Home TvFilm«In arte Nino»: il film per la tv in onore di Nino Manfredi

«In arte Nino»: il film per la tv in onore di Nino Manfredi

In onda su Rai1 il 25 settembre, il film in onore dell'attore scomparso nel 2004 con Elio Germano e Miriam Leone

Foto: Elio Germano e Miriam Leone in «In arte Nino»  - Credit: © Ufficio Stampa

25 Settembre 2017 | 12:59 di Angelo De Marinis

Elio Germano visto di persona non ha nulla che ricordi nell'aspetto fisico Nino Manfredi, poi lo vedi sullo schermo ed ecco che 'Saturnino' da giovane ti si materializza davanti. Non solo nelle movenze, nella voce, nel modo di fumare, in quello sguardo indecifrabile, addirittura quando cammina di spalle. Anche la moglie Erminia (84 anni ndr), non può che confermare, come del resto il figlio Luca Manfredi che firma la regia del film per la tv «In arte Nino», omaggio a uno dei personaggi simbolo della commedia cinematografica e protagonista di numerose fiction e varietà televisivi, scomparso nel 2004. In onda su Rai1 il 25 settembre alle 21.15. Una produzione Compagnia Leone Cinematografica - Rai Fiction, prodotta da Francesco e Federico Scardamaglia. 

«Questo - spiega Elio Germano - è un po' come fosse il 'prequel' della saga di Manfredi. La parte meno conosciuta di una storia che il pubblico può poi sviluppare da solo andando a vedere i suoi film». «Senza Elio - aggiunge il regista - sarebbe stato difficile realizzalo. Mi ricorda nella recitazione mio padre in molte cose. Elio ha fatto a intervistare i 90enni di Castro dei Volsci, paese di papà, per sentire come si parlava ciociaro una volta. Poi abbiamo fatto delle letture. È stato un lavoro meticoloso».

«In arte Nino» è un omaggio all’attore scomparso, nel 2004, a 83 anni. Un atto d’amore di un figlio per il padre. Luca, il regista, racconta il Manfredi segreto, prima che diventasse uno dei mostri sacri della commedia italiana, accanto a Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi e Alberto Sordi. Un uomo che per tutta la sua vita si considerò un “miracolato”: a 18 anni si ammalò di tubercolosi, rinchiuso per tre anni e mezzo in un sanatorio fu l’unico sopravvissuto della sua camerata. «Non è un film celebrativo sulla carriera di Manfredi ma è la storia di un ragazzo, venuto dalla Ciociara, che in qualche modo ce l’ha fatta con la sua tigna e con la sua caparbietà. Elio mi ha seguito in quest’avventura un po’ spericolata. È stato interessante raccontare il periodo più importante della vita di Nino giovane che nessuno conosce e il percorso che lo ha portato a scoprire, quasi casualmente, la sua grande vocazione artistica», sottolinea il figlio.

Attore, regista, interprete indimenticato, Nino Manfredi ha dimostrato il suo variegato ventaglio espressivo: capace di passare dal riso alle lacrime. Interprete di ruoli diversi, commoventi e divertenti. È stato protagonista di pellicole come «Pane e Cioccolata», «C’eravamo tanto amati», «Brutti, sporchi e cattivi», «Per Grazia ricevuta» e «Le avventure di Pinocchio». Aveva un talento unico per il mestiere dell’attore. Ha messo in campo tutte le qualità che lo hanno contraddistinto: una grande umanità, uno studio attentissimo dei suoi personaggi e in questo Elio gli somiglia molto, ma soprattutto la sua forza era l’innata ironia.

Una carriera folgorante con accanto la compagna di una vita, la moglie Erminia, interpretata qui da Miriam Leone. «Per me è stato un grande privilegio, ma anche una grandissima responsabilità raccontare il loro primo incontro e il loro amore, diretta dal figlio. Io e Elio lo abbiamo fatto come un grande atto di amore verso Nino. Lui è stato un faro per tutti noi attori. Erminia è una donna straordinaria, a cui mi sono ispirata, e che ha dimostrato come dietro un grande uomo ci sia sempre una grande donna».