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«Selma»: trama, trailer e perché vederlo

Il film di Ava DuVernay del 2014 racconta della marcia da Selma a Montgomery organizzata da Martin Luther King (David Oyelowo) per i diritti civili degli afroamericani

Foto: Una scena di Selma

15 Giugno 2017 | 17:59 di Manuela Puglisi

Tutti conoscono almeno superficialmente la storia di Martin Luther King, ma forse non lo specifico periodo della sua vita raccontato in «Selma – la strada per la libertà». Il film della regista Ava DuVernay del 2014 si concentra sul 1965 e in particolare sulla sua campagna per i diritti civili degli afroamericani alle urne culminata con l'epica marcia da Selma a Montgomery, in Alabama. A interpretare l'attivista e premio Nobel per la pace è David Oyelowo, ma nel cast ci sono anche Tom Wilkinson nei panni del presidente Lyndon B. Johnson, Tim Roth, Carmen Ejogo e il rapper Common che, oltre ad avere una parte nel film, ha scritto insieme a John Legend (e Rhymefest) «Glory» che ha vinto (insieme ad altri premi) l'Oscar come miglior canzone originale.

La trama

Il 1964 è l'anno in cui Martin Luther King Jr. riceve il premio Nobel per la pace e tre ragazze di colore vengono uccise da una bomba piazzata dal Ku Klux Klan in una chiesa battista a Birmingham in Alabama. Annie Lee Cooper cerca di registrarsi per votare a Selma, ma le viene impedito. Quando il pastore incontra il presidente degli Stati Uniti per chiedere di agire a livello federale per permettere ai cittadini afroamericani di votare indisturbati, Lyndon B. Johnson gli risponde che ha altre priorità. Inizia così la campagna di King per il diritto al voto che culmina con la storica marcia da Selma a Montgomery del 1965.

Il trailer

Perché vederlo

Per approfondire una parte della storia americana al di fuori dei libri di scuola, nonostante il film porti sullo schermo una versione romanzata dei fatti realmente accaduti. «Selma» parla di diritti civili e di quello che Martin Luther King ha fatto perché negli Stati Uniti ci si avvicinasse sempre più a una parità tra bianchi e afroamericani, ma la questione che sembra porre è anche un'altra. Quanto ci si è davvero avvicinati a questa parità? Quanto resta ancora da fare oggi che ragazzi come Trayvon Martin e Michael Brown rimangono a terra, colpiti a morte dai pregiudizi, e ancora è evidente la necessità di movimenti contro la violenza e il razzismo nei confronti degli afroamericani (come Black Lives Matter, nato nel 2013)?