“First Man – Il primo uomo”: cast, trama e trailer

Questo film non è tanto l'epica cronaca della missione spaziale più famosa di sempre, ma soprattutto il racconto intimista e introspettivo della vita non di un eroe americano, ma di un uomo

12 Maggio 2021 alle 11:35

"First Man - Il primo uomo" non è tanto l'epica cronaca della missione spaziale più famosa di sempre, ma soprattutto il racconto intimista e introspettivo della vita non di un eroe americano, ma di un uomo.

Ai più giovani il suo nome non dice molto ma Neil Armstrong è stato senza dubbio una delle figure simbolo del XX secolo, il primo uomo a mettere piede sulla Luna (accadde il 20 luglio 1969) pronunciando la storica frase: «Questo è un piccolo passo per l'uomo, un gigantesco balzo per l’umanità». A raccontare la storia del comandante della missione Apollo 11 sono Damien Chazelle e Ryan Gosling. Il film ripercorre la vita di Armstrong tra drammi e speranze, e celebra il coraggio e le ambizioni umane senza eccessiva retorica. Merito anche di un eccellente Gosling.

Cast

  • Genere: Biografico
  • Uscita: 2018
  • Durata: 141’
  • Regista: Damien Chazelle
  • Attori: Ryan Gosling, Claire Foy, Corey Stoll, Pablo Schreiber, Jason Clarke, Kyle Chandler

Dopo "La la land", Ryan Gosling torna a lavorare con Damien Chazelle come protagonista di un suo film. Ed è la scelta giusta: alcuni potrebbero giudicare la sua interpretazione fredda e poco espressiva, ma in realtà Gosling è perfettamente nella parte. Armstrong è un uomo riservato, spesso silenzioso e quasi sempre imperscrutabile, e l'attore riesce a risultare distaccato senza per questo fare la figura del pesce lesso. Anzi, dietro la ricercata freddezza emerge una vulnerabilità che rende la sua interpretazione più sfaccettata e contribuisce allo spessore e all'umanità del personaggio.

Ma la vera misura drammatica dell'intera vicenda ce la dà Claire Foy, qui nei panni di Janet, moglie di Armstrong. Forse ogni tanto scivola un po' sull'accento (è inglese e in alcuni momenti la sua vera inflessione si sente dietro l'accento americano), ma qualche piccolo difetto di pronuncia non mina un'interpretazione tanto carica di emozione. Lì dove Neil si chiude in se stesso, nei suoi silenzi e nella sua introspezione, Janet invece agisce, piange, si arrabbia. L'elemento narrativo della moglie che aspetta con ansia il ritorno del marito viene declinato in una maniera che non è mai strappalacrime, dando complessità e tridimensionalità a una donna che deve fare i conti con un matrimonio in crisi e con la terribile possibilità che il marito non torni vivo a casa.

Trama

Stati Uniti, 1962. Dopo la morte della figlia Karen, malata di cancro, il pilota di velivoli sperimentali Neil Armstrong (Ryan Gosling) viene ammesso a far parte del NASA Astronaut Group 2 e si trasferisce a Houston con la moglie Janet (Claire Foy) e il figlio Rick. Lì stringe amicizia con alcuni colleghi, come Ed White (Jason Clarke) e Elliott See (Patrick Fugit). La corsa allo spazio si fa sempre più frenetica e l'obiettivo finale è, naturalmente, sbarcare sulla luna prima che lo facciano i russi.

Trailer

Il lato umano...

Nella sua intervista per Sorrisi, Ryan Gosling ha detto che uno degli aspetti più affascinanti del suo personaggio è «L'intimità della vita privata di Armstrong [...] paragonata al fatto che questi astronauti stessero andando a esplorare l'universo con l'equivalente di una torcia di conoscenza scientifica».

E il maggiore punto di forza di "First Man" è proprio questa combinazione di introspezione e azione, di vita privata e missione spaziale. Non è un semplice biopic che racconta tutta la vita di Neil Armstrong, perché si concentra su un periodo ben preciso (neanche una decina di anni), ma il lato epico dell'allunaggio non arriva mai a mettere in ombra gli aspetti più intimi e privati della sua quotidianità, il suo rapporto con la moglie e con i colleghi.

In questo senso, Chazelle riesce a ridare una dimensione umana a un grande eroe americano: ammirato quasi come una figura mitica. Neil Armstrong è stato sì il primo uomo sulla luna, ma è stato prima di tutto un uomo e in "First Man" lo seguiamo nei suoi sacrifici e fallimenti, nei lutti che lo hanno segnato. Del resto è proprio da un lutto che prende il via l'intero film e in quest'ottica persino l'allunaggio può essere visto come l'apice di una lunga (e sempre taciuta) elaborazione.

... e quello spaziale

Ma non si può parlare di "First Man" senza considerare l'altro aspetto della vicenda. Damien Chazelle sceglie di concentrarsi sempre non sulla angosciante vastità del cosmo ma sul ridottissimo spazio delle navicelle, per un risultato claustrofobico e opprimente. L'Apollo 11 non sembra tanto un concentrato di tecnologie avanzatissime - per il tempo - quanto piuttosto una prigione fragilissima che potrebbe collassare da un momento all'altro.

Ryan Gosling in «First man - Il primo uomo»

Il senso di oppressione è amplificato al massimo dal (perfetto) montaggio sonoro: siamo anche noi dentro il casco da astronauta di Armstrong e il suo respiro - pesante e affannoso - è anche un po' il nostro. L'allunaggio è un crescendo di tensione giocato quasi esclusivamente sui suoni (o sulla loro assenza), ma non è azione fine a se stessa: il suo culmine infatti riflette il percorso introspettivo (e tutto umano) di Armstrong. Non il primo eroe sulla luna ma, appunto, il primo uomo.

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