Home TvFictionToni di «Braccialetti Rossi»: intervista a Pio Luigi Piscicelli

Toni di «Braccialetti Rossi»: intervista a Pio Luigi Piscicelli

«A scuola vado bene, tranne in matematica» racconta il giovane attore. «Ma non mi piace fare sport»

Foto: Pio Luigi Piscicelli, il «Toni» di «Braccialetti Rossi»  - Credit: © Duccio Giordano

31 Marzo 2016 | 15:12 di Solange Savagnone

Tra i protagonisti storici di «Braccialetti rossi», che ritrnerà a ottobre con la terza stagione, c'è Toni, ex paziente e aspirante infermiere, interpretato da Pio Luigi Piscicelli. «Nella terza stagione continuerò a fare il mediatore e a tenere unito il gruppo grazie al fatto di essere l'unico che riesce a parlare con il fantasma di Davide. In particolare farò da guida a uno degli altri ragazzi».

Le foto in anteprima della terza stagione di «Braccialetti Rossi».

Come sono andate le riprese?
«Molto bene. Abbiamo iniziato ad agosto, ma come ogni anno siamo arrivati a destinazione qualche giorno prima per fare gruppo. Stiamo tutti insieme in un residence solo per noi e ci concentriamo. Poi con Giacomo (Campiotti, il regista, ndr) ci troviamo attorno al fuoco per la consegna delle sceneggiature. Un rituale che facciamo sempre e durante il quale parliamo dell'esperienza che vivremo. Lo ripetiamo anche prima della festa di fine riprese. È un momento nostro, di raccoglimento. Il primo anno Giacomo ci ha regalato un rosario indiano che è diventato il nostro portafortuna».

Come è nato Toni?
«Mi è sempre piaciuto imitare i personaggi che vedevo nei film. Prima di interpretare Toni mi hanno fatto scrivere su un quaderno la sua storia. Sono stato io a dargli quel suo caratteristico modo di parlare e di camminare».

Ti somiglia?
«Toni è più colorato di me. Più quadrato e preciso. Io sono molto distratto e dimentico le cose. Solo se una cosa mi interessa presto attenzione».

Tu che ragazzo sei?
«A scuola vado bene, tranne in matematica. Suono il pianoforte da autodidatta e ogni tanto mio zio, che suona sulle navi, mi dà lezione. Disegno, faccio presepi artigianali con il sughero. Non mi piace fare sport. Quando gli amici giocano a calcio, io resto a guardare».

Quanto ti ha cambiato la vita questa serie?
 «Ora ci sono persone che mi aspettano sotto casa, soprattutto la domenica e nei periodi festivi come la Pasqua. Mi fanno regali e la mia camera è piena di cartelloni e lettere dei fan».

Con gli altri ragazzi del cast sei in contatto?  
«Sì, siamo amici. Ma le sole occasioni in cui riusciamo a vederci, quando non siamo sul set, è durante gli incontri organizzati per i fan. In quelle giornate Niccolò Agliardi, autore delle canzoni originali di ?Braccialetti?, canta e noi firmiamo gli autografi».

Cosa vuoi fare da grande?
«Mi mancano due anni per finire il liceo linguistico, poi vorrei andare a Roma a studiare recitazione, anche se le selezioni sono dure!».