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Tutti insieme all’improvviso: parla Giorgio Panariello

L'attore toscano debutta nel mondo fiction nel ruolo di un veterinario: ecco l'intervista di Sorrisi

Foto: Giorgio Panariello e Valerio Ardovino in «Tutti insieme all'improvviso»

15 Gennaio 2016 | 15:34 di Solange Savagnone

C'è sempre una prima volta. Per Giorgio Panariello è interpretare la parte del protagonista in una fiction lunga. In «Tutti insieme all'improvviso», otto puntate su Canale 5 da venerdì 15 gennaio, l'attore interpreta un veterinario, Walter.

Possibile che questa sia la sua prima volta da protagonista assoluto?
«Ho sempre avuto delle offerte, ma o non mi convincevano o avevo altro da fare. Inoltre volevo un personaggio che mi rappresentasse e una vicenda forte. Così, quando mi hanno proposto questa storia e ho saputo con chi avrei recitato mi sono incuriosito. Sembrava scritta apposta per me: anch'io come Walter, il mio personaggio, ho vissuto un periodo in cui non volevo prendermi responsabilità. Come lui ho perso un fratello e anche io non avevo una famiglia, che poi piano piano mi sono costruito. Insomma, Walter sono io».

So che non si è limitato a recitare?
«Ho avuto la possibilità di intervenire sulla scrittura del soggetto, ho aiutato a scegliere il cast, ho aggiunto un tocco di comicità che all'inizio non era prevista,  e con gli altri attori abbiamo spesso improvvisato. Mi sono divertito molto».


Com'è stato recitare insieme con così tanti animali?
«Un piacere. Abbiamo usato tante specie, dalle scimmie ai gatti. Ma c'erano soprattutto cani. Nella clinica veterinaria per esempio vive Ferruccio, un golden retriever anziano, buonissimo. Per lui era tutto un gioco. In estate, senza l'aria condizionata, soffriva. Così interrompevamo le riprese per farlo uscire e bere, e nel frattempo raffreddavamo l'ambiente. Mi sono fatto garante del buon trattamento di tutti gli animali».

All'inizio della storia Walter lavora in Africa. Siete andati lì a girare?
«Volevamo, ma nessun Paese era consigliato vista la situazione politica. Così alla fine abbiamo girato a Sabaudia, in un parco bellissimo dove c'erano una vegetazione e un clima meravigliosi. Sembrava davvero di essere in un villaggio africano. Con tutti questi ragazzi di colore che in realtà per il 99% erano della Tiburtina e parlavano romano» (ride).

Non ha sofferto a fare lo stesso ruolo per così tanti mesi?
«Le riprese sono durate da marzo a luglio. Mi alzavo ogni mattina alle sei e mezzo e si lavorava fino alle 18. Sembrava di essere impiegati al comune. Non mi era mai successo: neanche quando facevo il cameriere avevo orari così rigidi. Per fortuna si lavorava bene e il progetto mi piaceva. Sono volati, quei mesi».

E poi era in ottima compagnia.
«Trovare ogni mattina sul set tutti quei cani era un piacere. Un paradiso. Ho scoperto razze che neppure conoscevo, come il papillon. Ma abbiamo usato  soprattutto cani normali. Una mattina vado in clinica per girare una puntata in cui c'erano dei cani salvati da un canile di quelli abusivi, che trattano malissimo  i propri ?ospiti?. Ma erano tutti troppo belli. Era inverosimile. Dovevano essere meticci, secchi, magri e sciupati. Così abbiamo fatto un cambio, usando cani più veri. Ho fatto mettere molti più bastardini. Solo per le parti più recitate usavamo cani addestrati. C'è anche un cammeo del pastore tedesco che interpreta ?Il commissario Rex?. Ma non ci sono mai stati incidenti. Nemmeno tra gli umani...».

Ha fatto recitare anche il suo cane, Zac?
«No, lui no. Non lo porto mai con me a Roma. Rimane ad aspettarmi nella casa di Prato, dove sta sicuramente meglio. In compenso ha recitato Martina, la maltesina della mia ex fidanzata».

Quando è nato l'amore per i cani?
«Ho sempre desiderato averne uno. Mi piaceva l'idea. Nel 2000 presi Zeus, il mio primo cane. Lo portai a casa e piano piano si è creato un rapporto fortissimo, al punto che mi mancava quando ero via per lavoro. Attraverso di lui ho capito il mondo dei cani. Ora non potrei più farne a meno. Consiglio a tutti di averne uno. È terapeutico. Dà la serenità che difficilmente trovo nelle persone».

Ora farà una pausa?  
«Sto finendo di scrivere con Marco Martani la sceneggiatura di un film per il cinema. Sarà una commedia che farà riflettere. Uscirà tra un anno e, ovviamente, nel cast ci sarà qualche cane...».