Home TvFilm“I ragazzi dello Zecchino d’Oro”, su Rai1 il film tv sull’amatissima manifestazione

“I ragazzi dello Zecchino d’Oro”, su Rai1 il film tv sull’amatissima manifestazione

Domenica 3 novembre in onda il film con protagonisti Simone Gandolfo, che interpreta Cino Tortorella, e Matilda De Angelis, che è Mariele Ventre, anima della manifestazione nonché fondatrice e direttrice di quel “Piccolo Coro dell’Antoniano”

Foto: Simone Gandolfo e Matilda De Angelis in "I ragazzi dello Zecchino d’Oro"

01 Novembre 2019 | 9:00 di Tiziana Lupi

Milano, Teatro dell’Arte, 24 settembre 1959: si apre per la prima volta il sipario sullo Zecchino d’Oro, la manifestazione canora più amata dai bambini (e non solo). Tra le dieci canzoni in gara vince “Lettera a Pinocchio”, diventata poi un successo grazie all’interpretazione di Johnny Dorelli.

Nessuno immagina che siano solo i primi passi di uno spettacolo destinato a entrare nel cuore del pubblico e nella storia della tv. E ora è proprio la televisione a celebrarlo con il film “I ragazzi dello Zecchino d’Oro”, che Raiuno propone domenica 3 novembre.

Ne sono protagonisti Simone Gandolfo, che interpreta Cino Tortorella, ideatore della manifestazione che ha condotto per 50 anni (i primi nei panni dell’indimenticabile Mago Zurlì), e Matilda De Angelis, che è Mariele Ventre, anima della manifestazione nonché fondatrice e direttrice di quel “Piccolo Coro dell’Antoniano” che oggi è dedicato a lei. Li abbiamo intervistati.

A bruciapelo: la canzone dello Zecchino preferita?
Simone: «Senza dubbio “Il pulcino ballerino”».
Matilda: «Per me “Il valzer del moscerino”».

Quando eravate bambini anche voi sognavate di partecipare allo Zecchino d’Oro?
S: «No, da piccolo sognavo di fare il pilota di automobili. Poi ho smesso di pensarci: ero quello che oggi si definirebbe un adolescente caratteriale, con tanta voglia di fare ma senza sapere cosa. Al quarto anno delle scuole superiori ho fatto un corso di teatro e sono rimasto folgorato da questo mestiere».
M: «Io ho un ricordo “tragico” dello Zecchino (ride). Da bambina avevo già la voce profonda che ho adesso e all’asilo mi prendevano in giro. Per convincermi che nella mia voce non c’era nulla di sbagliato e che, anzi, avrei persino potuto cantare, mia madre mi iscrisse alle selezioni per lo Zecchino d’Oro. Sono arrivata al provino e per la vergogna non sono riuscita ad aprire bocca!».

Ora come ve la cavate con la musica e il canto?
S: «Bene, da piccolo ho anche studiato flauto traverso al Conservatorio. E credetemi, come canto sotto la doccia io...».
M: «Ho una buona formazione: ho studiato violino, chitarra, pianoforte. Per quattro anni ho anche avuto un gruppo musicale a Bologna. Forse in un certo senso mia madre ci aveva visto giusto!».

Se in futuro un figlio vi chiedesse di partecipare allo Zecchino d’Oro?
S: «Perché no? Lo Zecchino, così come lo ha ideato quell’uomo intelligente e di vedute progressiste che era Cino Tortorella, ha un’enorme portata educativa perché è un gioco per bambini che non devono preoccuparsi della performance. C’è una competizione sana che è ben diversa dall’arrivismo di tanti programmi che sono venuti dopo».
M: «Lo lascerei andare volentieri, meglio ancora se non fosse troppo piccolo. Lo Zecchino è bello perché i bambini sentono la competizione ma, soprattutto, il gioco, lo stare insieme. La bellezza delle canzoni è per loro, non per gli adulti o per i giurati. L’insegnamento di Mariele Ventre è ancora vivo: se hai talento devi uscire, devi esibirti, altrimenti è come avere un abito bellissimo e indossarlo solo dentro casa. Ma deve rimanere un gioco».

Sul set di questo film avete girato con molti bambini: è stato complicato?
S: «No. I bambini sono veri, spontanei. Io i problemi li ho con gli adulti».
M: «Assolutamento no. Sono una grande amica dei bambini, ho una predisposizione naturale a stare con loro. Girare questo film è stata una delle esperienze più belle della mia vita. I bambini avevano formato un bel gruppo e la mattina, quando arrivavo sul set, mi chiamavano “maestra”. E io non dovevo fare altro che rimanere nel ruolo che mi avevano dato, i veri maestri del gioco erano loro. Alla fine delle riprese mi sono commossa perché continuavano a mandarmi lettere e messaggini».

Mentre va in onda “I ragazzi dello Zecchino d’Oro” siete già impegnati in altri progetti?
S: «In questo momento sto curando la produzione del film “Io sono Vera” di Beniamino Catena, che uscirà nelle sale alla fine del 2020. Poi interpreterò un medico nella serie della Lux Vide per Raiuno “Medical report”».
M: «Io sono sul set di “L’isola delle rose”, un film di Sydney Sibilia per Netflix con Elio Germano, Fabrizio Bentivoglio e Luca Zingaretti».

Il meglio dello Zecchino

Tutte le canzoni che hanno vinto lo Zecchino fino al 2016 e tutte quelle che ne hanno segnato la storia. È l’incredibile contenuto di "Best of Zecchino d’Oro": due cd doppi che contengono 80 brani (40 ciascuno). Il primo cd doppio sarà in vendita a 10,90 euro (rivista esclusa)
dal 5 novembre; il secondo dal 12.