Home TvFictionLuca Argentero: «Devo finire le riprese di “Doc. Nelle tue mani”, ma… è solo l’inizio»

Luca Argentero: «Devo finire le riprese di “Doc. Nelle tue mani”, ma… è solo l’inizio»

Dopo il successo della serie il cui set è stato chiuso a causa dell’emergenza Coronavirus, l'attore pensa già alla seconda stagione

Foto: Luca Argentero e il cast “Doc – Nelle tue mani”

23 Aprile 2020 | 9:15 di Giusy Cascio

Quasi 9 milioni di spettatori. Un ascolto record quello dell’ultima (per ora) puntata di “Doc – Nelle tue mani”. La serie è ispirata al libro “Meno dodici” (Mondadori), storia vera del medico Pierdante Piccioni, ex primario a Codogno e Lodi che dopo un incidente ha perso 12 anni di memoria, ma anziché ritirarsi con una pensione di invalidità è tornato in corsia.

La fiction riprenderà in autunno perché le riprese sono state sospese a causa dell’emergenza coronavirus e ora tutti ci chiediamo come andrà a finire… Ne parliamo con il protagonista, il dottor Andrea Fanti, uno strepitoso Luca Argentero.

Luca, si aspettava questo successo?
«In un momento così duro, la reazione del pubblico a una serie “medical” poteva essere imprevedibile. C’è molta più gente davanti alla tv perché non si può uscire, è vero… Ma il pubblico ha il telecomando. Se ha scelto di vedere noi, vuol dire che abbiamo lavorato bene».

Fanti è il medico ideale.
«Sì, perché riscopre l’empatia, la capacità di ascoltare e capire i pazienti».

Quando ha letto il copione cos’ha pensato?
«Io agisco d’istinto. Ho accettato perché volevo raccontare questa storia».

Come ha costruito il personaggio?
«Il modello ce l’avevo davanti agli occhi: Pierdante Piccioni. È servito parlarci, ha aiutato me e tutto il cast. Poi è stata fondamentale l’immersione di un paio di mesi al Policlinico Gemelli di Roma. Ogni attore ha approfondito il proprio ruolo a Medicina interna: io parlavo di più col primario, la caposala con la caposala, lo specializzando con lo specializzando… Ma la cosa più importante era capire come si crea l’alchimia del gruppo in reparto, perché questa è una fiction corale. E tutti i miei colleghi sono stati eccezionali».

Ha girato prima le scene del Fanti primario o quelle del Fanti buono?
«Prima il Fanti buono, poi il “vecchio” Fanti, in mezzo i flashback della famiglia felice».

Fanti porta la barba nella sua seconda vita. Perché?
«Un segno di “morbidità”: da primario Fanti doveva radersi per una questione di facciata. Dopo certe cose non gli importano più. Anche il suo camice è diverso da quello di tutti gli altri perché lui è il “jolly” del reparto».

C’è un’espressione speciale nel volto di Doc quando azzecca diagnosi o va a caccia di indizi. È studiata?
«No, il lavoro d’attore è diverso. Tu studi il personaggio nel complesso, pensi al suo bagaglio di emozioni e quando giri la scena un ghigno o un sorriso vengono naturali, perché in quel momento tu sei il tuo personaggio».

Fanti affronta una tragedia immane: la perdita del figlioletto Mattia. Come ci si può immedesimare in un dolore tanto grande?
«Non si può, non è immaginabile».

Lei sta per diventare papà.
«Manca poco, sì. Aspettiamo la bambina per maggio. Una gioia talmente grande! Il nome lo decideremo all’ultimo. Ora è difficile tutto, anche comprare le ultime cose che servono».

Con la sua compagna, Cristina Marino, avete guardato la serie?
«Certo, lei è molto felice che sia andata così bene».

È felice anche che lei piaccia così tanto alle donne?
«Lei dice che è un “plus”, non è gelosa, anzi ne fa un motivo d’orgoglio».

Con il dottor Piccioni siete amici?
«Ci siamo sentiti ogni venerdì, il giorno dopo la puntata, in videochiamata. Lui è in prima linea contro il virus a Lodi».

Aver interpretato un medico, come le fa vivere l’emergenza sanitaria?
«La vivo da semplice cittadino. Mi dà molto conforto ricevere i messaggi di medici, operatori sanitari e infermieri che ci ringraziano perché abbiamo dato un’immagine credibile del loro lavoro».

“Doc” insegna che i medici non sono infallibili.
«Sì, sono padri, madri, fratelli, sorelle».

Adesso tutti ci chiediamo come andranno avanti le vite dei suoi “colleghi” dottori…
«Ma io non svelo nulla. Perché la serie è scritta in modo denso, succede qualcosa ogni minuto, rovinerei tutto».

Ci dica solo se Agnese, la moglie di Fanti, e Giulia, la sua ex amante, capiranno chi è l’amore vero...
«Ma come “solo”? Se dico questo, svelo metà storia. Vi anticipo, però, che il “gran finale” è stato già girato. Alcune risposte ci saranno, qualcos’altro, invece, resterà aperto…».

Quindi si farà la seconda stagione?
«Io la farei».

Le prossime puntate andranno in onda in autunno. Quanto rimane ancora da girare?
«Di 24 settimane di riprese, resta una settimana da completare. Quando riprenderemo, e con quali precauzioni, dipenderà dalle indicazioni del governo».

Era ipocondriaco prima di girare “Doc” o lo è diventato?
«Non lo ero prima e non lo sono diventato, per fortuna».

Il farmaco che non può mancare nel suo armadietto?
«Meno medicinali prendo, meglio sto. Ma spero che si trovi una cura per il coronavirus, è quello che vorrebbero tutti».