Simona Cavallari racconta il suo ritorno in tv con “Storia di una famiglia perbene”

Attrice di talento e donna di fascino, Simona oggi dà il volto a Teresa De Santis nella fiction di Canale 5

Simona Cavallari nella fiction di Canale 5
17 Novembre 2021 alle 14:05

«Buongiorno, sono Antonella Silvestri». Dall’altra parte del telefono non si sente nulla. Finisco la frase: «È per l’intervista di Sorrisi». Simona Cavallari tira un sospiro di sollievo e, senza tanti giri di parole, mi spiega subito il motivo del silenzio. «Sa, sulle prime, sentendo il cognome (l’ex compagno è il cantautore Daniele Silvestri, ndr) ho pensato tra me e me: oh mio Dio, e chi sarà mai questa persona? Una zia, una familiare di Daniele che non conosco o di cui non ho memoria. Insomma, temevo di fare una figuraccia…».

Così è stata lei a rompere il ghiaccio e a farmi entrare subito nella sua vita raccontandosi senza retorica e tanta ironia. Attrice di talento e donna di fascino, Simona oggi dà il volto a Teresa De Santis in “Storia di una famiglia perbene”, la fiction di Canale 5 che racconta le vicende di una famiglia di pescatori impegnata a tenere la figlia lontana dalla criminalità (il 24 novembre c’è l’ultima puntata).

Teresa è una donna remissiva, totalmente devota al marito Antonio (interpretato da Giuseppe Zeno). È entrata subito nel personaggio?
«Essendo cresciuta in una famiglia di tutte donne (due sorelle e quattro zie) dal temperamento forte, inizialmente Teresa non era un personaggio che sentivo mio. Pur vivendo negli Anni 80, è una donna antica, legata al concetto della sottomissione all’uomo. Poi però in questa donna ho colto altri aspetti: Teresa fa di tutto per far studiare sua figlia Maria (Federica Torchetti, ndr) e farla emancipare».

L’ultimo ruolo da protagonista risale a “Le mani dentro la città” sempre al fianco di Zeno.
«E anche lì avevamo una storia. Cosa dire? All’epoca io e Massimiliano Gallo, che era con noi sul set, parlavamo di figli essendo genitori, mentre Giuseppe era distante dai nostri discorsi. Ora l’ho ritrovato papà, premuroso e presente».

Si è presa una pausa dalla tv di alcuni anni eppure ha cominciato giovanissima…
«Ho iniziato a 7 anni con la pubblicità della 127 Diesel della Fiat. Lo spot era girato in inglese per far conoscere la macchina all’estero. Ma tutto cominciò per caso. Una cugina di mia madre era venuta con la sorella dalla Sardegna per lavorare a Roma. Il nipote era un regista e quando mi vide con i boccoli e gli occhi da cerbiatta, chiese a mia madre se potevo sfilare per una casa di moda per bimbi. Mia madre acconsentì. Sul set della sfilata si presentò un individuo che convinse i miei genitori a farmi da agente. Grazie a lui girai il mio primo film: “Colomba” di Giacomo Battiato. Era il 1982».

I suoi genitori quindi l’hanno sostenuta sempre.
«Sì. Mamma e papà gestivano un bar e lavoravano moltissimo ma hanno sempre seguito noi figlie. Da papà ho ereditato l’attitudine alla socialità. Era un uomo disponibile, leale e onesto. Con lui avevo un rapporto bellissimo».

E con sua madre?
«Da piccola avevo più paura di mamma che di papà. Lui non mi ha mai dato uno schiaffo. Con mamma ho avuto un rapporto un po’ più conflittuale. Da ragazzina uscivo sempre, mi truccavo, volevo essere libera. Ne ho fatte così tante che quando i miei figli provano a fare i furbi sanno che con me la partita è persa dall’inizio. Io li scopro subito… (sorride). Sono l’ultima di tre sorelle e sono stata la prima ad andarmene a vivere da sola, a 18 anni».

Lei ha tre figli maschi: Pablo Alberto, Santiago Ramon (avuti con Daniele Silvestri) e Levon Axel (nato dalla relazione, finita, con Roberto Libertini, maestro d’armi).
«È faticoso. I primi due li ho un po’ viziati perché con la storia della separazione temevo che soffrissero. Tutti e tre mi amano e hanno più confidenza con me, mentre hanno più timore dei loro papà. Ho cercato di trasmettere loro il senso di indipendenza che io ho sempre avuto. Pablo ha frequentato il quarto anno di liceo in Australia. Ama molto viaggiare».

Qualcuno di loro ha inclinazione artistiche?
«Santiago si diletta a scrivere canzoni. Pablo invece ha fatto la comparsa proprio in “Storia di una famiglia perbene”. Era tornato dall’Australia, non lo vedevo da un anno. Dovevo però partire per Monopoli per girare e allora me lo sono portato con me. Per non farlo annoiare l’ho voluto coinvolgere nelle riprese».

Lei, pur avendo origini sarde, d’estate è sempre a Favignana, in Sicilia.
«Anche se è un’isola, lì ho una casa di campagna che comprammo io e Daniele perché ci innamorammo del posto. Purtroppo l’anno successivo ci siamo lasciati. Quella casa custodisce ricordi belli ma anche dolorosi. Però è un posto che io e i miei figli adoriamo».

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