Home TvFictionLuisa Spagnoli, su Rai1 la storia della donna che creò i «Baci»

Luisa Spagnoli, su Rai1 la storia della donna che creò i «Baci»

Luisa Ranieri protagonista della fiction sulla celebre stilista che inventò i cioccolatini col messaggio

01 Febbraio 2016 | 12:30 di Stefania Zizzari

«Questa donna è geniale! Ecco la prima cosa che ho pensato quando ho letto la sceneggiatura di “Luisa Spagnoli”. E mi sono innamorata del personaggio: è stato un bellissimo incontro». Lo sguardo di Luisa Ranieri si illumina quando racconta della miniserie in onda lunedì 1 e martedì 2 febbraio su Rai1.

Luisa, perché la Spagnoli era una donna geniale?
«Nei primi del ‘900 ha dato impulso all’industria dolciaria in Umbria, creando poi la Perugina con la famiglia Buitoni. E negli Anni 20 ha inventato un nuovo business nel settore tessile, regalando così alla sua terra ricchezza su due fronti. Una donna imprenditrice a quell’epoca, se lo immagina?».

Conosceva la sua storia?
«No, ed è stata una scoperta. Inventò il Bacio Perugina, la caramella Rossana, l’uovo di cioccolato con la sorpresa dentro. Intuendo la crescita di un ceto medio che non poteva permettersi il costoso cachemire, creò gli allevamenti di coniglio d’angora, per ricavare un filato soffice e più economico. E i conigli non venivano maltrattati: le operaie li “pettinavano” per ottenere la materia prima. La Spagnoli realizzò anche il primo asilo nido in azienda e lo spaccio dove le operaie potevano fare la spesa prima di tornare a casa. Una donna di una modernità impressionante.

Che cosa l’ha colpita più di tutto?
«Aveva un piglio autoritario ma allo stesso tempo era attenta alle condizioni di vita delle sue operaie. Assumeva le donne che erano maltrattate in famiglia: una donna con uno stipendio è una donna libera, pensava. E poi, pur sposata e con tre figli, ha vissuto un amore travolgente per un ragazzo di 14 anni più giovane. Siamo nel 1923…».

Lei ha girato questa fiction subito dopo aver partorito Bianca, la sua seconda figlia.
«Non erano passati nemmeno due mesi dal parto ma il gruppo di lavoro era straordinario e io non ho sentito la fatica. E poi arrivavo sul set e c’erano sempre dolcetti da sgranocchiare. Ho pure imparato a fare confetti e cioccolatini. E pensare che per i dolci sono sempre stata negata, anche se in cucina me la cavo bene».

E poi ha persino pettinato i conigli!
«Sono dei bestioni tenerissimi. All’inizio per prenderli in braccio temevo di far loro male. Poi ho imparato, ed era come fare delle coccole».

E dopo cioccolatini e conigli?
«Il 10 marzo esce al cinema “Forever young” la nuova commedia di Fausto Brizzi. Io e Sabrina Ferilli siamo due colleghe che si accompagnano a ragazzi più giovani...».

Chi era Luisa Spagnoli?

«Quella della mia bisnonna Luisa è proprio una storia da raccontare» dice Nicoletta Spagnoli, presidente e amministratore delegato del gruppo Luisa Spagnoli. «Luisa ha testimoniato, con la sua vita e i traguardi ottenuti, che volontà e forza d’animo sono alla base di ogni successo. Non solo: è una storia che potrebbe essere attuale anche oggi».

Pur non avendo conosciuto la bisnonna, Nicoletta parla di lei come di una donna dal carattere forte, autoritario. Perfino burbero. Ma allo stesso tempo capace di grandi slanci di generosità e di affetto soprattutto verso i bambini e le operaie della sua fabbrica. «La sua modernità è sorprendente» prosegue Nicoletta. «Era una imprenditrice ai primi del ‘900, quando le donne difficilmente pensavano di poter lavorare e tantomeno di essere a capo di un’azienda. Lei poi aveva umili origini, il papà era pescivendolo. Negli anni della Prima guerra mondiale gli uomini vennero chiamati alle armi e allora aprì la fabbrica della Perugina alle donne. E per farle lavorare serenamente creò un asilo nido aziendale per i figli delle operaie».

La Spagnoli amava gli animali e fece fruttare anche questa passione: «Nel 1928 avviò un allevamento di conigli d’angora: pettinandoli invece che tosandoli si otteneva un pelo più integro e un filato sottile e omogeneo che andava bene per i macchinari da maglieria. Nacque così il famoso giacchino d’angora della casa di moda». Creativa, dunque, ma allo stesso tempo con un grande senso pratico. «Per non sprecare i resti della lavorazione della granella di nocciole inventò il Bacio, impastandola con il cioccolato e creando quello che all’inizio, a causa della forma, si chiamò “Cazzotto”. Fu poi Giovanni Buitoni (suo socio e compagno, ndr) a dargli invece il nome più romantico di Bacio».