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“La leggenda di Frozen” è in arrivo su Disney+

La nascita di un universo. È questo il tema del cortometraggio disponibile dal 26 febbraio ambientato nell’immaginario di "Frozen"

"La leggenda di Frozen"
22 Febbraio 2021 alle 16:01

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La nascita di un universo. È questo il tema di "La leggenda di Frozen" (titolo originale: “Myth: A Frozen Tale”), cortometraggio disponibile dal 26 febbraio su Disney+ e ambientato nell’immaginario di "Frozen". Niente principesse, però, perché gli unici personaggi umani sono i membri di una famiglia di Arendelle: è sera e i bambini chiedono una favola della buonanotte. La mamma, a cui presta la voce Evan Rachel Wood, racconta come tutto ha avuto inizio: la genesi di un nuovo mondo, in cui quattro spiriti, che rappresentano i quattro elementi, si fondono in cerca di un equilibrio. Sette minuti che sono una continua esplosione di suoni e colori, pensati per essere visti con un visore per la realtà virtuale e firmati dal regista Jeff Gipson e dalla production designer Brittney Lee, entrambi già al lavoro sui due film della saga di "Frozen".

«Ho sempre amato le storie della buonanotte» racconta il regista Gipson «e in particolare una che riguarda la mia famiglia. Intorno al 1860, il mio bis-bis-bis-bis nonno viveva in una fattoria a un giorno di cavallo da Kansas City: puro far west. Aveva 8 o 10 anni e lavorava già nei campi, ma finita la giornata prendeva il cavallo e andava al fiume a giocare con gli amici. Un giorno vedono arrivare da lontano due cavalieri solitari: era ancora un tempo in cui chiunque poteva essere una minaccia. I ragazzi si spaventano, si nascondono e vedono questi due cavalieri avvicinarsi, scambiare i propri cavalli con quelli dei ragazzi e riprendere il loro cammino senza dire nulla, ma lasciando un biglietto nella sella: “Grazie per i cavalli, JJ”. E l’unico JJ che c’era in circolazione era il mitico Jesse James. Mi ha sempre entusiasmato come un pezzo di immaginario come Jesse James potesse essere entrato in contatto con la mia famiglia, così mi sono chiesto: se fossi vissuto ad Arendelle, quali sarebbero potute essere le mie storie della buonanotte? E da lì è iniziata la lavorazione di "Myth", in cui volevo fondere la tecnologia della realtà virtuale e un’animazione molto classica, ispirata ai libri pop-up».

Una suggestione che ha trovato subito l’accoglienza favorevole di Brittney Lee, che si è entusiasmata per la proposta ed è salita a bordo del progetto: «La prima domanda che ci siamo posti» racconta «è stata: come possiamo rendere graficamente questo nuovo mondo all’interno di un universo già esistente, come quello di Frozen? Allora ci siamo messi a pensare ai classici: alla Bella addormentata nel bosco e a Fantasia, che a 80 anni dalla sua uscita è ancora un riferimento importante per noi, è stato forse il primo film in cui musica e immagine sono così uniti ed è così pieno di libertà creativa».

Un pensiero condiviso anche da Gipson, che rilancia: «C'è qualcosa di veramente sorprendente nel modo in cui, anche 80 anni fa, Walt Disney e i suoi animatori stessero spingendo al massimo sulla tecnologia e sugli stili artistici, cercando di creare qualcosa di fresco e nuovo. Ancora oggi facciamo riferimento a spezzoni di quel film, vorremmo vederlo di nuovo sul grande schermo. E penso che sia solo una testimonianza di quanto si possa provare a rilanciare più in là il nostro lavoro, verso qualcosa che non abbiamo mai visto prima».

Così come in "Fantasia", in "La leggenda di Frozen" niente è scontato: la creazione del mondo, da parte di quattro personaggi che rappresentano l’acqua, il fuoco, l’aria e la terra, sembra procedere in perfetto accordo, ma presto l’armonia si interrompe e lascia il posto al caos. «Un aspetto fondamentale di Myth è la dualità di ciascuno degli spiriti» spiega Brittney Lee «Una dualità che volevamo illustrare nei loro design. Ad esempio con Bruni, una salamandra già presente in "Frozen 2", che qui interpreta lo spirito del fuoco. Volevamo avere due versioni di Bruni: una felice, per la prima parte del film e poi una per quando le cose si sbilanciano e diventano davvero drammatiche».

Realizzato in un ambiente di realtà virtuale e concepito fin dall’inizio con l’autore della colonna sonora Joseph Trapanese, "La leggenda di Frozen" arriva su Disney+ in versione classica, per essere visto senza visore. Un cambio di tecnologia che non è stato semplice da affrontare: «Una parte importante della versione VR» conclude Gipson «è il senso di presenza e vicinanza che si ottiene con tutti questi personaggi. Adoro quando il vento ti avvolge e in cuffia lo senti spostarsi da sinistra a destra. O le dimensioni piccole della salamandra ed enormi dei giganti, quando entrano in scena. Ci siamo chiesti come tradurre quel senso di presenza, di differenza di scala e di forza che ciascuno di questi spiriti elementali aveva. Non è stato facile, ma sono orgoglioso ed entusiasta del risultato finale che abbiamo ottenuto per la versione in streaming del film».

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