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Le tre rose di Eva 3, parla Giorgia Wurth

Tessa nella fiction di Canale 5, l'attrice ci racconta la sua esperienza sul set

Foto: Giorgia Wurth in «Le tre rose di Eva 3»

01 Aprile 2015 | 10:40 di Solange Savagnone

Giorgia Wurth, Tessa nella fortunata fiction Le tre rose di Eva, racconta a Sorrisi le caratteristiche e i cambiamenti del suo personaggio.

In ogni stagione di «Le tre rose di Eva» Tessa cambia radicalmente. Cosa ci riserverà questa volta?
«Il fulcro di tutto saranno i sentimenti. Sarà al centro di un triangolo amoroso con due uomini molto diversi: uno rappresenta la passione, l’altro la sicurezza».

Nella seconda stagione aveva anche una vena da Sherlock Holmes…
«Anche in questa sarò coinvolta in alcuni misteri. A Villalba ci sono più morti che abitanti. Ormai ho perso il conto!».

Cosa le piace di Tessa?
«È il personaggio della serie che preferisco, me ne sono innamorata già leggendo la sceneggiatura. È schietta come me e sa sdrammatizzare. Però, al contrario di quanto faccio io che sono più sospettosa, si fida troppo degli uomini di cui s’innamora. Li difende e non vuole cogliere certi “segnali”».

Qual è stata la scena che le ha dato più soddisfazione?
«Per la prima volta ho girato a cavallo. Ci tenevo tanto perché amo i cavalli e il mio sogno era fare Lady Oscar...».

Un set con così tante donne scatena qualche rivalità?
«Sono molto più competitivi gli uomini! E quando sono vanitosi, lo sono molto più di noi. Anche in questa serie ce n’è qualcuno, ma non svelerò mai chi è».

Con chi ha legato di più sul set?
«Con Luca Ward. Poi soprattutto con Luca Capuano e sua moglie Carlotta Lo Greco (anche lei attrice, ndr): quando sono a Roma per lavoro, non sapendo cucinare e vivendo da sola sono spesso loro ospite. Ma sono molto amica anche di Euridice Axen. Tant’è che l’ho voluta come protagonista del “trailer” video del mio secondo libro, “L’accarezzatrice”. Un romanzo che parla di assistenza sessuale ai disabili. Ci ho messo cinque anni per scriverlo, mi sono molto documentata: il libro è come un figlio, per me».

Che adesso vorrebbe strasformare in film.
«Esatto. E poi vorrei iniziare un nuovo libro. Tra l’altro, “L’accarezzatrice” è stato appena inserito come testo di studio in un corso all’Università Roma 3, nella facoltà di Scienze della formazione. Nei giorni scorsi ho tenuto una lezione. Quando sono entrata in aula e ho visto gli studenti con il mio romanzo sul banco sono scoppiata in lacrime. È stata una delle esperienze più emozionanti della mia vita».

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