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«Il Grande Match»: trama, trailer e perché vederlo

Sylvester Stallone e Robert De Niro tornano a interpretare due pugili rivali che si scontrano per la terza volta

Foto: Una scena del film diretto da Peter Segal  - Credit: © Warner Bros.

27 Marzo 2017 | 13:50 di Marianna Ninni

?Rocky? sfida ?Toro Scatenato? sul ring de «Il Grande Match». Quando ha cominciato a circolare la notizia di un film in cui Sylvester Stallone e Robert De Niro tornavano a combattere sul ring, rendendosi protagonisti di una nuova sfida, tutti hanno cominciato a descriverla come la pellicola in cui Rocky Balboa incontra Jake La Motta. Associazione inevitabile se si pensa ai due attori, protagonisti entrambi di due importanti cult sul pugilato che hanno fatto la storia del cinema.

Se De Niro non saliva sul ring da oltre 30 anni, il compagno Stallone ha avuto con il pugilato un rapporto un po' più continuativo, dato che l'ultimo film che lo vede interpretare Rocky prima di questo risale al 2006 («Rocky Balboa») e che il successivo, che lo vede nelle vesti di allenatore del figlio di Apollo Creed, è arrivato in sala nel 2015. Nonostante questo, la vicenda di due pugili rivali, che si scontrano una terza volta per sancire chi tra i due è il migliore, e la scelta di due attori mai così calzanti, hanno favorito l'interesse del pubblico intorno a «Il Grande Match». Il regista Peter Segal, ben lontano dall'indagare la profondità psicologica dei personaggi, assume uno sguardo un po' più comico per raccontare semplicemente la storia della competizione tra due sportivi di una certa età.

In molti hanno per tempo sostenuto che a volere il progetto fosse stato Sylvester Stallone. In realtà, il primo a ricevere la sceneggiatura del film è stato Robert De Niro. L'attore non ha perso tempo e ha coinvolto il collega. Inizialmente titubante, Stallone si è lasciato trascinare in questo progetto da De Niro e si è sottoposto a un duro allenamento, prima di tornare a indossare guanti e calzoncini.

La trama

Sylvester Stallone e Robert De Niro sono Henry ?Razor? Sharp e Billy "The Kid" McDonnen, due pugili di Pittsburgh molto famosi per la loro accesa rivalità. Da sempre in competizione, i due si erano scontrati due volte e avevano vinto un match a testa. Il terzo match, quello che avrebbe dovuto assegnare a uno solo il titolo di ?più forte?, non c'è mai stato a causa dell'improvviso e inaspettato ritiro di Razor. A distanza di 30 anni, i due pugili sono spinti dal promoter Dante Slate Jr. a sfidarsi ancora, per dare vita all'incontro decisivo. Il regolamento dei conti suscita immediatamente l'interesse di tutti quelli che hanno seguito da sempre la carriera di queste due star del pugilato e a Razor e The Kid non resta che accontentare il loro pubblico e salire di nuovo su quel ring.

Il trailer

Perché vederlo

C'è una nuova categoria di film che dovrebbe ricadere all'interno del genere ?effetto nostalgia? perché il ritorno di Stallone e De Niro sul ring non fa che riportare una certa fetta di spettatori indietro nel tempo, all'epoca in cui si raccontava il dramma profondo degli sportivi, in continua lotta con quel desiderio di successo che era sia personale che professionale. Fatica, sudore, sconfitta, caduta, rivalsa: lo schema era quello ricorrente del racconto di un eroe che cerca in tutti i modi di farcela, ma che spesso deve accettare di essere sconfitto prima di potersi rialzare vincitore. Perché guardare «Il Grande Match»? Perché nel cast ci sono anche Alan Arkin, Kim Basinger e Kevin Hart e non mancano i riferimenti e gli omaggi ai precedenti film degli attori. Perché i due non si prendono troppo sul serio e non perdono occasione per sorridere e fare continue battute sul loro peso, sull'età e sul passaggio del tempo, perché è un film in cui la commedia non rinuncia in alcun modo alla classica necessaria componente drammatica, ma soprattutto perché non ci saranno molte altre occasioni di vedere Rocky contro Toro Scatenato. Il risultato è una commedia sportiva a cui approcciarsi senza troppe pretese e che deve tutto alla statuaria presenza in scena degli indimenticabili Jake La Motta e Rocky Balboa.