Sanremo 2021

Francesco Paolantoni: «Caro Fabio Fazio mi vedi? Sono su Sorrisi!»

Dopo una lunga assenza, il comico napoletano torna in tv. E a "Che tempo che fa" succede che...

Francesco Paolantoni
11 Febbraio 2021 alle 09:01

L'immagine di un Cupido in tunichetta turchese, con calzari, arco e freccia dorati, appeso su un’altalena nello studio di “Indietro tutta!”, è indelebile nella nostra memoria televisiva.

Francesco Paolantoni, quel Cupido era lei...
«E lo sarò per sempre, credo (ride)».

Seduto su quell’altalena a cinque metri da terra... sarà stato scomodissimo.
«Ma no. Mi issavano, tirandomi su in due, poi mi fissavano con dei cavi di acciaio. Ero ben imbracato e pure comodo. Poi Renzo Arbore ogni tanto mi coinvolgeva. Era tutto improvvisato, quanto mi sono divertito!».

Come ci era finito appeso lassù?
«Arbore mi aveva visto in un video di un festival del cabaret. Mi telefonò: “Pronto, sono Renzo Arbore”. E io: “Sì, vabbuo’...”. Poi quando capii che era davvero lui che mi spiegava: “Ti metto appeso”, gli risposi: “Va bene pure a testa in giù!”. E mi ritrovai a far parte di un programma che ha scritto la storia della televisione. E quell’atmosfera non l’ho mai più respirata, se non in certi momenti a “Quelli che il calcio” con Fabio Fazio».

A proposito di Fazio: questa intervista nasce da una gag tra lei, Fazio e il nostro direttore Aldo Vitali al tavolo di “Che tempo che fa” in una delle scorse puntate...
«È vero. Fabio mi prendeva in giro perché non ho mai avuto una copertina di “Tv Sorrisi e Canzoni”. Stavolta, se non una copertina, ho un bel servizio. Non solo. Ho pure la foto in cover!».

Facciamo un passo indietro, lei da bambino voleva fare... il Cupido?
«Direi di no (ride). Mia sorella ha 12 anni più di me e mi portava al cinema. Sono cresciuto sognando di diventare o un attore di musical, imparando a ballare come Fred Astaire, oppure il protagonista di un film di azione americano alla Burt Lancaster. Poi, cominciando a guardare le commedie di Eduardo e i film di Totò, la cifra comica ha preso il sopravvento. Anche perché come ballerino... non è che fossi granché! Mi sono iscritto a una scuola d’arte drammatica e ho cominciato a fare teatro impegnato».

Non aveva scelto la vena comica?
«Sì, infatti una volta mi hanno pure cacciato dallo Stabile di Torino».

Come mai?
«Facevamo “La figlia di Iorio” di D’Annunzio ma non riuscivo a contenere la mia voglia di fare il buffone e di far ridere gli altri. Mi cacciarono».

E poi?
«I primi tempi per mantenermi disegnavo fumetti e li vendevo a via Toledo a Napoli. La mia fu la prima bancarella, allora non si usava disegnare per strada. Finivo i disegni e li attaccavo con lo scotch sul muro del Banco di Napoli. Vendevo pure bene, eh?».

La vena artistica le è rimasta: i suoi quadri ora sono esposti anche all’estero.
«Ho cominciato a farli con le molliche di pane».

Con il pane?
«Sì. A tavola ho sempre avuto la fissa di fare con la mollica di pane non le “classiche” palline ma dei cubetti. Non mi chieda perché: preferisco non indagare... Mi sono invece chiesto: “Cosa posso farne?”. E sono nati i primi quadri-mosaico. Avevano però un difetto insuperabile».

Quale?
«Si autodistruggevano dopo un paio di mesi».

Come la famosa opera di Banksy?
«No (ride). Se li mangiavano i “pàppici”, i piccoli animaletti che si nutrono della mollica. Allora ho cominciato a usare l’argilla e la pelle».

Torniamo alla tv. È rimasto anni lontano dai riflettori.
«Dopo aver frequentato tutte le trasmissioni più belle della televisione, con Arbore, la Gialappa’s, la banda Dandini-Guzzanti e Fazio, non ho più trovato programmi che mi entusiasmassero. Poi con “Stasera tutto è possibile” mi è tornata la voglia. È l’unico programma che consente di ricorrere alla commedia dell’arte, e per un attore è il massimo del divertimento: improvvisare su uno spunto».

E a “Tale e quale” si è divertito?
«Assai. Era una cosa che non avevo mai fatto: calarmi nei panni di personaggi veri, mentre io prima li avevo sempre inventati. L’impegno l’ho affrontato con serietà ma più che della competizione mi sono preoccupato di creare momenti di spettacolo nello spettacolo».

Negli anni in cui è stato lontano dalla tv cosa ha fatto?
«Ho continuato con il teatro e poi ho fatto una vita tranquilla. Mi piace stare a casa, prendere il sole in terrazzo, fare passeggiate, cucinare per gli amici. Non sono tipo da serate mondane».

Cucinare?
«Sono esperto di minestre napoletane, la pasta e patate soprattutto mi viene molto bene. Ho condotto una crociata contro la pasta e patate con la provola, che ora va di moda, ma che non c’entra niente con la tradizione. Le linguine con il sugo d’agnello sono un altro mio cavallo di battaglia».

È vero che lei ha nove televisori a casa?
«Certo! Nella mia vecchia casa li avevo disseminati ovunque. Ora ne ho solo tre perché con il tablet posso guardare la tv dappertutto. Sono teledipendente. Accendo il televisore la mattina e poi guardo tutto. Ho due sogni: partecipare a una serie americana, anche come comparsa senza parlare, e fare una sit-com tipo “Friends” o “ Modern family”, mettendoci un po’ di spirito partenopeo. Chissà che non accada...».

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