Home TvFictionMatteo Martari (Diego ne «I Bastardi di Pizzofalcone 2»): «Sono arrivato fin qui solo con le mie gambe»

Matteo Martari (Diego ne «I Bastardi di Pizzofalcone 2»): «Sono arrivato fin qui solo con le mie gambe»

È una delle novità della stagione, un magistrato dell’Antimafia costretto a indagare con i «Bastardi» e che potrebbe provocare qualche vacillamento nella coppia Piras-Lojacono

Foto: Matteo Martari è Diego ne «I Bastardi di Pizzofalcone 2»

18 Ottobre 2018 | 17:37 di Alberto Anile

Diego Buffardi è una delle novità della stagione, un magistrato dell’Antimafia costretto a indagare con i «Bastardi», e che potrebbe provocare qualche vacillamento nella coppia Piras-Lojacono (Carolina Crescentini-Alessandro Gassmann). Lo interpreta Matteo Martari, veronese, ex modello, una solida esperienza nella fiction.

• «I Bastardi di Pizzofalcone 2», le trame delle sei puntate

È stato poliziotto in «Non uccidere» e in «Sotto copertura». Abbonato alle indagini?
«È capitato. Ogni ruolo viene da una proposta interessante e da provini passati, si vede che in quei momenti ero giusto per quei ruoli. Non credo di essermi ripetuto, sono personaggi diversi».

Il suo Buffardi è fedele al personaggio descritto da Maurizio de Giovanni?
«Molto. Sono partito dal romanzo “Pane” e poi, come faccio sempre, ho cercato il corpo adatto. Il capello un po’ lungo e il baffo vengono da un’idea di giovinezza. Buffardi è un magistrato molto giovane, molto determinato, che si applica al 100% per raggiungere il proprio obiettivo».

Cosa le piace di lui?
«È molto sicuro di sé ma è arrivato a quei livelli solo grazie al suo impegno».

È un orgoglio che sente di avere in comune?
«Beh, non faccio il magistrato ma anch’io sono arrivato dove sono soltanto grazie alle mie gambe».

Tra poco la vedremo sempre su Raiuno nella fiction «I Medici».
«Sono Francesco de’ Pazzi, uno dei famosi congiurati che tramarono contro Lorenzo il Magnifico. E intanto ho già cominciato a lavorare alla quinta stagione di “Un passo dal cielo”».

Com’è girare a Napoli?
«Fantastico. La città ci ha accolto a braccia aperte. Malgrado il mio spiccato accento settentrionale mi ha coccolato. Viva Napoli!».