Home TvFiction«Montalbano», Isabell Sollman dà il volto a Ingrid

«Montalbano», Isabell Sollman dà il volto a Ingrid

La «non-fidanzata» del commissario è «Positiva, forte ma anche vulnerabile» ci racconta l'attrice. «Ma che fatica recitare in italiano!»

Foto: Isabell Sollman interpreta Ingrid

24 Aprile 2017 | 10:00 di Barbara Mosconi

Tutti la conoscono come Ingrid, il nome svedese per eccellenza, dacché Ingrid Bergman per anni incarnò la bellezza scandinava. Ingrid è un personaggio «volatile» dei romanzi di Camilleri e della relativa serie de «Il commissario Montalbano». Appare per la prima volta nel 2000 in «La forma dell’acqua» come indiziata e poi scompare, riappare e di nuovo scompare. Lei e Salvo, il commissario, sono amici. Lui la bacia, ma solo in fronte, dormono insieme, lei frequenta la sua c­asa sul mare, lo aiuta nelle indagini, ma non c’è altro. Tanto che una volta Ingrid commenta sorridendo: «Pensavo che conoscere un poliziotto sarebbe stato più eccitante!». A dare il volto a questo enigmatico personaggio è Isabell Sollman. 45 anni, svedesissima, abita a Stoccolma dove recita soprattutto a teatro e negli ultimi 18 anni ha fatto e disfatto valigie per andare e venire dall’Italia, anzi dalla Sicilia.

Isabell, come le è capitato di finire sul set di «Montalbano»?
«Era il 1998, alla televisione svedese venne chiesto di fare una selezione di attrici per una serie italiana e così mi chiesero se potevano fornire anche il mio nome. Ovviamente dissi di sì e loro mandarono in Italia alcuni filmati. Per mesi non ebbi più notizie, finché mi richiamarono e dissero che il regista della serie voleva incontrami per un provino a Stoccolma».

E il provino andò bene.
«Feci il lungo monologo dell’episodio “La forma dell’acqua” in inglese e ottenni la parte. Poi ci fu pochissimo tempo per studiare il mio ruolo prima di girare, così lavorai molto duramente per imparare il copione in italiano».

Cosa conosceva dell’Italia e della tv italiana prima di allora?
«Avevo trascorso circa sei mesi a Milano quando ero più giovane facendo la modella. Ma prima di “Montalbano” non avevo mai lavorato per la vostra televisione, per cui conoscevo solo quello che avevo visto alla tv svedese: la serie “La Piovra” e i film di Fellini».

Ha imparato a parlare italiano sul set?
«Lo parlavo già un po’, ma ogni volta che sono stata chiamata per “Montalbano” ho dovuto studiare le mie battute con gran fatica e prepararmi molto per poter fingere di dirle in modo fluente e conoscere il copione molto bene».

Quanti svedesi conosce che parlano italiano?
«Hum... Nessuno, in verità».

Ha letto i romanzi di Andrea Camilleri?
«Certo, li ho letti, sono tutti pubblicati in Svezia. Li adoro!».

Il primo episodio in cui Ingrid compare è «La forma dell’acqua» del 2000. Come descriverebbe il suo personaggio?
«Ingrid è una donna forte, ma anche fragile, vulnerabile. Una specie di sopravvissuta, il tipo di persona che non si fa abbattere facilmente dalle avversità della vita. È positiva, non si lascia invadere dall’amarezza».

Nel tempo Ingrid e Montalbano restano amici, mai amanti. Avrebbe preferito un differente sviluppo?
«No, penso che la loro sia una bella relazione. È un rapporto speciale e unico per entrambi».

Montalbano la fa spesso ridere. È questo il segreto di una lunga relazione?
«Io sono separata, perciò chi sono per parlare? Ma per me il senso dell’umorismo è molto importante per creare intimità in una relazione. Rafforza il senso dell’essere “noi”».

In questi anni di «Montalbano» è sempre andata e venuta dall’Italia, o a volte si è fermata più a lungo?
«Sono venuta in Italia solo per “Montalbano” e purtroppo sono sempre dovuta tornare in Svezia per il lavoro o altri impegni. Quando mia figlia era più piccola veniva sul set con me. Ora ha otto anni e vorrebbe venire in Italia in vacanza, per le bellezze, il sole e... il cibo! Lo faremo sicuramente. Io amo l’Italia».

Com’è lavorare con una produzione e un cast interamente italiano?
«Io capisco l’italiano molto meglio di come lo parlo, per cui me la cavo bene. Per il resto lavorare su un set è uguale un po’ ovunque. Inoltre la maggior parte degli attori sono rimasti sempre gli stessi sin dall’inizio e questo è bello. Sono buoni amici».

La difficoltà maggiore per un’attrice straniera?
«Per me senza dubbio la preparazione. Trovare il tempo di imparare il testo e recitarlo il meglio possibile».

Ha mai ricevuto altre offerte di lavoro in Italia?
«No, mai. Non ho nemmeno un agente in Italia».

«Il commissario Montalbano» va in onda in Svezia?
«Oh sì! Le persone lo guardano. È molto popolare».

È diventata un po’ famosa grazie a «Montalbano»?
«No, almeno non in Svezia dove vivo. Qui sono conosciuta per altre cose che ho fatto. Lavoro soprattutto come attrice teatrale. Ho fatto anche qualche film e qualche serie che ora va in onda sulla nostra tv».