Home TvFiction“L’Aquila – Grandi speranze”: la fiction che celebra gli “eroi di ogni giorno” che fanno rinascere la città

“L’Aquila – Grandi speranze”: la fiction che celebra gli “eroi di ogni giorno” che fanno rinascere la città

A 10 anni dal disastro, una serie su Raiuno (in onda dal 16 aprile) con Giorgio Marchesi, Donatella Finocchiaro, Valentina Lodovini, Giorgio Tirabassi e Luca Barbareschi

Foto: Il cast della fiction:: Luca Barbareschi, Donatella Finocchiaro, Giorgio Marchesi, Valentina Lodovini, Giorgio Tirabassi e, seduti, Rosa Enginoli, Andrea Pittorino, Gabriele Fiore

11 Aprile 2019 | 08:00 di Stefania Zizzari

La prima cosa che colpisce oggi arrivando a L’Aquila, dieci anni dopo il terremoto del 2009, sono le gru che svettano dal profilo della città. Ce ne sono ovunque, girandosi in qualunque direzione. Una vera e propria giungla. I cantieri aperti sono dappertutto. Tanto è stato fatto nel percorso di ricostruzione, ma tanto c’è ancora da fare.

Di certo camminando per le strade del centro c’è qualcosa che non torna: il silenzio è irreale. «È la prima cosa che mi ha colpito arrivando qui» racconta Marco Risi, il regista della fiction «L’Aquila Grandi speranze», tornato due anni dopo la fine delle riprese sui luoghi che sono stati il set naturale della serie. «Rispetto a quando abbiamo girato nel 2017 la ricostruzione è andata avanti» prosegue camminando per il centro della città «ma come vede la strada è lunga». Tra molti palazzi nuovi ce ne sono alcuni ancora sbriciolati, altri ricoperti da impalcature o “imbracati” dai tubi. Altri infine sono in piedi, ma sventrati. Con quelle ferite aperte tra i mattoni ti sembra quasi di sentirlo addosso, il dolore di chi si trovava lì dentro in quei tragici momenti.

La storia raccontata nelle sei puntate della fiction in onda dal 16 aprile è ambientata un anno e mezzo dopo il terremoto. Le macerie sono ancora tutte sulla strada e la ricostruzione sembra troppo lontana. Ci sono gli adulti a fare i conti con il dolore di aver perso i propri cari, come Franco (Giorgio Marchesi) e Silvia (Donatella Finocchiaro), che hanno un figlio adolescente (Andrea Pittorino) e una bimba di 6 anni che quella tragica notte è scomparsa.

Ci sono poi Gianni (Giorgio Tirabassi) ed Elena (Valentina Lodovini) che per primi, con i loro tre figli, rientrano nella loro casa nel centro della città e trascinano gli abitanti dell’Aquila sulla via della ricostruzione e della riappropriazione del proprio territorio.

C’è Riccardo (Luca Barbareschi), il costruttore venuto da Roma con la figlia Margherita (Rosa Enginoli, la vera figlia di Claudia Gerini). E poi ci sono i ragazzi che eleggono come loro campo di giochi la cosiddetta “zona rossa” della città, dove è proibito l’accesso.

«Franco è uno psichiatra» spiega Giorgio Marchesi «e aiuta chi nel terremoto ha perso un figlio, un marito, un padre. Ha la forza di aiutare gli altri, e gli riesce bene. Ma quando si tratta di se stesso e della sua famiglia le cose si fanno più difficili. Sua figlia quella notte è scomparsa e le ricerche, dopo oltre un anno, vengono sospese. Ognuno affronta il dolore in modo diverso: lui in qualche modo cerca di andare avanti, anche per l’altro figlio, ma sua moglie non si rassegna e fra i due si apre una profonda frattura. Girare qui a L’Aquila ci ha dato delle emozioni fortissime». Sua moglie nella storia è Silvia, interpretata da Donatella Finocchiaro: «Silvia è l’emblema della gente aquilana: ha sofferto tanto, ha avuto delle perdite enormi, ma non si arrende e la speranza di ritrovare la figlioletta è sempre viva in lei, anche dopo che la Procura ufficializza la chiusura delle ricerche».

