I nostri figli vanno tutti pazzi per “Encanto”!

Il film della Disney sta conquistando il mondo grazie a una serie di canzoni strepitose

27 Gennaio 2022 alle 10:24

Tra le quattro mura di casa mia c’è una frase che viene ripetuta in modo incessante e ossessivo da settimane, affiancando grandi classici come «Adesso finisci quello che hai nel piatto» e «Sbrigati a metterti le scarpe o faremo tardi a scuola!». Premessa essenziale: il maggiore dei miei due figli ha 5 anni e mezzo, e una grande passione per le storie della Disney. La frase incriminata di cui parlavo, dunque, è questa: «Non si nomina Bruno!».

Imperdibile

Dal 1° febbraio con Sorrisi arriva in edicola il dvd di “Encanto” a soli 14,90 euro (incluso il prezzo della rivista). Un film coloratissimo e ricco di emozioni, da vedere e rivedere.

Chiunque abbia un figlio tra la materna e le elementari probabilmente sa già di che cosa parlo. Per tutti gli altri, forse è il caso che sappiate chi è questo Bruno, e perché non si può nominare. Ci arriveremo. Ma intanto, sveliamo l’arcano: “Non si nomina Bruno” è il titolo di una canzone contenuta nella colonna sonora di “Encanto”, il 60° film d’animazione prodotto dai Walt Disney Animation Studios. Se avessi un euro per ogni volta che ho ascoltato questo brano nell’ultimo mese, potrei andare in pensione a 41 anni.

Prima di arrivare al segreto di Bruno, facciamo un altro passo indietro. “Encanto” è la storia della famiglia Madrigal, che vive in una casa magica (chiamata “Casita”) in un piccolo villaggio incantato, ispirato agli autori da un viaggio in Colombia e dai libri di Gabriel García Márquez. Grazie a una candela fatata, ogni membro dei Madrigal ha ricevuto un potere speciale: Pepa controlla il meteo, Luisa è fortissima, Isabela crea fiori dal nulla, Antonio parla con gli animali, Julieta cura ferite grazie a deliziose ricette, e via dicendo. La protagonista Mirabel, invece, non ha ottenuto nessun talento. Ma alla fine del film capirà qual è il suo importante ruolo nella famiglia.

Quando è uscito in sala a novembre, per colpa della pandemia il film ha incassato “solo” 220 milioni di dollari (qui in italia 4,5 milioni di euro: l’hanno visto circa 600 mila spettatori). Ma è stato con l’arrivo del film nelle case, grazie allo streaming, che è diventato un fenomeno globale. Merito, soprattutto, della colonna sonora. Perché non vi ho ancora detto una cosa importante: come spesso accade con i film della Disney, “Encanto” è un vero e proprio musical. Ed è pieno di strepitose canzoni e balletti.

L’autore dei brani che costellano “Encanto” non è l’ultimo arrivato. Lin-Manuel Miranda è un talentuoso newyorkese di origini portoricane che a 42 anni ha già un un curriculum incredibile. Ha composto lui le canzoni di “Oceania” (altro film Disney amatissimo da bambini e genitori), ha recitato in “Il ritorno di Mary Poppins”, e c’è il suo zampino anche dietro a due musical molto recenti, “Sognando a New York” (che si può vedere su Sky e Now) e “Tick tick... boom” (è su Netflix). E poi ha ideato “Hamilton”, spettacolo teatrale ormai leggendario che racconta la fondazione degli Stati Uniti in chiave rap (è su Disney+). Le canzoni che ha scritto per “Encanto”, ispirate ai ritmi e alle sonorità del Sud America (dalla salsa al tango, dalla cumbia al reggaeton), ora sono diventate un caso discografico. Vi basti sapere che la colonna sonora, a un mese e mezzo dall’uscita, ha da poco raggiunto il primo posto di “Billboard”, l’ambitissima classifica americana degli album più venduti. E tra i tanti brani ne spicca uno, che è diventato virale conquistando le Top 10 di mezzo mondo in streaming: in lingua originale si intitola, appunto, “We don’t talk about Bruno”.

Aspettate, poi parliamo di Bruno. Prima fatemi tornare a mio figlio. Quando gli ho chiesto come mai gli piacciano tanto “Encanto” e le sue musiche, mi ha risposto così: «Perché sono tutti bravi a cantare, hanno dei poteri bellissimi e delle grandi stanze dove allenarsi». Dubito che il messaggio “psicanalitico” del film (la necessità di accettare i propri limiti e di reinventarsi superando le pressioni della società e della famiglia) arrivi chiaro e tondo a un bambino di nemmeno 6 anni, ma è evidente che quest’idea e queste canzoni hanno un’efficacia disarmante.

Pensate che sia solo per bambini? Non conoscete gli appassionati della Disney (tra i quali annovero, onestamente, anche me stesso). Sui social, in particolare su TikTok, “Non si nomina Bruno” è un tormentone, e ragazzi di tutte le età fanno a gara per imitare il balletto di Luisa nell’irresistibile “La pressione sale”. Io sono spacciato, perché ho in casa uno di quegli apparecchi che riproducono musica con il riconoscimento vocale, e mio figlio sa benissimo cosa chiedere, cento volte al giorno: «Alexa, fammi sentire “Non si nomina Bruno”!».

Come dite? Non avete visto il film e volete finalmente sapere chi sia questo fantomatico Bruno? Non scherziamo, non vogliamo mica rovinarvi la sorpresa! È paradossale, però, che il nome di Bruno, che nessuno può nominare, ora sia il più nominato (e cantato) al mondo.

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