Home TvFiction“Mina Settembre”, Serena Rossi: «Io, Napoli e le mie due amiche di salvataggio»

“Mina Settembre”, Serena Rossi: «Io, Napoli e le mie due amiche di salvataggio»

Per girare la serie è tornata nella città dove è nata e ha ritrovato persone importanti della sua vita

Foto: Serena Rossi  - Credit: © Erica Fava

14 Gennaio 2021 | 8:44 di Paolo Fiorelli

«Questa volta giocavo in casa. Ed è stato tutto più facile». Serena Rossi sa trovare il bello anche nelle situazioni più difficili. E così ha scovato un lato positivo pure nel terribile 2020: «Il lockdown, che ha reso le riprese di “Mina Settembre” molto più lunghe e complicate, l’ho passato praticamente tutto a Napoli. Dovevamo restarci due mesi, e invece ho finito col trasferirmi lì con la famiglia. Abbiamo affittato una casa a Marechiaro e ne ho approfittato per far conoscere meglio la città a mio figlio Diego e per ritrovare i vecchi amici... Io sono napoletana fino al midollo ma da dieci anni vivo a Roma per ragioni di lavoro. È stato bello tornare a casa».

Parliamo di “Mina Settembre”: il suo personaggio nasce dalla penna dello scrittore Maurizio de Giovanni.
«Sì. È una rampolla della “Napoli bene” che di mestiere fa la psicologa, ma un giorno decide di mollare il suo studio privato per diventare assistente sociale. E finisce in un consultorio dove cercherà di aiutare persone piene di guai: dal ragazzino trascinato nella malavita all’amante di un boss in pericolo di morte, dai senzatetto al padre di famiglia che ha perso il lavoro e rischia di non rivedere più i suoi figli. Un personaggio che ho amato molto, fragile e forte».

Si può essere “fragili e forti” allo stesso tempo?
«Sì, e Mina ne è un esempio perfetto. È forte perché è appassionata, calda, empatica: ha i suoi ideali e per inseguirli non si ferma di fronte a nulla, neppure alla legge. Ma è anche fragile perché è sola e la sua vita è un caos: ha appena lasciato il marito e vive con una mamma impossibile e un po’ comica che le dà sempre addosso dicendo che lo fa “per spronarla”... Inoltre non sa decidersi tra due uomini. Insomma, Mina è la classica persona bravissima ad aiutare gli altri, ma non se stessa. Per fortuna ha due “amiche di salvataggio”, Irene e Titti (Christiane Filangieri e Valentina D’Agostino, ndr), che non la abbandonano mai».

E lei, Serena, ce l’ha qualche “amica di salvataggio” sempre pronta a soccorrerla?
«Veramente io, al contrario di Mina, sono una persona noiosissima che non si caccia mai nei guai: in famiglia io ero la “brava bambina” mentre il ruolo di scapestrata toccava a mia sorella. Però sì: ho un’amica di infanzia che oggi fa la psicologa. Quando mi sento un po’ “sbalestrata” le telefono e le dico: “Fammi un consulto, dai!”. Si chiama Carmela Esposito, più napoletana di così! Ho approfittato di questo “anno partenopeo” per rivederla e passare del tempo insieme con lei e con tante persone importanti della mia vita. L’altra mia amica del cuore è molisana, si chiama Federica e l’ho conosciuta quando passavo le estati dalla nonna a Montefalcone nel Sannio. Poi d’inverno ci mandavamo le letterine con busta e francobollo... Dio, come sono vecchia!».

Chi ha ritrovato ancora a Napoli?
«Be’, conoscevo già Giuseppe Zeno, che nella fiction interpreta il ginecologo che fa perdere la testa a Mina. Siamo due attori partenopei della stessa generazione, abbiamo fatto un po’ comunella. E poi c’è stata pure una specie di cortocircuito perché sul set c’era anche il mio compagno Davide Devenuto, che interpreta Paolo, il marito di Irene. Il fatto è che Christiane Filangieri, l’attrice che fa Irene, è nostra amica da tanto tempo e quindi quando dovevano baciarsi sul set dicevano sempre: “Che imbarazzo”, “Che schifo”... voglio sperare che sia vero!».

L’altro uomo che, nonostante tutto, fa ancora battere il cuore di Mina è il marito che ha lasciato, Claudio.
«Sì, lui l’ha tradita e lei non l’ha perdonato. Però sotto sotto non resta insensibile ai suoi disperati tentativi di riconquistarla... Con Giorgio Pasotti, che interpreta Claudio, abbiamo rotto il ghiaccio parlando di figli. Ci siamo dati consigli a vicenda».

Un bilancio finale di questo “set napoletano”?
«Spero di aver mostrato anche il volto solare della mia città, non solo la malavita come fanno altre fiction. Per carità, c’è anche quella, sarebbe stupido negarlo e ne parliamo pure in “Mina Settembre”. Però Napoli è molto di più».
Finita la fiction, a marzo la vedremo condurre su Raiuno “La canzone segreta”, uno show musicale ispirato a un format francese. Insomma lei è attrice, conduttrice, cantante... ha deciso finalmente cosa farà da grande?
«Perché dovrei? Mi sento come una bambina con tanti giocattoli. E me li voglio tenere tutti».