Home TvFictionSergio Assisi: «Sono un solitario ma sul set mi trasformo»

Sergio Assisi: «Sono un solitario ma sul set mi trasformo»

L'attore ha fatto il suo ingresso a "L’Allieva" e ha portato scompiglio tra i promessi sposi Claudio e Alice

Foto: Sergio Assisi

09 Ottobre 2020 | 9:23 di Tiziana Lupi

È appena tornato a casa e ha già portato scompiglio! Stiamo parlando di Giacomo, il fratello maggiore del dottor Conforti (Lino Guanciale). Rientrato dal Brasile, dove si è occupato di una comunità di bambini bisognosi, è “piombato” con tutto il suo carico di stranezze nel ménage di Claudio e Alice (Alessandra Mastronardi), protagonisti della fiction "L’Allieva". Ma attenzione, ci dice Sergio Assisi, che gli presta il volto, perché non è tutto come sembra...

In che senso?
«Contrariamente a quanto si potrebbe credere, Giacomo è in realtà un uomo concreto. Ed è uno che dice sempre la verità: a suo fratello e ad Alice dice senza mezzi termini che sono troppo formali e poco appassionati. Per questo finisce per rompere il loro equilibrio».

Giacomo è l’ennesimo personaggio “scapigliato” che interpreta.
«Sono io il primo a chiedermi come mai sempre più spesso mi cerchino per ruoli del genere. Forse do l’impressione di essere uno scherzoso e spensierato, ma non è affatto così. Nella vita di tutti i giorni sono l’opposto: mi piace stare da solo, scrivere, pensare. Non ho nemmeno un carattere facile. Forse sono bravo a interpretare questi personaggi perché mi danno quello che mi manca nella vita. Facendo ridere gli altri, rido anche io. Anche se di questi tempi ridere è diventato davvero difficile...».

Si riferisce all’emergenza sanitaria?
«Non solo alla pandemia ma anche alle sue conseguenze economiche che toccano un po’ tutti. Le faccio un esempio che mi riguarda: avrei dovuto riprendere lo spettacolo teatrale L’ispettore Drake e il delitto perfetto ma non ho potuto. È tutto bloccato, rimandato a una data da destinarsi, che, a mio parere, non sarà prima di due anni. Come si fa a stare sereni?».

Già, come si fa?
«Si vive alla giornata, aspettando che la tempesta passi. Non si possono fare progetti né previsioni. E ci sono centinaia di lavoratori del mondo dello spettacolo che stanno in mezzo a una strada: il loro lavoro non è precario, è inesistente. Trovo che ci sia un’estrema superficialità in alcune soluzioni adottate, si può andare al supermercato o su un aereo ma non a teatro».

Lei, però, non fa solo teatro.
«Anche il cinema non se la passa benissimo. Da due anni sto lavorando al mio secondo film, speriamo di riuscire a farlo. È un film corale di quelli che piacciono a me. L’ho scritto e dovrei anche curarne la regia».

Con lei a "L’Allieva" è arrivata anche Antonia Liskova.
«Per Antonia, che è bravissima, vale lo stesso discorso che ho fatto prima per me: al primo sguardo non dà certo l’impressione della donna sensibile. E il risultato è che molto spesso viene scelta per ruoli da dura, come la “Suprema”».