Tutti i segreti di “Viola come il mare”

La fiction di Canale 5 fa ottimi ascolti. Ecco allora tutte le curiosità su set e protagonisti. E una bella notizia: ci sarà la seconda stagione!

14 Ottobre 2022 alle 08:06

Titolo di punta di Canale 5, la fiction “Viola come il mare” con Francesca Chillemi e Can Yaman ha esordito con ottimi ascolti ed è entrata nel cuore del pubblico. Abbiamo chiesto agli addetti ai lavori della serie com’è nato e come si è sviluppato il progetto. E abbiamo scoperto tante curiosità: vediamole insieme.

«Quando abbiamo contattato la casa di produzione Lux Vide, con cui già collaboriamo da tempo, cercavamo un prodotto che fosse godibile per tutta la famiglia: leggero, ma con profondità emotiva» spiega Daniele Cesarano, direttore Fiction Mediaset. «Ci siamo riusciti, perché guardare in tv questa storia dà una sensazione di benessere. Ed è azzeccata la scelta dei protagonisti: Francesca incarna una donna moderna e Can, volto popolare della rete, ha un’ampia capacità recitativa». Alla realizzazione di “Viola come il mare” «hanno lavorato 200 persone per un anno e mezzo, di cui sei mesi di riprese, con un investimento di 10 milioni di euro» dice il produttore Luca Bernabei, amministratore delegato di Lux Vide. «Tutto è nato dopo la lettura del romanzo “Conosci l’estate?” di Simona Tanzini (Sellerio), che ci ha fatto innamorare di una Palermo inedita, lontana dagli stereotipi legati alla mafia. La città è descritta nel libro come un personaggio seducente, un mix di culture. Così ci siamo dati un obiettivo: mostrare in televisione la bellezza umana attraverso gli intrecci narrativi e la bellezza dei luoghi».

I primi episodi sono stati scritti nel gennaio del 2021 e le riprese sono iniziate a settembre dell’anno scorso. «Palermo ci ha incantato con le sue piazze meravigliose: piazza Marina, piena di magnolie secolari, piazza Pretoria detta “della Vergogna” per le statue nude, i moli dei quartieri alle pendici di Monte Pellegrino, con la Tonnara Florio e la palazzina dei Quattro Pizzi» racconta il regista Francesco Vicario. «Tra le location più suggestive, abbiamo trovato la terrazza in cui Viola e l’ispettore Demir fanno colazione, che ha un’incredibile vista sulla cattedrale arabo-normanna, in pieno centro storico. La città è perfetta per descrivere la sinestesia di Viola, perché travolge con i suoni, le voci, i profumi. Per le scene di Francesca al mercato ci siamo ispirati alla Vucciria, ma dato che lì non è stato possibile girare l’abbiamo ricostruita nel Lazio, nel paese di Civita Castellana (VT), dove c’è anche il commissariato di Demir. Gli esterni della redazione di Viola, invece, sono quelli di un edificio liberty di Palermo che si affaccia sul golfo, sede di uffici dell’Ospizio Marino». I palermitani hanno accolto il cast con calore e vivacità. «C’era una folla urlante fino alle 2 di notte sotto il nostro hotel e una signora con la figlia ha persino preso una camera per sorprendere Can a colazione alle 7» ricorda Vicario.

«Quando si va in giro con attori bellissimi come i protagonisti di “Viola come il mare” succedono cose divertenti, perché il loro fascino conquista: se andavo al bar a prendere un caffè con Francesca mi servivano subito. E alle prove costume di Can molte signore presenti hanno avuto un mancamento» scherza Elena Bucaccio, responsabile del reparto editoriale di Lux Vide e capo scrittura del progetto. «Abbiamo fatto un lavoro “sartoriale” per cucire i personaggi addosso agli attori, modellandoli in base alle loro caratteristiche personali. Nel romanzo, per esempio, Viola è una giornalista romana di mezz’età. Mentre noi abbiamo pensato a una donna che ha vinto Miss Italia, come Francesca, e che nel contesto lavorativo si trova a dover superare i pregiudizi legati alla propria bellezza. Per questo Viola indossa giacche a doppio petto con bottoni dorati, minigonne e anfibi. È la sua “uniforme” che riesce a conciliare due anime: mostrare la sua professionalità nelle inchieste sul campo, senza rinunciare alla femminilità. Per rispecchiare la grande sensibilità di Can, invece, abbiamo reso Demir ruvido e burbero solo all’apparenza, ma con un animo dolce e gentile». Il divo turco è stato bravissimo a recitare per la prima volta in italiano. «All’inizio abbiamo cercato di venirgli incontro, evitando parole con suoni ostici per lui, come il dittongo “uo” in “uomini”, sostituito da “esseri umani”» svela la sceneggiatrice Silvia Leuzzi, capo scrittura della serie. «Ma poi se l’è cavata egregiamente anche con i termini più tecnici come “riconciliazione”».

E la seconda stagione? Si farà! Il produttore Luca Bernabei ci dà in esclusiva la notizia ufficiale che ci sarà il sequel di “Viola come il mare”: «Stiamo già scrivendo la seconda stagione» annuncia.

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