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Ragazzi dentro sognano il “Mare fuori”

Su Raidue la fiction con Carolina Crescentini ambientata in un carcere minorile

Foto: Carolina Crescentini in "Mare fuori"

17 Settembre 2020 | 9:01 di Barbara Mosconi

La sigla “IPM” sta per “Istituto Penale Minorile”. Dietro questa sigla e dietro quelle sbarre ci sono ragazzi che hanno commesso errori, hanno ucciso, rubato, truffato. E adulti che cercano di punirli, aiutarli o redimerli.

Una realtà complessa, come quella che descrive la nuova serie tv “Mare fuori”, su Raidue dal 23 settembre per sei serate. Coprodotta da Rai Fiction e Picomedia, si snoda di puntata in puntata raccontando «cosa succede quando finisci in carcere e c’è qualcuno che si occupa di restituirti uno sguardo positivo sulla vita, di darti un’alternativa» spiega Cristiana Farina, ideatrice e poi autrice (con Maurizio Careddu) del soggetto della serie. «La nostra storia parla dei ragazzi di un Istituto penale e fondamentalmente di come cerchino di trovare una strada per comunicare con gli adulti, un contatto profondo che non sia solo autorevolezza e autorità. A volte, per fortuna, ci riescono».

Da una parte, quindi, c’è il mondo degli adulti. Questo fa capo alla direttrice del carcere (l’attrice Carolina Crescentini), rigida e dura almeno all’inizio, quando rriva a Napoli, dove la serie è ambientata, con un passato pesante sulle spalle. Dall’altra c’è il mondo dei ragazzi: il giovane di buona famiglia (Nicolas Maupas), il camorrista pentito (Massimiliano Caiazzo), il piccolo boss (Giacomo Giorgio), lo spacciatore spavaldo (Matteo Paolillo), la rom truffaldina (Valentina Romani) e la fredda assassina (Serena De Ferrari).

«Mi ha sempre colpito l’idea di vedere dei giovani dietro le sbarre nell’età più virulenta e potente» ammette Cristiana Farina. «La direttrice del carcere è un personaggio più drammatico e cerebrale, una donna con un bagaglio di sofferenze non risolte: serve a rendere la storia più universale». L’universale della serie è, non da ultimo, dato dal protagonista del titolo, ossia dal mare: «Quando stai lì dentro quello che vedi è il mare, quello che desideri è la libertà. Il mare ce l’hai a venti metri, ma non lo puoi raggiungere».