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Forum, intervista a Barbara Palombelli

La giornalista racconta a Sorrisi la nuova stagione del programma più longevo di Canale 5

Foto: Barbara Palombelli

03 Settembre 2015 | 14:01 di Alberto Anile

Quest’anno «Forum» riparte con il superspeciale «La famiglia che cambia», in onda dal primo pomeriggio alla prima serata. Quattro ore secche, una bella impresa, anche dal punto vista fisico. «In fondo anche le puntate normali durano parecchio, tre ore e mezza tutti i giorni…» si schermisce Barbara Palombelli che conduce per il terzo anno consecutivo. «“Forum” è una prova fisica e questo speciale ci offre la possibilità di farci conoscere da un pubblico diverso, quello della domenica».

Perché dedicare tutta la puntata alla famiglia?
«Apriamo con la famiglia perché sta diventando un luogo in cui cresce la violenza, sia fisica sia psicologica. Ce ne accorgiamo dal materiale ricevuto in tutti questi anni. Pensavamo che con la parità legale tra uomo e donna molti problemi non esistessero più. Invece, come dice la mia amica Franca Valeri, “Non tutto è risolto”».

Come sono stati scelti i tre casi dello speciale?
«Sono tre casi veri che raccontano bene come sia cambiata la famiglia e come siano cambiate le leggi in questi anni. Da quando l’adulterio era reato alle cosiddette “famiglie arcobaleno” di oggi che sono praticamente senza legislazione. Avremo in studio una figlia con una madre che però è stata padre, faremo interviste a una coppia formata da due donne e a una formata da due uomini. Su certe cose in Italia siamo molto indietro. Ma ci chiederemo anche fino a che punto sia giusto spostare in avanti i limiti. In studio avremo tra gli ospiti anche un sacerdote ma non sarà un ospite fisso: più avanti avremo anche rappresentanti della religione ebraica e islamica».

Quindi cosa si aspetta da questa edizione di «Forum»?
«La cosa bella e che mi appassiona è che parlando di leggi e divieti in realtà parli dell’umanità. Con questo programma sto facendo una colossale inchiesta sull’Italia, sulle sue passioni, sulle sue trasgressioni. Ci interroghiamo, facciamo molte domande e cerchiamo anche di dare qualche informazione: su questioni di proprietà, eredità, inquinamento, fecondazione assistita, che è uno di quegli argomenti sui quali c’è un deserto legale».

Le puntate sulla famiglia fanno ascolti migliori delle altre?
«Difficile dirlo, certamente le storie attraggono molto e riceviamo molte mail che raccontano vicende incredibili.  Ho sempre avuto la passione di far parlare le persone, di farle tornare indietro nel tempo: starei ore a sentire parlare la gente. Con “Forum” ho trovato il programma ideale».

A lei quali tipi di casi interessano di più?
«Li scelgo io stessa quindi quelli che vanno in onda mi piacciono tutti. Odio invece le parolacce. In diretta possono sempre scappare, ma io cerco di bloccarle».

La questione del bambino della «coppia dell’acido»: che idea se n’è fatta?
«Secondo me quel bambino ha diritto di vivere lontano da quei due. Avrebbero dovuto darlo immediatamente in adozione, senza farglielo riconoscere».

Dal punto di vista legale c’è il problema del riconoscimento...
«Parliamo di un processo ancora in corso e quindi vige la presunzione di innocenza, ma ci sono dei casi estremi in cui si dovrebbe intervenire di conseguenza. Il bambino ha diritto di vivere senza portarsi addosso quel peso enorme. Anche solo dargli un nome significa che il fardello ricadrà sulla famiglia adottiva. Spero che facciano di tutto per rendere non identificabili le sue origini».

Cosa pensano suo marito e i suoi figli di «Forum»?
«Ne pensano benissimo. Sono affettuosi e comprensivi, sempre incoraggianti. A volte guardano il programma di sabato, quando non lavorano, e sono anche venuti in studio a darmi man forte».

Qual è il momento della sua conduzione che ricorda con più piacere?
«Il primissimo giorno. Ero molto spaventata, ma il pubblico mi ha accolto subito con un calore che mi ha commosso. Mi ha dato proprio la spinta di cui avevo bisogno».

E il peggiore?
«La volta in cui rimasi bloccata nel traffico rischiando di mancare la diretta. Gli studi sono sulla Tiburtina, una via continuamente in rifacimento, credo sia peggio dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Ogni mattina c’è il dubbio di quanto tempo ci voglia ad arrivare. E se piove si allaga tutto. Quel giorno diluviava e non si andava più avanti. Sono venuti a prendermi in Vespa, percorrendo stradine di campagna, sotto il diluvio... Sono arrivata inzuppata, ma siamo riusciti ad andare in onda in orario».