Maurizio de Giovanni: «Altri guai per “I bastardi di Pizzofalcone”»

L’autore della serie di Rai1 appena conclusa ci svela cosa ha in mente per la prossima stagione

28 Ottobre 2021 alle 08:25

Lo scrittore Maurizio de Giovanni non si ferma un attimo. Su Raiuno si è appena conclusa la terza stagione di “I bastardi di Pizzofalcone”, che ancora una volta ha dominato gli ascolti, e in libreria è appena uscito “Angeli per i Bastardi di Pizzofalcone” (vedi sotto), il nuovo libro della saga dedicata alla squadra di investigatori napoletani che si ritrovano attorno alla figura carismatica di Giuseppe Lojacono, interpretato in tv da Alessandro Gassmann. E per loro ha già in mente una nuova indagine: «Questa volta vorrei che si parlasse di madri. “Madri per i Bastardi di Pizzofalcone”. Vedremo...». E le novità non finiscono qui.

Abbiamo lasciato i “Bastardi” un po’ acciaccati. Ora cosa succederà?
«La prossima stagione si baserà sui libri “Angeli per i Bastardi di Pizzofalcone” e “Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone”. Ma siamo ben lontani dalla messa in onda. Uscite di scena Piras (Carolina Crescentini, ndr) e Letizia (Gioia Spaziani), le due donne della sua vita, per Lojacono ci saranno dei grandi cambiamenti. Arriverà un nuovo magistrato e anche una nuova figura femminile, ma probabilmente non avranno la stessa rilevanza. Ottavia (Tosca D’Aquino) vedrà vacillare la sua convinzione di sacrificarsi per il bene del figlio e della famiglia. L’amore, quando c’è, non puoi metterlo in cantina... A questo punto, però, magari sarà Palma (Massimiliano Gallo) ad avere dei ripensamenti. Vediamo, ci stiamo ancora lavorando. Anche la relazione tra Alex (Simona Tabasco) e la Martone (Serena Iansiti) subirà degli scossoni. Come per Romano (Gennaro Silvestro), che è innegabilmente attratto dalla pediatra della figlia adottiva. Ad Aragona (Antonio Folletto), poi, non possiamo chiedere di crescere. Mentre Pisanelli (Gianfelice Imparato), dopo aver risolto il caso del frate serial killer, continuerà ad aiutare i colleghi. È l’unico nato e cresciuto a Pizzofalcone: chi meglio di lui conosce il quartiere?».

A proposito, perché ha scelto proprio Pizzofalcone per ambientare i suoi romanzi?
«Perché è un luogo fondativo della città e racchiude quattro anime diverse: un centro commerciale, uno finanziario, una parte borghese e i vicoli. Che sono poi le diverse anime della città».

E perché ha creato una squadra di “perdenti”, che poi si rivela vincente?
«Tutto nasce dal libro “Il metodo del coccodrillo”, che nel 2012 vinse il Premio Scerbanenco. Un romanzo molto duro, dove incontriamo Lojacono che è appena stato trasferito dalla Sicilia a Napoli perché un collaboratore di giustizia lo ha accusato di passare informazioni alla mafia. Terminato il libro mi è rimasta la curiosità di scoprire cosa gli riservava il futuro. Nei “Bastardi” Lojacono incontra “i suoi simili”, tutti colleghi con un passato da far dimenticare e una voglia di riscatto».

Questa stagione appena conclusa è stata girata in pieno lockdown. Non sarà stato semplice.
«Sì, infatti. Molte scene in esterna sono state realizzate in interni, non abbiamo potuto filmare la folla per strada e abbiamo usato moltissimo i droni, sfruttando le immagini aeree della città per creare i passaggi da una situazione all’altra».

Che poi Napoli, grande protagonista della serie, senza folla non è Napoli...
«Chi vive a Napoli vive tutta la città, non è che se abiti in una zona tendi a restare lì, come succede in tante altre grandi città. Napoli è stretta, sovrapposta, mescolata. Per questo il lockdown qui è stato ancora più pesante. Ma la risposta dei cittadini e della sanità è stata grandiosa».

Ma lei va mai sul set?
«No, lo troverei invasivo. Giusto una volta per fare un saluto».

Lei è autore anche di altri successi letterari portati poi in tv. A che punto siamo?
«Di “Il commissario Ricciardi” sono in fase di scrittura i quattro nuovi episodi. A breve dovrebbero cominciare le riprese di “Mina Settembre”. E si sta scegliendo la protagonista di “Sara”, tratta dai romanzi che ho scritto su questa donna dei Servizi segreti. Poi ho in mente un libro, che potrebbe diventare un film con Alessandro Gassmann, che parla di un nonno, un nipote e la matematica».

In libreria una nuova indagine

Fuori dalla sua officina la gente faceva la fila, perché quello che gli altri avrebbero buttato, lui lo riparava. Ora lo hanno ucciso. E per i “Bastardi”non sarà facile scoprire chi è stato. In più, ciascuno di loro deve fare i conti con i propri problemi. Parte da qui il nuovo libro di Maurizio de Giovanni, appena uscito e dedicato ai poliziotti napoletani: si intitola “Angeli per i Bastardi di Pizzofalcone” (Einaudi, euro 18,50).

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