Home TvFiction«Le tre rose di Eva», Fabio Fulco è il rivale di Roberto Farnesi

«Le tre rose di Eva», Fabio Fulco è il rivale di Roberto Farnesi

L'attore, novità nel cast della fiction di Canale 5, ci confessa che vorrebbe trovare un amore forte come quello che lega Aurora e Alessandro

Foto: Fabio Fulco interpreta Fabio Astori nella fiction di Canale 5

23 Novembre 2017 | 11:51 di Solange Savagnone

Fabio Fulco ha il fascino un po’ anacronistico delle persone per bene. Si presenta al nostro appuntamento in largo anticipo, elegantissimo in un completo scuro e cravatta, educato come un personaggio d’altri tempi. Un uomo molto schietto come il suo sguardo limpido e diretto, soprattutto quando, parlando di sentimenti, ci confessa che vorrebbe tanto trovare un amore forte e incrollabile come quello che lega Aurora e Alessandro, i protagonisti di «Le tre rose di Eva» interpretati da Anna Safroncik e Roberto Farnesi. Nella fiction di Canale 5, invece, lui è il perfido Fabio Astori, rivale di Alessandro e pronto a tutto pur di ottenere vendetta. «Quando vieni scelto per essere l’antagonista sei sempre quello cattivo che deve rompere gli equilibri. Faccio parte di una famiglia che si contrappone ai Monforte. Sono il figlio più deciso, sia nella conduzione dell’azienda vinicola di famiglia sia nello scontro con i Monforte» ci spiega Fabio.

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Le è piaciuto fare il cattivo?
«Mi piace il fatto che il mio personaggio non sia cattivo gratuitamente, ma abbia le sue ragioni per esserlo. Vuole vendetta. Giustizia per l’assassinio del fratello. Nella rivalità con Alessandro è normale che ci sia competizione in tutto, anche in amore. Tant’è che con Aurora crea un triangolo complicato e rischioso».

Fabio (Astori) si chiama come lei. È un caso?
«In effetti non so perché gli abbiano dato il mio nome. Quando ho fatto il provino ne aveva un altro. Durante le riprese questa omonimia mi ha un po’ destabilizzato».

Come è arrivato a questa fiction?
«Ho fatto un provino. Di quelli che fai e poi ti dimentichi. Invece due mesi dopo, poco prima di partire per le vacanze, il giorno del mio compleanno, mi hanno richiamato dicendomi che volevano rivedermi. Ed eccomi qui».

Lei è vendicativo come Fabio?
«In questa fase della mia vita meno. Da giovane lo ero di più, anche se non sono mai riuscito a vendicarmi. Ora invece ho capito che la vita è fatta così e che non bisogna prendersela troppo sul personale».

Foto: Gilles Rocca, Fabio Fulco e Anna Safroncik

Questa fiction è ambientata tra vigne e colline. Le piacerebbe vivere in un posto così?
«Sono cresciuto in campagna. I miei nonni erano contadini. Vivevano in una masseria vicino a Napoli e noi abitavamo vicino a loro. Avevano alberi da frutta, vigneti e facevamo la vendemmia. Ancora oggi, dopo tanti anni che i nonni non ci sono più, mi sembra strano andare a comprare la frutta al supermercato».

Adesso dove vive?
«Abito da solo a Roma da circa 20 anni. Ma mi piacerebbe tornare a vivere in campagna. La città è sempre più caotica e c’è bisogno di un ritorno alle origini. La campagna ci può ancora salvare».

Lei che di vendemmia se ne intende, che rapporto ha con il vino e il cibo?
«Non sono un grande bevitore. Il vino bianco non mi piace. Preferisco quello rosso e corposo, sopra i 13 gradi. Invece mangio molto e di tutto, soprattutto pasta. Mi piace cucinare, in particolare primi piatti. Faccio un’ottima versione della carbonara rivisitata con le noci. Mentre la domenica cucino il ragù che faccio cuocere per molte ore».

Anche lei come il suo personaggio ha un forte legame con la sua famiglia d’origine?
«Ho un attaccamento fortissimo. Purtroppo non ho più mio padre e mi manca tanto, ma gli parlo spesso e lo sento comunque presente».

Cosa pensa di un amore grande come quello di Alessandro e Aurora?
«Il loro amore è vero, vince su tutto. Qualsiasi cosa succeda loro credono l’uno nell’altra. Ed è bellissimo. Non so se nella realtà sia possibile un rapporto così. Io lo sogno, lo rincorro. Spero si realizzi, un giorno, ma quello che vedo è che si vuole fare sempre meno fatica. Non si fanno sacrifici per tenere quello che si ha o per lottare per quello che si vuole».

È un discorso che vale anche a proposito della fine della sua relazione con Cristina Chiabotto? Davvero è dipeso dal suo desiderio di mettere su famiglia?
«Credo che nella risposta precedente si possa capire cosa ne penso, ma non voglio aggiungere nulla di più sulla fine del mio rapporto con Cristina».

Nel suo futuro invece cosa vede?
«Questa estate è uscito il mio primo film da regista, “Il crimine non va in pensione”, una commedia scritta da me su un gruppo di vecchietti che vivono in un centro per anziani e decidono di fare una rapina. E vorrei ripetere l’esperienza: ho già pronta una seconda sceneggiatura».

Ha pronto anche un «piano B»?
«Ne ho parecchi di “piani B”. La regia è già uno di questi: l’attore deve fare i conti con l’età, non puoi farlo per sempre. Altrimenti potrei andare via dall’Italia ed essere più sereno. Vorrei vivere a Miami. Sono tanti anni che ci vado e vorrei fare crescere i miei figli là».