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Simonetta Columbu: parla Ginevra di Che Dio ci aiuti 5

Dopo la maturità classica a Cagliari, dove è nata e cresciuta, ha studiato a Roma alla scuola di teatro e cinema Duse International. Da lì è seguita tanta gavetta

Foto: Simonetta Columbu è Ginevra in Che Dio ci aiuti 5

01 Febbraio 2019 | 15:52 di Simona De Gregorio

Dopo la maturità classica a Cagliari, dove è nata e cresciuta, Simonetta Columbu ha studiato a Roma alla scuola di teatro e cinema Duse International. Da lì è seguita tanta gavetta. Ottenuta una parte nel film di Daniele Lucchetti Io sono tempesta, finalmente è arrivata la grande occasione col ruolo della bizzarra novizia Ginevra in Che Dio ci aiuti 5.

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Chissà che ansia hai provato quando sei arrivata su un set così importante.
«Ero un po’ emozionata, ma tranquilla.  Mi sono subito trovata a mio agio, anche perché Elena Sofia Ricci (suor Angela) e Valeria Fabrizi (suor Costanza) sono due donne di un’umiltà e semplicità straordinarie».

E con Laura Adriani?
«Abbiamo subito fatto amicizia. Eravamo tutte e due new entry e si è instaurata una grande complicità e stima reciproca».

Quanto è stato importante per te studiare recitazione?
«Molto. La scuola mi ha aiutata a scoprire dei lati di me che non conoscevo. Per esempio di avere una vena comica. Però alla teoria devi affiancare la pratica. Sul set ti senti responsabile, vuoi dare il massimo per rendere credibile il personaggio».

Tuo papà Giovanni è un regista. Come ha reagito quando gli hai detto che volevi fare l’attrice?
«Mi ha domandato: “Oddio, sei proprio sicura?”. Ma papà appartiene al mondo del cinema indipendente, di nicchia, in cui non è affatto facile muoversi».

Poi si è rassicurato?
«Una sera, lui e mamma mi hanno chiamato piangendo. Mi avevano vista in una scena molto intensa e si erano commossi. È stata una grande soddisfazione per me».

Oltre alla recitazione, hai un piano B?
«La precarietà non è solo in questo lavoro, ma in tutti i campi. E pensare a un piano B sottrarrebbe energia ed entusiasmo per quello che sto facendo».