“Romanzo radicale”, la docufiction su Pannella

Uno dei volti più rivoluzionari della scena politica italiana. A interpretarlo è un irriconoscibile Andrea Bosca

9 Novembre 2022 alle 08:47

Uno dei volti più rivoluzionari della scena politica italiana è protagonista della docufiction "Romanzo radicale", in onda su Rai3 venerdì 11 novembre. Parliamo di Marco Pannella, fondatore del Partito radicale e promotore delle battaglie per i diritti civili, morto nel 2016. A interpretarlo è un irriconoscibile Andrea Bosca.

Andrea, come ha fatto a calarsi nel ruolo?
«Prima di tutto mi sono concentrato sull’aspetto fisico. E siccome nelle sue battaglie Pannella è ricorso spesso a digiuni e scioperi della fame, ho perso più di 13 chili. Poi ho studiato molto, mi sono documentato, ho incontrato le persone che lo hanno conosciuto bene, come Emma Bonino e Gianfranco Spadaccia».

Cosa l’ha colpita di Pannella?
«La passione per la politica e la determinazione nel portare avanti le sue idee. La stessa che io ho sempre messo nel mio lavoro. In una società estremamente chiusa come quella degli Anni 60 e 70 ha portato avanti lotte rivoluzionarie, in favore del divorzio e dell’aborto. Tutti diritti che ormai ci sembrano acquisiti ma credo sia importante ricordare, soprattutto alla nuove generazioni, che non è stato facile conquistarli. E Marco ci ha dedicato la vita».

Lei a cosa dedica la sua vita?
«Io sono stato a lungo sposato al mio mestiere. Ed è stata dura aprirmi alle emozioni. Ho fatto un lungo lavoro interiore per superare i meccanismi di difesa che mi impedivano di amare per paura di soffrire».

In che cosa è “radicale”?
«Rispetto a Pannella sono moderato e meno provocatore. Il mio radicalismo consiste nell’essere fedele a me stesso e a ciò in cui credo. Su alcune cose non riesco a negoziare. Davanti alla prepotenza e alla prevaricazione sono intransigente».

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