Home TvFiction«Tutto può succedere 2», Ana Caterina Morariu è tornata

«Tutto può succedere 2», Ana Caterina Morariu è tornata

Dopo «Sorelle», l’attrice interpreta una mamma (Giulia Ferraro) anche in questa fiction. E dentro di sé coltiva il desiderio di avere un bambino

Foto: Ana Caterina Morariu

27 Aprile 2017 | 10:24 di Giusy Cascio

Partita la seconda stagione della fiction di Raiuno «Tutto può succedere», ritroviamo Ana Caterina Morariu nei panni di Giulia Ferraro, un avvocato con la passione per lo shopping, una donna in carriera sposata con il collega Luca (Fabio Ghidoni) che invece cerca un lavoro stabile. Ma l’attrice è anche reduce dal boom di ascolti di «Sorelle», che le ha regalato il ruolo misterioso di Elena (è stata persino un fantasma!) e tantissima popolarità.

Come si è sentita a interpretare due ruoli tanto amati dal pubblico?
«Molto fortunata. Ma allo stesso tempo è stato un bel banco di prova, perché sono due personaggi molto diversi. Giulia è così centrata, precisa. Elena più vaga, senza restrizioni mentali, libera, un’artista. Hanno in comune solo il fatto di avere famiglie complesse da gestire».

Il trio di donne a casa Silani con Antonia e le sue figlie o il numeroso clan dei Ferraro: quale si avvicina di più alla sua idea di famiglia?
«Al clan Ferraro, così variopinto. In “Sorelle” c’erano tre donne sole al mondo: una situazione delicata, perché sei costretta a subire una serie di giudizi non facili da accettare. Quando penso a una famiglia mia, io la vorrei numerosa, festosa. Nonni, zii, cugini...».

Le piacciono le lunghe tavolate?
«Le maratone di cibo non tanto perché durano delle ore, ma l’idea di una grande rete di fratellanza è bellissima».

Madre in «Sorelle» e madre in «Tutto può succedere». Recitando, si è mai ispirata alla sua, di mamma?
«Sì, mi è sempre successo. Anche quando ho interpretato la Madonna, la mamma di Gesù, nella miniserie tv “La Sacra Famiglia”. Mi ispiro a mia madre (la ballerina rumena Marineta Rodica Rotaru, ndr), alla nonna e a tutte le donne della mia famiglia».

La dote materna che ha sempre in mente?
«La dolcezza che ho ricevuto da figlia e che ho dato da sorella maggiore ai miei due fratelli».

Elena cresce tre figli da sola, Giulia ha già Matilde e, quando scopre di essere diventata sterile, prende in affido un bimbo ucraino.
«Ci sono tanti modi di essere genitori. A me piacerebbe costruire una famiglia con un padre, perché vivere la situazione di Elena è estremamente difficile. Tuttavia ci si può riuscire. Anche la storia di Giulia ha un bel messaggio: se la natura ti priva di qualcosa, puoi comunque fare la scelta di essere felice e di rendere felice un bambino».

Com’è lavorare sul set con attori bambini e adolescenti?
«Impegnativo. I bambini sul set possono stancarsi presto e sono imprevedibili. E devo dire che, anche se certe scene con loro non sono sempre costruite alla perfezione, funzionano».

A 36 anni, sente il tic tac dell’orologio biologico?
«Per la verità avevo l’istinto materno già a vent’anni. Quando scatti l’orologio biologico non lo so, ma mi auguro di poter realizzare presto una famiglia mia».

Che mamma vorrebbe essere?
«Per essere madre ci vuole il coraggio. Non è un momento storicamente felice; manca una cosa che prima c’era: l’aiuto reale reciproco. Oggi siamo individualisti, egoisti e questo mi lascia perplessa».

E che uomo immagina accanto sé come padre dei suoi figli?
«Un uomo, mi basta dire questo. A buon intenditore pochissime parole».

Che cosa le hanno dato queste due fiction?
«Sono state un regalo perché offrono la possibilità di far vedere le donne come sono nella realtà, senza cliché. Lo considero un antidoto al bigottismo».

Nella scorsa puntata di «Tutto può succedere» è nata una lite tra consuocere per l’organizzazione delle nozze di Carlo e Feven. Lei come sogna il giorno del suo matrimonio?
«Oddio, ora che ci penso l’unica cosa di cui non potrei fare a meno è la musica. È fondamentale per stare bene».

La musica è una grande protagonista in entrambe le serie.
«Vero, in “Sorelle” giocava un ruolo importante nel creare suspense. E in “Tutto può succedere” la sigla di Paolo Buonvino e Giuliano Sangiorgi interpretata dai Negramaro è strepitosa».

Lei cosa ascolta?
«Musica classica e pop. Il “Nabucco” di Verdi mi riempie l’anima come “I love you baby” cantato da Gloria Gaynor».

L’abbiamo vista riccia in «Sorelle» e liscia in «Tutto può succedere». Come sono i suoi capelli naturali?
«Ricci, è la mia natura selvaggia! Ma Giulia Ferraro nella seconda stagione è ancora più liscia perché i capelli avranno una “parte” nella storia...».

Ma lei, allo specchio, come si vede meglio: usa la piastra oppure no?
«Non ho pazienza per la piega liscia. Una botta di phon ed esco di casa».

Ora è impegnata su un altro set?
«No, mi godo un periodo di riposo».

Lo scrittore Ivan Cotroneo è al lavoro con gli altri sceneggiatori di «Sorelle» su una nuova storia. Le piacerebbe prendervi parte?
«Sì, molto volentieri perché Cotroneo, Monica Rametta e gli altri sceneggiatori della squadra di “Sorelle” scrivono in una maniera sublime, che ti cattura».