L’altra coppia protagonista della storia è quella formata da Gianni ed Elena. «Dopo la tragedia del terremoto Gianni è diventato un idealista» spiega Giorgio Tirabassi «e cerca di trascinare la sua famiglia e gli amici in una campagna di sensibilizzazione del Governo per dare finalmente il via alla ricostruzione. C’è un elemento costante nelle scene della serie, anche in quelle che raccontano momenti di semplice vita quotidiana. Tutte contengono una nota di contrabbasso in sottofondo: è una nota tetra, la nota del dolore». Accanto a Gianni c’è Elena, casalinga: «Quello che racconta il mio personaggio» spiega Valentina Lodovini «è la solitudine in cui si ritrova la gente dell’Aquila. Lei e Gianni tornano per primi ad abitare nella loro casa in centro, lo fanno per dare un segnale di fiducia a tutti, ma sono soli. Soprattutto Elena, che si sente abbandonata».

L’antagonista della vicenda è il costruttore Riccardo De Angelis: «È un uomo che guarda ai suoi interessi» dice Luca Barbareschi, che lo interpreta «ma non è un cinico: lui L’Aquila la vuole ricostruire davvero ed è in buona fede. Pensa però che non tornerà mai più come prima».

La trama della fiction

Foto: Marco Risi (67), con la camicia celeste, è il regista della serie, prodotta da Rai Fiction e IdeaCinema. Nel cast ci sono anche Carlotta Natoli, Francesca Inaudi ed Enrico Ianniello

L’Aquila, un anno e mezzo dopo il terremoto che distrusse la città alle 3.32 del 6 aprile 2009. La ricostruzione sembra non essere cominciata e alcuni abitanti della città organizzano una marcia nel centro storico per richiamare l’attenzione del governo sull’urgenza di intervenire.

A capo di questo movimento c’è Gianni (Giorgio Tirabassi) che con la moglie Elena (Valentina Lodovini) è il primo a rientrare nella propria casa per dare un segnale di volontà di riappropriarsi del territorio. Ma non è facile. I loro migliori amici, Franco (Giorgio Marchesi) e Silvia (Donatella Finocchiaro), quella notte hanno perso la loro figlia minore di 6 anni: è ufficialmente scomparsa e non se ne hanno notizie da allora. E poi ci sono i giovani, che non ricordano come era la loro città prima del terremoto.

Quei maledetti 23 secondi che hanno distrutto tutto

Foto: Una foto di set. Le riprese a L’Aquila, Onna e dintorni sono durate cinque mesi, tra febbraio e luglio 2017

Erano le 3.32 della notte tra il 5 e il 6 aprile del 2009 quando un terremoto dell’ottavo grado della scala Mercalli devastò in soli 23 secondi la città dell’Aquila con un bilancio di 309 vittime, oltre 1.600 feriti e 80 mila sfollati. I danni furono stimati attorno ai 10 miliardi di euro. Sono trascorsi 10 anni e quella ferita si sta rimarginando.

Ma a che punto siamo con la ricostruzione? Ce lo dicono i dati forniti dall’Ufficio speciale per la ricostruzione del Comune dell’Aquila. Finora sono state “elaborate”, cioè accettate e avviate, 23 mila pratiche per la ricostruzione privata. Ne mancano ancora poco più di mille: verranno smaltite entro fine 2020. Una volta elaborata la pratica si passa alla fase della ricostruzione vera e propria e per questa ci vogliono circa un paio d’anni. In totale si stima che nel giro di 4 o 5 anni tutta la ricostruzione privata verrà completata e i proprietari rientreranno in possesso delle loro case.

Per la ricostruzione pubblica il percorso è più complesso. Finora sono stati stanziati oltre 2 miliardi di euro e di questi ne sono stati spesi circa 1,4. Al momento nel comune dell’Aquila (città e frazioni) sono aperti 575 cantieri. Prima del terremoto la popolazione residente era di 72.000 persone, oggi è di 70.000. L’Aquila, insomma, sta rinascendo.