Home TvFiction“Vite in fuga”: per Alessandro Tedeschi la recitazione è un affare di famiglia

“Vite in fuga”: per Alessandro Tedeschi la recitazione è un affare di famiglia

Ha iniziato a recitare a 23 anni quasi per caso, incoraggiato dallo zio Corrado, e da allora non si è più fermato

Foto: Alessandro Tedeschi

04 Dicembre 2020 | 8:29 di Tiziana Lupi

Alessandro Tedeschi ha iniziato a recitare a 23 anni quasi per caso, incoraggiato dallo zio Corrado, e da allora non si è più fermato. Prima l’Accademia d’arte drammatica Nico Pepe di Udine («Avevo provato anche a entrare alla scuola Paolo Grassi di Milano, ma non mi hanno preso»), poi tanto teatro e, soprattutto negli ultimi anni, tanta televisione.

Lo abbiamo visto nelle serie tv "Oltre la soglia", "Non mentire", "Curon" (su Netflix) e "Petra" (su Sky). E ora è nel cast di "Vite in fuga", in onda su Raiuno, dove veste i panni del poliziotto che conduce il lungo interrogatorio a Silvia Caruana (Anna Valle) e fa da filo conduttore al racconto noir.

Tedeschi, chi è il suo personaggio?
«È un ispettore di Polizia che si trova ad affrontare una situazione molto più grande di lui: mai avrebbe immaginato, nel piccolo centro di Ortisei, di avere a che fare con un dirigente di banca in fuga con tutta la famiglia e, per di più, accusato di omicidio».

Nella sua filmografia ci sono diversi titoli di genere giallo. È un caso o una scelta?
«Assolutamente un caso, tant’è che ora sto facendo tutt’altro. In questi giorni sono sul set di Una promessa di Gianluca Maria Tavarelli, una fiction per Raiuno che ha come protagonisti Greta Scarano e Simone Liberati, alle prese con la separazione. A metà dicembre, invece, inizieranno le riprese di una commedia romantica, opera prima di Francesca Marino, in cui lavoro insieme ad Anna Foglietta».

Il suo grande amore però rimane il teatro...
«Ne ho fatto davvero tanto, ma non sono tra quelli che dicono: “Meglio il teatro perché ti dà il contatto diretto con il pubblico”. Per chi come me è amante della recitazione, l’esperienza di lavorare davanti a una macchina da presa è imprescindibile. Comunque due giorni prima del Dpcm che ha chiuso i teatri ero pronto a partire per una tournée teatrale... Peccato, ci riproveremo».