Rocío Muñoz Morales è tornata in “Un passo dal cielo”, la serie che l’ha resa famosa

«Quando entrai nel cast non parlavo neanche bene la vostra lingua» racconta. «Ora invece considero l’Italia il mio Paese»

Rocío Muñoz Morales
20 Aprile 2023 alle 08:23

Parlando parlando il tempo scorre. Fascino spagnolo, un sorriso inconfondibile, Rocío Muñoz Morales con quel suo delicato accento madrileno mi coinvolge così tanto nella conversazione che perdo di vista l’orologio. Sono quasi le 5 del pomeriggio. Rocío deve andare a prendere a scuola Luna, 7 anni, e Alma, 4, le figlie che ha avuto dal compagno Raoul Bova. Nonostante l’intervista si sia protratta per più di un’ora, l’attrice ed ex modella non si scompone. «Sono in tempo» mi dice e nello stesso istante rassicura la baby-sitter che, al contrario, ha premura. L’attrice è tornata sul set di “Un passo dal cielo” dove interpreta Eva Fernández, l’ex del vice questore Vincenzo Nappi (Enrico Ianniello) e madre della piccola Mela.

Come ritroviamo Eva in questa settima stagione?
«Eva ha abbandonato la bimba appena nata, lasciandola al papà, e torna dopo sei anni. In questo tempo ha sofferto molto e ha potuto riflettere sui suoi errori. È tornata trasformata. È altruista e solidale con le altre donne. Per un po’ di tempo va a vivere a casa del suo ex Vincenzo, che intanto ha trovato un nuovo amore, Carolina, e lei diventa amica della compagna. Tutti sotto lo stesso tetto. È l’esempio perfetto della famiglia allargata in cui credono le donne intelligenti».

È stata lontana un anno da questo set. Cosa le è mancato di più?
«A “Un passo dal cielo” mi lega un rapporto speciale perché è stato il mio primo progetto dopo aver deciso di trasferirmi in Italia. Avevo 26 anni quando sono entrata nella serie. Da allora sono passati quasi dieci anni. Sin dall’inizio sono stata accolta con affetto e benvoluta dai colleghi. Ricordo che non parlavo bene l’italiano».

Ora lo parla correttamente.
«Lo studio da tanti anni, sono secchiona in questo, voglio parlare bene quella che considero ormai la mia seconda lingua, che è la stessa delle mie figlie. Anche se non sono nata in Italia, io la considero comunque il mio Paese. È qui che sono diventata madre, qui ho costruito la mia famiglia e la mia carriera».

Ma quando si arrabbia le scappa qualche espressione in spagnolo?
«No (ride), uso solo l’italiano. Devo dire che sono cambiata anche in questo: a 25 anni perdevo facilmente le staffe, ora mi capita solo di rado».

Eva è una mamma “distratta”. Sappiamo che lei, invece, è attenta e premurosa…
«Eva ha sofferto di depressione post partum, ecco perché ha abbandonato la figlia. È un problema comune a molte donne ma se ne parla poco. Io sono il suo opposto. Mi sono sentita subito mamma. La maternità non l’ho mai sentita come un peso o un sacrificio. Le mie figlie sono state una ricchezza e mi hanno aiutato a guardare la vita anche da un’altra prospettiva, quella della purezza, della meraviglia. Se sono migliorata nel tempo è solo grazie alla maternità».

Quando deve girare per tanto tempo porta con sé le bimbe?
«Quando è possibile, e senza stravolgere i loro ritmi, cerco di coinvolgerle nelle mie attività. Luna e Alma sono abituate a viaggiare e a stare in mezzo alla gente. Non sono capricciose e si divertono con poco».

Lei è anche molto legata alla sua famiglia d’origine, che vive a Madrid.
«Sono fortunatissima ad avere dei genitori come i miei, così come le mie sorelle. Tra noi c’è molto affetto. Quando siamo insieme ci abbracciamo, ci accarezziamo, ci baciamo. Anche le mie figlie sono così. Qualche giorno fa mi sono commossa quando di punto in bianco mia figlia Alma mi ha detto: “Mamma, io ti amo”. Mi si è fermato il battito. Io poi sono l’ultima delle sorelle, quella inaspettata, arrivata in famiglia a distanza di 14 anni dalla seconda. Mamma non pensava più di rimanere incinta (ride)».

In Italia è famosa. Anche in Spagna la riconoscono per strada?
«Nel mio Paese ho lavorato tanto in televisione. Ho condotto anche sul primo canale “Feliz 2020”, il programma di Capodanno che è l’equivalente di Sanremo per gli italiani. Rimango commossa ogni volta dall’ondata di affetto che ricevo dalle persone del mio quartiere, “El Retiro”, considerato il polmone verde del centro di Madrid. Lì la gente quando mi vede, mi saluta e si ricorda di me come di quella ragazzina maschiaccio che giocava a pallone o della Rocío, giovanissima, alle prese con i primi fidanzatini. Lì non mi fanno sentire una persona famosa ma la donna più semplice del mondo».

A maggio sarà con Massimo Ranieri su Rai1...
«Si tratta di due prime serate-evento intitolate “Tutti i sogni ancora in volo”. Sarà un varietà, con tanti ospiti, sul talento e sulle eccellenze italiane nell’arte».

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