Home TvFictionVittoria Puccini, protagonista di “Mentre ero via”: «E quando ho finito sul set mi metto ai fornelli»

Vittoria Puccini, protagonista di “Mentre ero via”: «E quando ho finito sul set mi metto ai fornelli»

Nella nuova fiction di Raiuno, al via giovedì 28 marzo, interpreta una madre che si risveglia priva di memoria dopo un incidente

Foto: Vittoria Puccini è la protagonista della serie, scritta da Ivan Cotroneo (autore de “La compagnia del cigno”) e Monica Rametta, coprodotta da Rai Fiction e Endemol Shine Italy

22 Marzo 2019 | 12:00 di Stefania Zizzari

«Vittoria, la sento un po’ in affanno, vuole che la richiami tra poco per l’intervista?». «No, no va bene. Sono arrivata oggi a Mantova per iniziare le riprese di una nuova serie e ora sto facendo una piccola spesa al supermercato». E così, tra una busta di biscotti e una manciata di pomodori da scegliere e mettere nel carrello, Vittoria Puccini parla del personaggio di Monica, la protagonista di “Mentre ero via”, la nuova fiction di Raiuno, ambientata a Verona, in onda dal 28 marzo su Raiuno.

• Le trame di "Mentre ero via"

A un certo punto si scusa: «Le dispiace aspettare un secondo? Ho mia figlia che mi sta chiamando. Tra un minuto torno da lei, non metta giù». In un attimo rieccola e la chiacchierata sulla fiction può avere inizio. Non so come faccia ma continua a parlare concentrata anche quando passa alla cassa per pagare. Si ferma solo dopo qualche minuto: «Scusi ancora un secondo che sono salita in macchina e metto l’indirizzo nel navigatore sennò mi perdo…».

Vittoria, riesce a fare mille cose contemporaneamente. Ma come fa?
«Beh, è quello che fanno un po’ tutte le donne, no?».

Non si ferma un attimo?
«Sì, in questo periodo è così, ma faccio quello che amo, sono una persona fortunata. Sono sempre di corsa ma non mi lamento di certo».

Veniamo a “Mentre ero via”: è il terzo capitolo, dopo “Un’altra vita” e “Sorelle”, di serie tv che raccontano storie di rinascita di donne.
«In effetti Monica, la protagonista, tornerà a vivere. Letteralmente. Si sveglia da quattro mesi di coma dopo un incidente e si ritrova in ospedale convinta di essere lì per aver partorito il suo secondo figlio. In realtà suo figlio ha otto anni. Otto anni che lei ha cancellato dalla sua memoria. Otto anni che deve ricostruire. E non solo. Al suo risveglio le viene detto che il marito è morto la sera stessa dell’incidente e che lei ne ha in parte la responsabilità. Quando torna a casa prende coraggio e decide di scoprire la verità: per ricostruirsi una vita ha bisogno di sapere chi era. Anche per riconquistare la fiducia dei suoi figli».

Il suo personaggio ha un rapporto complicato con la figlia adolescente. Nella realtà sua figlia Elena ha quasi 13 anni e si sta proprio avvicinando all’adolescenza...
«È vero che a quest’età le ragazze cominciano ad affermare la propria personalità e questo le porta a un confronto, e spesso a un contrasto, con le madri, che sono il loro punto di riferimento femminile. Per ora però non posso lamentarmi, Elena è meravigliosa e contrasti all’orizzonte non ce ne sono. Anzi, tra le altre cose mi aiuta tantissimo perché io “faccio la memoria” con lei».

Che cosa intende?
«Preparo le scene che devo studiare con lei, mi fa da partner e si diverte tanto. È bravissima e ha una buona memoria».

Se, come il suo personaggio, potesse ricominciare una nuova vita cambierebbe qualcosa?
«Sì, il periodo adolescenziale, in particolare i primi due anni del liceo».

Come mai?
«Perché li ho vissuti con poca spensieratezza, anzi in una condizione di disagio, creandomi problemi che in realtà non avevo. Non mi sentivo accettata ma non era vero. Ero schiacciata dal mio non sentirmi all’altezza degli amici, delle persone che mi circondavano. Poi per fortuna sono cambiata e ho raggiunto un po’ di sicurezza, ma se potessi tornare indietro li rivivrei con maggiore leggerezza, cercando di divertirmi un po’ di più».

Torniamo alla sua vita frenetica: quando si vuole rilassare cosa fa?
«Faccio la mamma: per me il massimo è avere la giornata libera per andare a prendere Elena a scuola, pranzare con lei, portarla a danza. Ecco, l’attività da mamma è quella che mi rilassa».

Ma spesso le mamme dicono: «Vado in ufficio, così mi riposo»…
«In effetti potrebbe essere così. Quando lavoro a Roma è più faticoso perché ho la casa e la famiglia a cui pensare. Ma quando sono fuori e alloggio in albergo ho più tempo per me stessa. Sono i classici momenti in cui le attrici fanno massaggi, vanno alla spa... cose che a Roma te le sogni! (ride). In realtà io ferma non ci so stare, sono una che ha sempre bisogno di fare».

E cosa le piace fare?
«Tanto sport, mi alleno con un personal trainer in palestra, a casa o all’aria aperta. Vado al cinema molto spesso e poi da qualche anno sto vivendo il “momento MasterChef”».

“Momento MasterChef”?
«Cucinare mi piace da morire. Quando la sera finisco di lavorare e torno a casa, anche se sono stanca, mi metto ai fornelli perché mi rilassa. E ultimamente mi è presa una fissazione con un gruppo di amici: facciamo a gara nello sperimentare nuove ricette».

Ha degli amici con cui fa a gara a preparare le cene?
«Beh, non è proprio una gara dichiarata, ma quando uno va a cena dall’altro commenta: “Ah, la fai così questa, eh? Mah, io ci avrei messo un po’ più di timo” oppure “Io avrei evitato la cipolla”… Quando organizzo da me ho un’ansia da prestazione pazzesca e sto male da giorni prima (ride)».

La sua specialità?
«Mi dedico ai primi, soprattutto. In particolare quelli di pesce, che amo molto».

Cavalli di battaglia?
«Pasta con il tonno e una crema di melanzane e menta, oppure seppioline in umido su una vellutata di piselli».

Roba seria...
«Ma no. È che quando ti piace cucinare e pure mangiare, tutto viene da sé».

Cosa sta girando a Mantova?
«Ho cominciato le riprese di “Il processo”, una serie legal thriller in quattro puntate per Mediaset, con la regia di Stefano Lodovichi».