Raoul Bova: «Il fan numero uno di “Don Matteo” sono io!»

L'attore sta girando la nuova stagione della fiction. E noi siamo andati a trovarlo sul set

4 Dicembre 2023 alle 08:06

«Sa che sto diventando un fan di “Don Matteo”? Ci sono così tante cose dentro ed è scritta così bene…». Nessuno si sorprenderebbe se a pronunciare queste parole fosse uno dei milioni di spettatori di una delle serie più amate della tv; invece a dirlo è Raoul Bova che, dopo il passaggio del testimone con Terence Hill della passata stagione, nella 14a (che vedremo probabilmente nella primavera 2024) è il protagonista assoluto. Lo abbiamo incontrato negli studi della Lux Vide a Formello (alle porte di Roma) durante una pausa delle riprese, nella consueta visita in esclusiva che Sorrisi fa sul set della serie per raccontarvi in anteprima cosa vedrete. Per Raoul non è una giornata facilissima perché, come tanti in questo periodo di primi freddi, ha qualche problema con la voce: «Per un attore non è proprio il massimo» scherza.

A proposito di Massimo…
«Dobbiamo parlare di don Massimo (ride). Che posso dire? Più vado avanti e più lo conosco. Rispetto alla passata stagione sicuramente è più tranquillo, anche perché non ha dovuto affrontare l’inquietudine dell’arrivo in un posto nuovo. Proprio come è successo a me».

Quindi perderà quell’alone di mistero che lo circondava?
«Assolutamente no, anche perché di lui non abbiamo ancora scoperto tutto. Molte cose le capiremo nelle nuove puntate grazie al suo rapporto con Giulia (Federica Sabatini, ndr), la sorella che arriva a Spoleto e che lui accoglie in canonica nonostante il passato difficile che li divide e i problemi di lei con la giustizia».

Rimarrà, però, il prete di strada che abbiamo conosciuto e amato?
«Sì. Diversamente da don Matteo che era, diciamo così, più spirituale, don Massimo è uno che sbaglia, che si pone ancora delle domande. È un prete in continua evoluzione e per crescere, si sa, a volte si fanno anche degli errori».

In che senso?
«Don Massimo è affidabile e fa di tutto per aiutare chiunque abbia bisogno di aiuto, ma ci sono cose che deve ancora risolvere lui per primo».

Per esempio?
«Il perdono, che non è una cosa così scontata. A volte si siede davanti al Crocifisso e gli dice: “So che devo perdonare perché sono un prete, ma come faccio? Sono un essere umano, è difficile”. Questi suoi dubbi rafforzano la sua figura di sacerdote, lo rendono più credibile, perché capisci che anche i preti hanno dei dubbi. Molti dei quali sono anche miei».

Quali?
«Uno è proprio il perdono. Vedo genitori che perdonano chi gli ha ucciso il figlio e mi rendo conto che è un insegnamento grande, ma non riesco a capirlo. Poi, però, ci penso e mi chiedo: “Al loro posto cosa farei? Dovrei odiare quell’assassino e desiderare il suo male?”. No, perché questo non mi restituirebbe certo mio figlio. Allora mi dico che, al netto della giustizia che comunque deve essere fatta, il perdono è forse l’unico modo per andare avanti e cercare di fare in modo che certe cose non accadano più».

A lei è mai capitato di dover perdonare qualcuno?
«Non ne sarei capace. Io posso perdonare l’errore ma il perdono lo lascio a Dio, l’unico in grado di farlo».

Ma torniamo a “Don Matteo”: lei ha detto che sta diventando un fan della serie.
«Più ci lavoro e più mi rendo conto che è precisa come un orologio svizzero nel meccanismo del giallo, della commedia sentimentale, dei rapporti interpersonali. E capisco perché sta andando avanti da così tanti anni».

Ora anche lei ci sta mettendo del suo.
«L’apprezzamento del pubblico per don Massimo non era scontato. Anche lì è stato fatto un grande lavoro di scrittura per accompagnare gli spettatori verso il nuovo personaggio. Ricordo che gli abitanti di Spoleto inizialmente dicevano: “Questo prete nuovo nella serie non lo vogliamo, ridateci don Matteo”».

Nella 14a stagione ci sono diversi nuovi arrivi.
«Abbiamo un nuovo capitano e una nuova Pm, oltre alla sorella di don Massimo. E poi c’è Bart (un bambino con sindrome di Down, interpretato da Francesco Baffo, ndr), protagonista di un caso di puntata che, però, vedremo anche nelle successive perché lui frequenterà la canonica. Tra lui e don Massimo si creerà un rapporto speciale. Lo stesso che è nato tra me e Francesco anche fuori dal set».

Sul set sono venuti a trovarla anche i suoi figli.
«Sì, le riprese di “Don Matteo” durano almeno sette-otto mesi, sono venuti a vedere che cosa fa il padre in tutto questo tempo (ride)».

Prima di “Don Matteo” dovremmo vederla su Canale 5 in “I fantastici 5” e poi, forse, in una nuova stagione di ”Buongiorno, mamma!”: non si sente incastrato nelle serie tv?
«No, tutte quelle che ha citato sono molto belle e ne sono felice».

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