Home TvFictionMiriam Dalmazio è una donna tostissima ne «Il cacciatore»

Miriam Dalmazio è una donna tostissima ne «Il cacciatore»

L'attrice interpreta Giada, la moglie del procuratore Saverio Barone nella serie che si ispira liberamente alla vita del magistrato Alfonso Sabella

13 Marzo 2018 | 12:01 di Simona De Gregorio

Una donna pronta a sacrificare tutto per affiancare e sostenere il suo uomo. Ma che si arrende quando realizza che neanche l’amore più profondo può cambiare le persone. Questa è Giada, la moglie del procuratore Saverio Barone nella serie «Il cacciatore». In onda su Raidue dal 14 marzo, s’ispira liberamente alla vita del magistrato Alfonso Sabella, che negli Anni 90 mise in ginocchio la mafia corleonese. A dare il volto a Giada è Miriam Dalmazio, l’attrice siciliana che abbiamo apprezzato in fiction come «Che Dio ci aiuti» e «Squadra antimafia».

Miriam, come si è calata nel ruolo?
«Innanzitutto mi ha aiutata la sceneggiatura, scritta molto bene. E poi i due registi, Stefano Lodovichi e Davide Marengo, sono stati bravi a creare quell’atmosfera di tensione che serviva a rendere credibile il ruolo».

Cos’ha di originale Il cacciatore rispetto ad altre serie sulla mafia?
«Ha un sapore internazionale, tipico di serie americane come Narcos e True Detective. E i personaggi hanno molte sfaccettature, con zone di ombra e di luce».

Quali sono le sfaccettature di Giada?
«La storia d’amore tra lei e Saverio è atipica, molto conflittuale. Giada cerca di tirare fuori lato più sensibile e tenero del marito, ma a un certo punto si stanca della sua ambizione e del suo egocentrismo».

Lei cosa non sopporta in un rapporto?
«Non potrei mai stare con un uomo che mi soffoca impedendomi di essere me stessa».

C’è stato un momento di difficoltà durante le riprese?
«Saverio è ossessionato dal rapimento di Giuseppe, figlio del pentito Santino di Matteo. Quando il bambino viene ucciso sciolto nell’acido, da donna e mamma sono rimasta molto turbata (ha un bimbo piccolo, Ian, ndr)».

Lunedì 19 la rivedremo anche nella replica dell’episodio di Montalbano, «Una faccenda delicata». Cosa ricorda di quell’esperienza?
«Mi sono divertita tantissimo. E, forse perché sono siciliana, mi sono lasciata coinvolgere totalmente dallo stile di Camilleri. Di solito non mi piace rivedermi in tv, ma per Montalbano e Il cacciatore farò un’eccezione».