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Non mentire: esiste una sola verità, ma ognuno ha la sua

Alessandro Preziosi e Greta Scarano sono i protagonisti della nuova coinvolgente miniserie di Canale 5. Per lui, medico affermato, è stata una notte d’amore. Per lei, giovane insegnante, uno stupro. Ma cosa è successo davvero?

Foto: Alessandro Preziosi e Greta Scarano in "Non mentire"  - Credit: © Fabrizio Di Giulio

14 Febbraio 2019 | 09:30 di Alberto Anile

• I primi 18 minuti di "Non mentire" in anteprima assoluta

Il titolo è un invito o un ordine: “Non mentire”. È quello che ripetono Alessandro Preziosi e Greta Scarano, che nella miniserie in tre puntate, in onda su Canale 5 dal 17 febbraio, si accusano reciprocamente di distorcere la verità. Lui è Andrea Molinari, ricco e stimato chirurgo, vedovo e con un figlio adolescente. Lei è Laura Nardini, insegnante precaria in un liceo di Torino. I due si conoscono perché il figlio di lui è nella classe di lei, e la sorella di lei fa l’infermiera nello stesso ospedale di lui.

Entrambi liberi da legami, trascorrono una sera insieme: una cena, del vino, due chiacchiere. Dopo di che Laura si risveglia nel suo letto atterrita e confusa. Afferma che lui l’ha violentata, mentre lui giura che il loro sia stato un incontro d’amore. La polizia indaga, la chiacchiera invade i social e la verità diventa inafferrabile.

«La serie è costruita su due voci opposte che raccontano un presunto stupro» spiega il regista Gianluca Maria Tavarelli, che esordì in tv con un memorabile “Paolo Borsellino”. «Si parla così di menzogna, di consenso, e di quale sia la posizione della donna rispetto alla violenza in un mondo in cui le voci più estreme trovano spazio sui social network. Ciò che un tempo si diceva contro le donne dentro le caserme o al bar è oggi di dominio pubblico su Internet».

Un tema delicato

Il colore predominante è quello del giallo, con implicazioni sentimentali e momenti thriller, come lo era “Liar”, la serie angloamericana di cui “Non mentire” è un adattamento. A ogni svolta il racconto rovescia le carte, rimettendo tutto in gioco. «Non capita tutti i giorni di poter andare orgogliosi di un prodotto realizzato» dice Greta Scarano. «È stato un viaggio molto complesso e difficile ma mai faticoso. Ho dovuto riflettere su cosa significhi dire di no a un uomo, cosa voglia dire subire una violenza e quanto sia poi difficile che le persone vicine ti credano: un percorso interessantissimo». Le fa eco Alessandro Preziosi: «Sono fierissimo di far parte di questo progetto. Credo che sia sbagliato trattare certi temi solo su Facebook e poi pensare che la verità non venga a galla. Oggi si è persa la sensibilità nei confronti della verità. Perciò, anche se il nostro mestiere è puro intrattenimento, la sfida è renderci visibili anche attraverso un tema così delicato». La miniserie gioca tra realismo ed eleganza cinematografica e la storia si rivela poco a poco corale. I personaggi secondari, infatti, a partire dall’ex compagno di Laura, interpretato da Matteo Martari, la sorella, Fiorenza Pieri, il marito della sorella, Paolo Briguglia, e i due investigatori, Duccio Camerini e Claudia Potenza non sono affatto marginali. Al centro restano comunque i due protagonisti, che si sono preparati al ruolo andando più in là del semplice copione.

Calarsi nella parte

«Ho voluto documentarmi incontrando un’assistente sociale» racconta la Scarano. «Ho cercato anche delle ragazze vittime di stupro, ma nessuna si è resa disponibile, e capisco molto bene le loro ragioni». E Preziosi aggiunge: «A me, invece, ha divertito seguire il lavoro del chirurgo. Ho assistito fra l’altro a un intervento operatorio. È una professione importante,ma non fa per me. Nella vita reale non mi affiderei alcun ruolo in corsia (ride, ndr)». Qualcosa in comune con il proprio personaggio? Preziosi spiega: «Il senso di protezione nei confronti delle persone a cui vuoi bene: nella miniserie il chirurgo è costantemente preoccupato dei risvolti che il suo caso potrebbe avere sul figlio». Mentre Scarano dice: «Io ho pensato molto ai miei professori del liceo. Per me interpretare un’insegnante è stato stranissimo, in fondo ho 32 anni e non troppo tempo fa ero ancora sui banchi di scuola». Sulle serie tv hanno invece idee diverse i due protagonisti della fiction. «A me “Lost” ha cambiato la vita» dice la Scarano. «Ho amato “Downton Abbey”, “In treatment” e ho adorato alla follia la prima stagione di “Gomorra”. Ci sono tantissime serie che vedo, però non sempre mi piacciono». Confessa invece Preziosi: «Con “La casa di carta” a un certo punto mi sono messo a scorrere veloce... Il problema è che sono abituato a guardare la tv, non le serie in streaming sul computer. Di certo seguire le fiction sul cellulare è una “fregatura”, non una rivoluzione. Per guardare la tv secondo me bisogna avere tempo e rilassarsi: il “qui e ora” è ormai diventato “ovunque e sempre”».