Marisa Laurito: «In cucina sono brava proprio come zia Rosa»

L'attrice racconta l’atmosfera spensierata che si viveva sul set di "Mina Settembre"

23 Ottobre 2022 alle 08:01

Marisa Laurito è una donna a colori perché è allegra, affabile, simpatica. E in queste settimane la vediamo in "Mina Settembre 2", la serie di successo di Rai1 dove veste i panni dell’esuberante Rosa, la zia della protagonista, Serena Rossi.

Marisa, per questo ruolo ha messo da parte la sua folta chioma nera per una capigliatura sale e pepe…
«Non adotterei mai uno stile così, con quei capelli. Ma viva il trasformismo degli attori! Comunque, in genere io non mi rivedo in tv perché ho paura di non piacermi o di non essere all’altezza del ruolo».

La serie è girata a Napoli, la sua città, con attori per lo più napoletani. Si sarà sentita a casa...
«Al trucco e parrucco mettevano sempre la mia canzone "Il babà è una cosa seria". Si è sempre respirato buonumore».

Lei, da bambina, ha vissuto in una casa come quella di zia Rosa?
«Non vengo da una famiglia ricca. Sono nata nel quartiere San Lorenzo in via Alessio Mazzocchi. Grazie ai miei genitori, che lavoravano sodo, c’è stata un’avanzata verso il mare. E infatti, in seguito, abbiamo vissuto in affitto in via Broggia, in una casa molto grande e raffinata. Mia madre, che vendeva abiti per signora, organizzava in casa due sfilate all’anno. E io ho fatto l’indossatrice per abiti da bambina».

Zia Rosa è amorevole con i familiari. Lo è anche lei?
«Anche io ho un nipote, ma più che zia, sono stata una mamma per tutti i miei amici perché ho sempre accolto a casa una marea di gente. Sono napoletana dentro. Aiuto tutti».

E in cucina, è imbattibile come zia Rosa?
«E certo! Sartù, babà, ciambelle dolci... Purtroppo quelli sul set non erano un granché perché arrivavano freddi».

Però non è invadente come lei, vero?
«Rosa si occupa molto degli altri perché la sua vita non è piena. Personalmente sono l’opposto, anche se mi è capitato di inseguire qualcuno».

Ci può dire chi?
«Eduardo De Filippo. Per me lui era un mito. Andavo a scrutarlo quando entrava in teatro, mi appostavo in un angolo sperando di potergli parlare. Purtroppo non ci sono mai riuscita. Solo attraverso amici in comune ho scoperto che stava facendo dei provini. Il grande Eduardo mi ha chiamato il 19 aprile, giorno in cui compivo 21 anni. E in quella data magica ho potuto firmare il contratto senza chiedere l’autorizzazione dei miei genitori, che non volevano facessi l’attrice».

Lei è diventata famosa in tv grazie a Renzo Arbore. Com’è cambiato il suo rapporto con la televisione in questi anni?
«È la tv che è cambiata. Dai programmi di varietà e di grande spettacolo dove si doveva saper ballare, cantare e intrattenere, siamo passati a trasmissioni giornalistiche e culturali e ai reality show. Quindi lo spazio che piaceva a me si è assottigliato».

Le hanno mai proposto un reality?
«Tantissime volte e ho sempre rifiutato. L’unico che mi piacerebbe è "L’isola dei famosi". Ma un’Isola fatta da me, Piergiorgio Odifreddi, Nino Frassica, Mimmo De Masi... Sarebbe uno spettacolo, perché si vedrebbero tante sfaccettature di personaggi che hanno molto da dire».

Il suo compagno, Pietro Perdini, la segue in tv?
«Lui è un mio fan e quindi, qualsiasi cosa faccia, mi dice sempre che sono bravissima… D’altronde, la prima volta che ci siamo incontrati, esordì con: “Molto piacere di conoscerla. Sa che mio padre è un suo ammiratore e la segue sempre?!” (ride)».

Ora che progetti ha?
«Continuerò col teatro e poi partirò in viaggio con Mara Maionchi e Sandra Milo per la seconda stagione del programma "Quelle brave ragazze"».

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