fra Pompei e Torre Annunziata. Negli ultimi anni è diventato famoso al pubblico televisivo interpretando il figlio del terribile Don Achille e marito di Lila

Foto: Giovanni Amura interpreta Stefano Carracci in “L’amica geniale”

26 Febbraio 2020 | 11:38 di Barbara Mosconi

Giovanni Amura ha 28 anni, è nato a Vico Equense ed è cresciuto fra Pompei e Torre Annunziata. Negli ultimi anni è diventato famoso al pubblico televisivo interpretando Stefano Carracci nella serie tv “L'amica geniale”, figlio del terribile Don Achille e marito di Lila, così come è descritto nei romanzi di Elena Ferrante.

Come sei arrivato sul set?
«Ho fatto i provini con le responsabili del casting Laura Muccino e Sara Casani, che in realtà già mi conoscevano da tempo».

Come mai ti conoscevano?
«Avevo già fatto alcuni provini, tra cui, a 18 anni, anche uno per “Gomorra”, ero in lizza per il personaggio di Gennaro Savastano. Ho fatto 5, 6 provini prima di essere scartato».

Visto il successo di “Gomorra” ti dispiace?
«Non sono mai andato in crisi per queste cose. Se dopo un provino non ti ricercano, non è perché non sei bravo, ma magari il tuo viso non è quello giusto per quel personaggio. Io la vedo così».

Invece il provino per “L'amica geniale” è andato in porto.
«Ho fatto i primi provini non per il personaggio di Stefano, ma per quello di Rino, il fratello di Lila, che, invece, è interpretato da Gennaro De Stefano. Io e Gennaro ci eravamo già conosciuti in una scuola di recitazione a Castellamare di Stabia, frequentavamo un corso tenuto da Antonio Milo che poi nella serie interpreta Silvio Solara...».

Avevi letto i libri di Elena Ferrante?
«Sono stato un lettore della Ferrante della prima ora. Anni fa qualcuno mi aveva consigliato “L'amore molesto” e da lì ho letto tutta la serie de “L'amica geniale”. Mi piace moltissimo come racconta le cose e come sa intrecciare le vicende dei suoi personaggi con la storia italiana».

Cosa ti piace del tuo personaggio?
«L'attaccamento alla famiglia. Mi è piaciuto interpretarlo soprattutto perché passa attraverso molti di stati d'animo, ora è carnefice ora è vittima».

Cosa non ti è piaciuto?
«Tutto quello che lui rappresenta del peggio degli uomini di quel tempo, ossia un certo modo, anche violento, di trattare le donne. Alcuni, guardando la serie televisiva, mi dicono: “Quella Lila però te le tira dalle mani!”. “Attenzione” rispondo sempre, “la violenza non è mai giustificata, in nessun modo!”».

Della vita sul set cosa ti ha incuriosito?
«Personalmente ho amato guidare la 1200 Fiat tipo spider di Stefano. Mi hanno spiegato i comandi e come si guidava, ma già dal primo giro andavo benissimo, sembrava fatta per me!».

Come nasce la tua passione per la recitazione?
«Alle superiori ho frequentato l'Istituto alberghiero, ma dopo le scuole medie, a 13 anni, mi ero iscritto a una scuola di teatro, e più tardi ho frequentato l'Accademia di doppiaggio a Roma. Nel frattempo, per mantenermi agli studi, ho lavorato come recepitionist, in un'agenzia di viaggi e altri lavoretti».

Prima de “L'amica geniale” dove avevi recitato?
«Da ragazzino avevo fatto un paio di pose in due episodi di “Un posto al sole”, facevo un bulletto di classe. Poi ho recitato ne “La squadra 8” e nella serie “Sotto copertura” con Claudio Gioè dove interpretavo un camorrista del clan dei casalesi».

E dopo?
«Tra la prima e la seconda stagione ho recitato nella seconda stagione di “Rosy Abate”, avevo il ruolo di miglior amico del figlio, per tre episodi, poi mi hanno fatto morire».

Ti rivedremo nella terza stagione?
«Nella terza stagione i personaggi crescono, il mio Stefano avrà sui 45, 50 anni, so che alcuni attori faranno solo i primi episodi e poi cambieranno, però bisogna vedere se il mio personaggio apparirà. Io lo spero, se non fosse andrò comunque a salutare tutti».

Quale attore ti piacerebbe interpretasse Stefano adulto?
«Se devo esagerare, il mio attore preferito: Pier Francesco Favino. Tanto ha dimostrato che può trasformarsi in qualsiasi personaggio!».