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Lucrezia Lante della Rovere in “Bella da morire”

L'attrice interpreta il Procuratore capo Giuditta Doria, una donna autorevole che segue un’indagine su un femminicidio

Foto: Lucrezia Lante della Rovere in una scena della fiction

26 Marzo 2020 | 14:20 di Simona De Gregorio

Nella fiction di Raiuno "Bella da morire" (che vede protagonista Cristiana Capotondi) Lucrezia Lante della Rovere interpreta il Procuratore capo Giuditta Doria, una donna autorevole che segue un’indagine su un femminicidio.

«Un ruolo in cui mi identifico molto perché anche io, come Giuditta, ho trovato la mia identità grazie al lavoro» dice l’attrice. Però, diversamente dal personaggio, che non ha figli, lei è diventata mamma giovanissima. «Già, a volte mi chiedo anche io perché (ride). Scherzo. Nessun rimpianto. Ho due figlie stupende (le gemelle Ludovica e Vittoria, ndr) e sto per diventare nonna per la terza volta. Avevo solo 18 anni quando sono nate. Mi ero innamorata follemente del loro padre (l’imprenditore Giovanni Malagò, ndr), ero agli inizi della mia carriera e forse mi sono voluta realizzare prima come madre che come attrice».

Si è sempre innamorata follemente degli uomini della sua vita?
«Sì, sono sempre stati colpi di fulmine. E mi è andata bene, anche perché l’infanzia che ho avuto mi è servita ad avere fiuto nella scelta degli uomini».

In che senso?
«Mio papà era assente, autoritario, con problemi di dipendenza. Questo mi ha segnata e sono sempre stata alla larga dagli uomini maschilisti, egocentrici e prevaricatori».

Adesso è single?
«Sì. E sono felice. Un tempo mi lanciavo con più disinvoltura in una relazione, adesso sono più concentrata su me stessa».

E come sta vivendo questo difficile momento?
«Come tutti sono spaventata dall’emergenza coronavirus, ma ho imposto un ritmo alle mie giornate. Alla mattina faccio ginnastica, porto giù il cane, cucino. Poi leggo, guardo le serie tv e mi mantengo in contatto con familiari e amici. Insomma, si reagisce».