Home TvFiction«Non dirlo al mio capo», dove eravamo rimasti?

«Non dirlo al mio capo», dove eravamo rimasti?

Tra conferme e nuovi arrivi, ecco dove eravamo rimasti e le tante novità che ci aspettano in questa seconda stagione della fiction

Foto: Guanciale e la Incontrada con i due attori che interpretano i figli di lei

23 Agosto 2018 | 10:47 di Redazione Sorrisi

L’ultima puntata di Non dirlo al mio capo, nel 2016, si era chiusa con l’arrivo inaspettato della moglie dell’avvocato Vinci (Lino Guanciale), proprio quando stava sbocciando l’amore con Lisa (Vanessa Incontrada). E la vicenda riparte da qui. Nina (Sara Zanier), misteriosa, elegante, avvocato anche lei, è decisa a riconquistare il suo uomo. E a complicare il tutto fa il suo ingresso Diego (Iago Garcia), affascinante collega di Enrico e Nina. Lisa, intanto, dichiara al suo «capo» di aver superato l’esame da avvocato, mentre in realtà non l’ha potuto sostenere a causa di una delle tante urgenze familiari. Urgenze che riguardano i suoi figli Mia (Ludovica Coscione) e Giuseppe (Christian Monaldi). E ora pure Aurora (Beatrice Vendramin), la problematica sorellastra che le piomba in casa. C’è poi l’amica Perla (Chiara Francini), che è stata promossa segretaria dello studio, dove arrivano i due tirocinanti Cassandra (Aurora Ruffino) e Massimo (Gianmarco Saurino). E l’ex marito di Perla, Rocco (Antonio Gerardi)? Sembra mettere la testa a posto... diventando il baby sitter dei figli di Lisa.

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Amore tra capo e dipendente: perché scatta?
«Il dipendente subisce il fascino del potere mentre il capo è attratto dal proprio ruolo e dal comandare anche in una relazione con una sottoposta. Sono rapporti pessimi che prima o poi portano a conflitti forti».

Per quale motivo?
«Nella vita la cosa più importante è il lavoro, il tuo ruolo. È qui che ti realizzi, esprimi i tuoi talenti, più che nell'amore o nella sua attesa. Guai a sprecare tutto questo per un rapporto sessuale».

Se invece si cede, come si fa a gestire la situazione?
«La relazione è ancora più complicata perché lei viene vista come la favorita. Il rapporto dovrebbe sfociare in un matrimonio o in una convivenza, altrimenti si portano i problemi sentimentali nel lavoro, aumentano le gelosie verso i colleghi, le amicizie diventano finte e le tue qualità vengono viste non come reali ma come frutto del fatto di stare col capo».

Come non compromettere il lavoro?
«Stando alla larga da chi comanda. Spesso le storie finiscono male perché vanno a incidere sulla professionalità, la tua carriera viene frenata dal fatto di stare con il capo, di rado si viene favoriti».

Concludendo?
«Sono rapporti da evitare, rapporti che ci complicano la vita. Anche quando, dopo aver cominciato come amanti, si arriva a un matrimonio si perde la verve, la passione. Se li si sposta, gli amori nati in ufficio, in quei ruoli, il rapporto frana».